Ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa i nominativi dei giovani che, compiendo i 17 anni di età, sono d’ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva (attualmente sospeso, non abolito).

É bene ricordare, infatti, che la nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e che, con una apposita legge (D. Lgs. n. 66 del 15.93.10), è stato solo SOSPESO (ma non ABOLITO) l’istituto della leva militare obbligatoria.

Le amministrazioni locali, però, possono recepire e segnalare la volontà dei giovani che, in caso di chiamata, sono intenzionati a dichiararsi sin d’ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili a forme di difesa nonviolenta.

Ieri, giovedì 16 aprile, a Sala Macina, presso il Palazzo dei Conti Pilo, a Capaci si è tenuto un incontro dal titolo “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace “, sulla crisi internazionale delle diplomazie e degli organismi multilaterali, che fa temere ipotetici scenari di guerra.

L’incontro è stato coordinato dall’Assessora Fiorenza Giambona e vi hanno partecipato il sindaco Pietro Puccio, assieme ad Enzo Sanfilippo della Comunità dell’Arca ed Andrea Cozzo del Movimento Non violento – Centro di Palermo. Erano inoltre presenti le donne del presidio per la pace di Palermo, per le quali ha parlato Fausta Ferruzza,  e le donne di 10 100 1000 piazze per la pace di Capaci.

In questa occasione, il Sindaco ha pubblicamente annunziato che, in ottemperanza alla normativa vigente, il Comune di Capaci, primo in Italia, informerà i giovani interessati della possibilità di svolgere forme di servizio e di difesa alternative all’uso delle armi e s’impegna a trasmetterne le eventuali dichiarazioni al Ministero della Difesa.