Olivier Dupuis è mancato il 4 maggio in casa sua, circondato dalle persone a lui più care. Alla fine del 2025 gli era stato diagnosticato un cancro incurabile al pancreas e, avvalendosi della legge belga che dal 2002 disciplina l’eutanasia, ha ottenuto di poterla ricevere.

Marco Cappato e Marco Perduca, che hanno condiviso con lui un decennio di iniziative, hanno dichiarato:

Fin dai primi anni ‘80 Olivier Dupuis si era unito al Partito Radicale, arrivando a essere arrestato in Belgio per la sua affermazione di coscienza che gli fece rifiutare la leva militare.

Già 40 anni fa, Dupuis denunciava l’esistenza di sistemi di difesa nazionale nel momento in cui si stava costruendo l’Europa politica. Il suo era un antimilitarismo anti-nazionalista per la creazione di una difesa europea parte fondante anche su una politica estera comune degli Stati Uniti d’Europa.

Il suo impegno, proseguito anche dopo la militanza nel Partito Radicale, è sempre stato caratterizzata dalla disobbedienza civile e della nonviolenza praticate per conquistare obiettivi di libertà, diritti, giustizia e contro tutte le discriminazioni e l’amministrazione della giustizia nel “suo” Belgio.

Eurodeputato radicale per due legislature fino al 2004, Dupuis ha messo il Partito Radicale al servizio della causa dei popoli oppressi. Dai tibetani agli uiguri, passando per vietnamiti, laotiani, taiwanesi, popoli indigeni andini quanto indocinesi fino alla dissidenza cinese, Dupuis si è sempre fatto carico di rappresentare le richieste di libertà e autodeterminazione dei milioni di persone vittime di regimi autoritari. Fu tra i primi a chiedere l’incriminazione di Milosevic al neonato Tribunale ad hoc per la ex-Jugoslavia, e a denunciare il regime fascista di Putin, sostenendo le proposte diplomatiche del governo ceceno in esilio e, più recentemente, adoperandosi affinché l’Europa non facesse mancare il sostegno militare alla resistenza ucraina.

Con Olivier perdiamo un amico dal quale abbiamo tratto ispirazione per il perseguimento di obiettivi apparentemente impossibili da raggiungere, e col quale siamo riusciti a conquistare fondamentali riforme per lo Stato di Diritto e la giustizia internazionale.

Cos’è l’eutanasia per la legge del Regno del Belgio

L’eutanasia è un atto medico con cui un medico pone fine intenzionalmente alla vita di una persona su sua richiesta.

Tale richiesta deve essere volontaria, ponderata, ripetuta e senza pressioni esterne.

L’eutanasia è possibile solo se la persona:

  • si trova in una situazione medica terminale,

  • a seguito di una o più patologie gravi e incurabili (causate da malattia o incidente),

che le provocano una sofferenza costante, insopportabile e insopportabile.

Può essere praticata solo da un medico, secondo una rigorosa procedura legale, e deve essere segnalata alla Commissione Federale per il Controllo e la Valutazione dell’Eutanasia (CFCEE).

Quando e come si può richiedere l’eutanasia in Belgio

Esistono due modalità per praticare l’eutanasia a seconda della situazione della persona:

  • Richiesta immediata: l’eutanasia può essere praticata su una persona cosciente e lucida. A tal fine, la persona deve presentare una richiesta esplicita al proprio medico; questa viene definita richiesta immediata di eutanasia.

  • Direttiva anticipata di volontà per l’eutanasia: l’eutanasia può essere praticata su una persona incapace di esprimere le proprie volontà a causa di incoscienza (coma o stato vegetativo persistente) la cui condizione è considerata irreversibile. Per farlo, è necessario aver precedentemente redatto una direttiva anticipata di eutanasia, un documento ufficiale predisposto in anticipo, nel caso in cui la persona non sia più in grado di esprimere le proprie volontà.

Finché la persona è cosciente e in grado di comunicare, si applica solo la richiesta attuale. La direttiva anticipata può essere utilizzata solo se la persona non è più in grado di esprimere le proprie volontà a causa di uno stato di incoscienza irreversibile.

Questi passaggi possono essere compiuti contemporaneamente, in momenti diversi o indipendentemente l’uno dall’altro.

Per presentare una richiesta o comunicare una direttiva anticipata, è necessario contattare un medico. Solo il medico decide se può soddisfare la richiesta. Pertanto, non è richiesta alcuna autorizzazione ufficiale.

Tutte le richieste o dichiarazioni devono rispettare condizioni rigorose, sia nella forma che nella sostanza. Il medico valuta se le condizioni di legge sono soddisfatte e può accettare o rifiutare la richiesta.

La persona può sempre cambiare idea. Può modificare, sospendere o annullare la propria richiesta attuale in qualsiasi momento. Allo stesso modo, una direttiva anticipata può essere revocata.

Chi può richiedere l’eutanasia?

Possono richiedere l’eutanasia le seguenti persone:

  • Qualsiasi adulto o minore emancipato cosciente e capace di intendere e di volere può presentare una richiesta immediata o una direttiva anticipata;

  • Qualsiasi minore non emancipato con sufficiente capacità di discernimento può presentare una richiesta immediata, a determinate condizioni.

Solo la persona interessata può richiedere l’eutanasia. Un parente non può mai richiederla per conto della persona interessata, nemmeno in presenza di uno stretto legame familiare. L’eutanasia non è un diritto.

Anche se tutte le condizioni legali sono soddisfatte, un medico non è mai obbligato a praticare l’eutanasia. Può rifiutarsi per motivi di coscienza o per ragioni mediche.

In tal caso, il medico deve:

  • informare la persona interessata o il suo rappresentante designato (se nominato) del proprio rifiuto entro 7 giorni e indirizzarla a un altro medico. Tale medico viene scelto dalla persona interessata o dal suo rappresentante designato;

  • trasmettere la cartella clinica al medico scelto entro 4 giorni lavorativi;

  • fornire i recapiti di un centro o di un’associazione specializzata in eutanasia.

Tuttavia, nessuno (famiglia, istituzione, ecc.) può opporsi a una richiesta fatta da un adulto, né alla decisione di un medico di concederla se tutte le condizioni sono soddisfatte. La procedura di eutanasia

La persona, in accordo con il proprio medico, determina il luogo (casa, ospedale, casa di cura), l’ora, chi sarà presente e gli eventuali elementi simbolici (musica, candela, ultimo pasto, ecc.).

Il medico somministra il farmaco con un metodo sicuro, assicurando che la morte avvenga rapidamente e senza dolore.

Il medico rimane presente fino alla fine. È inoltre responsabile della verifica del rispetto dei requisiti di legge e della presentazione del documento di registrazione.