Il 2 aprile 2026 la relatrice speciale delle Nazioni Unite, ha ricevuto un dottorato honoris causa congiunto da tre importanti università belghe: UAntwerpen, UGent e VUB (Vrije Universiteit Brussel).
Unicità del riconoscimento – È la prima volta che queste tre istituzioni collaborano per conferire un titolo simile. La cerimonia si è tenuta ad Anversa presso la Queen Elisabeth Hall.
Motivazione accademica – Il premio è stato assegnato per il suo “eccezionale impegno per i diritti umani e la giustizia internazionale”. I rettori hanno sottolineato come il suo lavoro sia basato su analisi giuridiche rigorose e fatti documentati, nonostante le forti pressioni e le campagne di diffamazione.
Contesto internazionale – Il riconoscimento arriva in un momento di estrema tensione. Mentre le università belghe hanno scelto di onorare il suo operato, diversi governi (tra cui quelli di Francia, Germania e Italia) hanno espresso aspre critiche nei suoi confronti o ne hanno chiesto le dimissioni.
Copertura mediatica – Mentre in Belgio la notizia è stata riportata ampiamente dai media locali e dai canali ufficiali delle università, in Italia la diffusione sui principali media nazionali è stata effettivamente molto limitata rispetto alla rilevanza del riconoscimento.
N.d.R. – Nel comunicato stampa diramato dagli atenei fiamminghi è riferito:
“Con questa laurea honoris causa, vogliamo rendere omaggio congiuntamente a Francesca Albanese e all’instancabile impegno con cui svolge il suo lavoro – ha affermato Herwig Leirs, rettore dell’Università di Anversa – In questi tempi turbolenti, i trattati internazionali sembrano privi di valore e i diritti umani vengono costantemente violati. Per noi, Albanese simboleggia tutti coloro che ancora rispettano l’ordine internazionale. Il riconoscimento del suo lavoro è un riconoscimento del lavoro di tutte queste persone. Per noi, quindi, la prospettiva va oltre i soli territori palestinesi”.
Il rettore della VUB, Jan Danckaert, ha ribadito che la scelta riflette una convinzione accademica condivisa, la responsabilità delle università di difendere i diritti fondamentali e il pensiero critico anche in contesti altamente polarizzati, ed evidenziato il significato di questo dottorato onorario: “Vogliamo trasmettere un messaggio positivo: lavoriamo insieme per un mondo migliore. Come VUB, abbiamo sempre sostenuto il diritto internazionale e le persone e le istituzioni che lo incarnano. Aspetti come il dialogo, promosso dalle Nazioni Unite, e la competenza indipendente, come il lavoro di Albanese, sono in linea con i valori fondamentali delle nostre università”.
La premiazione congiunta è stata eccezionale e, secondo la rettrice dell’Università di Gand, Petra De Sutter, logica: “Dopotutto, su molte questioni siamo uniti e condividiamo la stessa visione. Un esempio: le nostre università attribuiscono grande importanza a un dibattito sociale equo e articolato, basato su argomentazioni ponderate e fondate sui fatti. Francesca Albanese fornisce analisi ben documentate e giuridicamente fondate sulle violazioni dei diritti umani a Gaza e altrove. In tal modo, mantiene costantemente sotto i riflettori la tragedia umana che si sta consumando in quei luoghi. Il suo lavoro costituisce la base per l’attività dei tribunali internazionali”.
«Mi presento qui con umiltà, ma anche con un senso di inquietudine, in un mondo in cui le regole vengono sempre più violate e ignorate. Persino in guerra le regole valgono, ma oggi vengono infrante in massa e i civili sono presi di mira deliberatamente. I tentativi di mettermi a tacere finora sono falliti – ha dichiarato Francesca Albanese dopo aver ricevuto la laurea honoris causa – I diritti umani non devono mai essere visti come una minaccia. Il cambiamento spesso inizia più velocemente nel cuore delle persone che all’interno delle istituzioni, ed è per questo che traggo speranza dalle università e dagli studenti che alzano la voce quando altri esitano. Questo riconoscimento non è solo per me, ma per tutti coloro che continuano a lottare per la giustizia».











