La Rete Italiana Pace e Disarmo esprime soddisfazione per l’annuncio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di sospendere il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele, formalizzato oggi dal Ministro della Difesa Crosetto con una lettera all’omologo israeliano Katz.

Si tratta di una decisione che andava presa da anni. La nostra Rete chiedeva la sospensione di tutti gli invii di armi verso Israele almeno dal 2012, quando l’Italia autorizzò la vendita di aerei militari addestratori (ma con possibile configurazione di attacc) che hanno verosimilmente contribuito alla preparazione delle stesse azioni militari che oggi il mondo osserva con orrore su Gaza e il Libano.

Le continue violazioni del diritto internazionale da parte del governo israeliano e delle sue forze armate (l’IDF) non sono dunque una novità degli ultimi mesi: sono una realtà documentata e denunciata da tempo. Questo dimostra che le mobilitazioni per la pace e la denuncia della complicità italiana nell’armare la potenza militare che occupa illegalmente i territori palestinesi e che sta distruggendo, dopo Gaza, anche il Libano, non solo erano giuste ma anche efficaci.

Dal nostro punto di vista la sospensione del rinnovo automatico è un primo passo positivo, ma non basta. Chiediamo che il Governo concretizzi ulteriori decisioni verso la cancellazione definitiva del memorandum, o quantomeno verso una sua radicale ridiscussione.

Va inoltre ricordato che il problema non riguarda soltanto le vendite di armamenti italiani a Israele: attraverso questo accordo l’Italia acquisisce anche tecnologie militari israeliane, risultando così legata a quel paese da un rapporto di interdipendenza nel settore della difesa che va riconsiderato nella sua interezza.

Per questo chiediamo al governo passi concreti e verificabili:

  • la cancellazione o la radicale rinegoziazione del memorandum, con criteri espliciti ancorati al rispetto del diritto internazionale;
  • la revisione completa di tutti gli accordi e le interdipendenze tecnologico-militari con Israele, incluse le forniture in entrambe le direzioni;
  • l’attivazione dell’art. 2 dell’Accordo di cooperazione economica tra Unione Europea e Israele, che prevede la sospensione dell’intesa in caso di gravi violazioni dei diritti umani: ci aspettiamo che la Presidente Meloni sostenga questa posizione al prossimo Consiglio europeo, unendosi agli Stati che lo hanno già chiesto;
  • il riconoscimento dello Stato di Palestina, atto di giustizia politica e giuridica non più rinviabile.

Vigileremo affinché la decisione di oggi non sia solo di facciata, ma rappresenti una modifica profonda e duratura della politica estera dell’Italia in tutta l’area del Medio Oriente.

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