29 Maggio alla Bastiglia

29.05.2011 - Paris - Mariano Quiroga

L’atmosfera festosa si è manifestata più che mai con spazi dedicati ai bambini, perché giochino e si sentano liberi di esprimersi, e molti musicisti che si sono uniti durante il pomeriggio. Decine di persone tenuto i loro discorsi all’insegna di uno straordinario pluralismo che ha permesso, tra le altre cose, di chiarire i punti e le rivendicazioni del movimento.
Un profondo rifiuto nei confronti della classe politica e dei politici in genere, traditori e manipolatori che finiscono con obbedire al potere, al Dio Mercato, alle multinazionali. Ma anche se i partiti sono banditi da questo movimento, si rispettano i militanti e i loro ideali politici accettando che politica significa organizzarsi per cercare di cambiare le cose.
La democrazia si mostra come un’icona irrinunciabile, non una cosa fine a se stessa o un valore che non può essere migliorabile. La democrazia così come la conosciamo, non è ammessa alla Puerta del sol, così come a Bastiglia; qui si cerca di introdurre la partecipazione e il consenso diretto dei cittadini, riformulando il concetto di democrazia per il popolo e non contro di esso.
Ci sono state voci contrarie, dissidi e critiche sotto il questo splendido sole primaverile ma non aveva senso fare polemiche, litigare, lasciarsi provocare. Questo movimento infatti sta acquisendo concretezza proprio per il consenso che genera, per essere uno strumento che dà voce a centinaia di cittadini che non sono rappresentati, che si sentono in qualche modo anche esclusi. Per discutere apertamente di temi quali il consumismo, la disuguaglianza, tra sessi, classi sociali, razze.
“Qui e ora” lo slogan di uno dei cartelloni che rappresentava un sentimento comune, la volontà di dare un segnale inequivocabile del ripudio nei confronti del sistema di vita odierno. Oltre a questo però bisogna fornire anche alternative, fare proposte, intraprendere una direzione per il futuro.
« Ci hanno tolto la giustizia e ci hanno lasciato le leggi » con tanto di apparato repressivo ; poliziotti in assetto antisommossa, tanto che sembravano usciti da Star Wars, circondava i manifestanti.
Con le recenti immagini di Barcellona ancora fresche il blocco di manifestanti si è diviso tra chi voleva dare dimostrazione di forza nei confronti della polizia, fermando il traffico e creando disordine e un altro gruppo che ha preferito far prevalere la natura non violenta della manifestazione e che invitava le persone a non cedere alle provocazioni della polizia. Questo incontro doveva essere una festa, un’opportunità per ritrovarsi, e così è stato. Tutti hanno poi scelto la nonviolenza, mostrando un comportamento emozionante di chi si sentiva a proprio agio in mezzo agli altri “indignati” nuovi compagni di indignazione ma soprattutto di sogni.

Tradotto da Eleonora Albini

Categorie: Europa, Internazionale, Questioni internazionali

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