La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha sentenziato che Mimmo Lucano non può essere più il sindaco di Riace e, blindando la legge Severino nonostante l’assenza di sanzioni accessorie, che sussiste il reato di abuso di potere e, benché a 18 mesi come pena residuale del processo xenia in cui era stato giudicato in 1 grado a una pena di 14 anni, ha condannato colpevole il parlamentare europeo di AVS.

Secondo la difesa di Mimmo Lucano, questa decisione della Corte d’Appello di Reggio Calabria può essere invalidata in quanto la legge Severino non può essere applicata al suo caso e poiché, ritenendo che il falso non fosse stato commesso con un abuso di potere o con violazioni inerenti alle funzioni da sindaco, il Giudice che lo ha condannato a 11 mesi non aveva disposto l’interdizione dai pubblici uffici.

Quindi i legali di Mimmo Lucano hanno annunciato la richiesta di una sospensiva della sentenza di Reggio Calabria e il ricorso in Cassazione.

Ma aldilà degli aspetti legali e procedurali resta il fatto che questo Paese tanto malato da un lato grazia l’igienista dentale di Berlusconi, che per sfuggire alla condanna e non scontare la sua pena ha usato l’escamotage di adottare un minore uruguayano non orfano, i cui genitori biologici sono poveri ma vivi e presenti, e dall’altro lato perseguita per anni un sindaco che ha inventato un modello di accoglienza ed è ammirato in tutto il mondo per la sua capacità creativa, per il suo sguardo lungimirante sul fenomeno migratorio e per l’umanità che ha sempre dimostrato con i fratelli e le sorelle migranti.

 In un post pubblicato oggi su Facebook, Domenico “Mimmo” Lucano ha dichiarato:

Sono l’unico sindaco d’Italia ad essere estromesso dalla sua carica per un abuso di potere che, secondo una sentenza di Cassazione, non ho commesso in nessun modo.
In pratica, subisco una conseguenza politica per qualcosa a cui io, secondo la più alta Corte, sono totalmente estraneo.
Mi sembra un folle paradosso, che mi auguro la Cassazione possa definitivamente sciogliere.
Sono obbligato ad avere speranza, cos’altro potrei fare?
Questa decisione mi toglie il respiro: è una guerra che non finisce mai.
Più vado a fondo nell’analisi di questa situazione, più mi convinco che questa sia una storia politica che prosegue fino all’esasperazione.
Ci sono elementi che sono passati sotto silenzio, ma che pesano enormemente.
Penso al gemellaggio con Gaza: perché è stato negato solo a Riace?
Il Comune aveva un’autonomia di governo; quel gesto portava un messaggio politico fortissimo.
Lo stesso vale per la cittadinanza onoraria conferita ad Habashy Rashed Hassan Arafa: non era solo un atto simbolico, ma una presa di posizione netta sulle migrazioni e sulla dignità degli esseri umani.
Riace è stata questo: un campo di battaglia su cui si scontravano due visioni opposte del mondo.
Quel che è certo è che la mia storia giudiziaria è totalmente immersa nella situazione politica del Paese.
Credo di essere stato colpito per ciò che Riace rappresentava.