Incredibile ma vero, sta per succedere. Nonostante la guerra che infuria su tutti i possibili fronti, anche quest’anno una coalizione di ben 80 diverse organizzazioni, sigle, associazioni congiuntamente al lavoro tra israeliani e palestinesi, o semplici iniziative di cittadinanza attiva orientate alla pace, si daranno convegno domani, 30 aprile, per la terza edizione del People’s Peace Summit, ancora una volta promossa dalla coalizione It’s Time.
Dopo le due precedenti, alla Menora Arena di Tel Aviv (luglio 2024) e l’anno scorso al Centro Congressi di Gerusalemme (8 e 9 maggio), l’edizione di quest’anno avrà luogo in una sede ancor più impegnativa delle precedenti: l’enorme Expo Centre, nella parte nord della città, che normalmente ospita grandi eventi musicali o fiere commerciali in grado di garantire il tutto esaurito. E il tutto esaurito succederà anche domani nel segno della pace! Tutti gli eventi del programma pomeridiano sono sold out da giorni; quanto alla plenaria, saranno in 10mila ad assistere dagli spalti e chissà quanti da remoto tra Israele, Cisgiordania, Medio Oriente, Europa, mondo. Chi l’avrebbe scommesso solo un mese fa!?
Era infatti la fine di febbraio quando, dall’Ufficio Stampa della Coalizione It’s Time arrivava un comunicato in cui si annunciava la volontà di tener fede all’appuntamento, nonostante le difficoltà causate dalla guerra. “Dopo una serie infinita di ripensamenti e riunioni su zoom, tra una sirena e l’altra per la corsa ai rifugi, abbiamo deciso di impegnarci al massimo perché tutto possa svolgersi secondo programma. Perché mai come in questo momento è importante ribadire la richiesta di una realtà diversa. Una politica diversa. Un futuro diverso. Accordi politici in grado di garantire una stabilità regionale. Per affermare una volta di più la speranza, anche e soprattutto quando sembra così difficile. Deve succedere. Può succedere. Sarà. Pace.”
Le parole, lo slogan, la promessa appaiono a caratteri cubitali sui manifesti e locandine già da giorni affissi a Tel Aviv e ancor più virali sui social. E dunque: i nostri applausi più sinceri a tutta la squadra di It’s Time, in primis alla formidabile Mika Almog nel ruolo di producer, per essere riusciti a garantire quanto promesso e in tali condizioni d’incertezza!
Ecco uno sguardo al programma delle varie sessioni che nel pomeriggio di domani a partire dalle 14:30 si succederanno a ritmo serrato nelle varie sale collaterali all’evento principale, giusto per capire quali saranno i principali spunti in tema di pace, in alternativa all’attuale guerra permanente:
- come definire un nuovo ordine regionale, tra Gaza e Teheran;
- come riemergere dagli abissi della distruzione di Gaza e della ferita collettiva sul fronte degli ostaggi mai tornati a casa;
- come riportare in primo piano la diplomazia;
- come andare oltre il trauma, in una prospettiva di guarigione per entrambi i fronti;
- come immaginare concretamente un futuro di coesistenza in una terra in guerra da decenni;
- come riattivare la speranza in quella abissale disperanza che ormai è Gaza;
- come contrastare la violenza e i quotidiani abusi in Cisgiordania;
- come finalmente e una volta per tutte guardare all’elefante nella stanza, quello stato di occupazione che da decenni è la causa della guerra permanente, ulteriormente aggravata dalla violenza dei coloni…
Invitati a parlare ci saranno i più bei nomi del giornalismo fuori-dal-coro israeliano: per esempio Arad Nir, redattore di Channel 12 News, molto criticato per aver definito la situazione di Gaza un “campo di concentramento”, o la mitica Anat Saragusti, famosissima in Israele per aver fatto parte in gioventù della delegazione che andò a intervistare Arafat rifugiato in Libano come terrorista. Oltre a docenti, accademici e ricercatori di alto profilo, ex ufficiali militari o responsabili della sicurezza in netto dissenso con le politiche di Netanyahu e naturalmente i vari portavoce delle organizzazioni aderenti alla It’s time Coalition, dalla storica Peace Now, alla più recente Zazim e tante altre.
Tutti quanti convergeranno poi, quando saranno le nostre 18, negli spazi dell’Expo Center per la plenaria che la produttrice Mika Almog si limita a descrivere come “una cavalcata senza fiato fra tutte le possibili rappresentanze israeliane e palestinesi attualmente al lavoro in modalità congiunta, solidale, massimamente partecipe e coraggiosa su quell’obiettivo, su quel bene supremo, che è il fare pace: nel concreto proprio del fare insieme, del creare giorno dopo giorno un futuro ben diverso, oltreché che di porre fine alla guerra.” Inevitabilmente tutte le testimonianze e i contributi da Gaza e Cisgiordania saranno preregistrate e fruibili solo sul grande schermo, dato il divieto di raggiungere Tel Aviv, “ma saranno parecchie e tutte molto importanti” promettono gli organizzatori. E ne parleremo anche noi, a evento concluso.
Non mancheranno le proposte collaterali, per esempio una marcia della pace silenziosa, che dal parco di Yaron si snoderà in varie aree della città parallelamente ai dibattiti pomeridiani.
E non mancheranno i momenti creativi: cinema, letture, installazioni artistiche… ma di questo parleremo nel prossimo articolo domani…
Per assistere all’evento It’s time dalle 18 fino alle 20 di domani 30 aprile:
YouTube: https://youtube.com/live/Z6nOTkXzQHI?feature=share
Facebook: https://www.facebook.com/events/1299320968820425/
Per l’elenco di tutte le organizzazioni che aderiscono alla coalizione It’s Time: https://bit.ly/42zfQrB











