Giovedì 21 marzo, Giornata internazionale contro il razzismo, presso il centro Quake di via Eraclea 25, a Ravenna, il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini interpreterà alcune poesie dalle sue raccolte “Il silenzio dei violini” e “Dichiarazione”: poesie che ricordano la Shoah e promuovono il rispetto dei diritti umani nel mondo.

Le performance di Roberto Malini sono sostenute dall’UNICEF e dal Consiglio d’Europa per il loro valore civile. Accompagnato dalla chitarra di Fabio, Malini leggerà e canterà versi dedicati alle vittime omosessuali dell’Olocausto, alla condizione del popolo rom, alla tragedia dei profughi, alle violenze sulle donne, ai diritti gay, “a partire dal diritto a sposarsi,” spiega il poeta, “che è un diritto basilare e non una concessione da parte della maggioranza eterosessuale. Un giorno esso sarà sancito quale diritto inalienabile e i posteri giudicheranno con severità l’omofobia che oggi lo nega”.

Come ricorda il Rapporto delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani e come scrivono le ex europarlamentari e attiviste per i rom Els De Groen e Viktoria Mohacsi, autrici delle prefazioni ai suoi ultimi libri, Malini ha subito azioni persecutorie sia da parte delle autorità che da parte di gruppi razzisti, a causa del suo impegno a tutela della comunità rom.

“I rom sono il gruppo etnico perseguitato con maggior e accanimento in Italia,” spiega Malini. “Sembra incredibile, ma oltre il 50% dei rom romeni passati in Italia negli ultimi anni sono stati condannati a pene detentive e la percentuale sale se si considerano le denunce e i fogli di via. Centinaia di bambini rom sono stati sottratti alle famiglie dalle autorità, solo perché povere e senza una casa. Praticamente in tutte le città italiane le famiglie rom subiscono sgomberi in ogni stagione dell’anno e si trovano in mezzo alla strada, senza possibilità di sussistenza, senza un riparo, con bambini piccoli, donne incinte e malati. Non a caso la loro speranza di vita media è di soli 40 anni. Sono numeri che riguardano il nostro paese oggi, numeri molto vicini a quelli che caratterizzarono i periodi storici delle più gravi persecuzioni contro gli ebrei o gli stessi rom. Le mie poesie raccontano storie vere, storie in cui l’odio e l’indifferenza cercano di annientare la forza d’animo di chi è vulnerabile ed escluso, ma si impegna ogni giorno per consentire alla propria famiglia, al proprio popolo di sopravvivere e mantenere un’identità culturale”.

Roberto Malini è anche il regista del docu-film “La canzone di Rebecca”, che sarà proiettato, sempre al centro Quake, alle 20.30. Al termine della proiezione, l’autore e la giovane protagonista, la pittrice e poetessa rom romena Rebecca Covaciu, autrice del libro “L’arcobaleno di Rebecca”, converseranno con il pubblico. Per questo film Roberto Malini è candidato al Premio Dan Arevalos (in memoria dell’indimenticato attivista e artista gay), patrocinato dall’UNAR, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Ravenna e assegnato da Arcigay Frida Byron a un’opera in contrasto con le discriminazioni.

Nella foto, letture di Roberto Malini al Festival Internazionale di Poesia di Genova, con un gruppo musicale rom.

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