Eravamo abituati a dei racconti da Gaza che affrontavano soprattutto il malessere o anche le patologie di corpi costretti dal governo sionista a una vera e propria lotta per la sopravvivenza. In questo suo ultimo diario, Nancy Hamad, giovane donna di Gaza impegnata insieme ad altri due milioni di palestinesi in questa battaglia silenziosa, ci porta nella sua dimensione più intima e riflessiva. Le strategie psicologiche per coltivare la speranza, per fare fronte all’orrore quotidiano, devono andare di pari passo a quelle vitali nella ricerca dell’acqua o del cibo. Se pensiamo che procurarsi quella stessa acqua e quel cibo, per millenni, fino al 1948 (se non prima), non ha mai costituito un vero problema, la rabbia e la frustrazione per ciò che impunemente il governo israeliano compie ogni giorno, non possono non giungere al loro livello di guardia. In questa situazione, dopo oltre due anni, Nancy, riprende la lettura, forse non a caso, iniziando proprio da un testo che offre strategie per superare e vincere profondi stati di malessere mentale.

Fuggo dal rumore del mondo e mi immergo nella lettura e nella scrittura per alleviare la pressione e le difficoltà della vita quotidiana. Già prima della guerra mi dedicavo al blogging, mettendo per iscritto tutto ciò che mi veniva in mente. Amavo leggere libri; ne compravo ogni mese e li divoravo. Leggevo di ogni argomento: cultura, scienza, sport, salute, salute mentale e altro ancora. Dal 7 ottobre 2023 ho smesso di leggere e persino di comprare libri, ma nell’aprile del 2026 sono tornata a leggere. Questo che ho sotto gli occhi è il mio primo libro, intitolato Full of Emptiness. Tratta delle dipendenze e dei modi per curarle, affrontando l’individuo dal punto di vista psicologico. Mi sono sentita molto più appagata nel leggere e nello scrivere.

In breve, questa è la “zona di comfort” di Nancy.