Ieri sono andata alla mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” prima che migrasse in un’altra città. Dal 20 febbraio è ospitata a Grugliasco (TO) nel salone La Nave nel Parco Culturale Le Serre. Ne è valsa davvero la pena e prima di tutto vorrei raccontarvi in due righe tutto quello che c’è dietro questa iniziativa e quanto di concreto abbia ottenuto a oggi.

Senzatomica si definisce:

(…) una campagna per generare consapevolezza sulla minaccia delle armi nucleari con lo scopo di creare un movimento di opinione per la ratifica da parte dello Stato Italiano del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) approvato all’ONU il 7 luglio 2017 ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021[1].

Promossa dalla Fondazione Be The Hope ETS[2], la mostra è il principale strumento della campagna e ha già girato più di 80 città italiane. Il pubblico target è la società civile, e i numeri ci suggeriscono che sia raggiunto efficacemente: 500 mila visitatori di cui un 40% studenti di scuole primarie e secondarie. Senzatomica è nata ed è gestita da giovani volontari; l’esposizione è gratuita e guidata. Sul loro sito si legge che il progetto è sostenuto con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Per entrare nel merito, uno Stato firma un trattato internazionale indicando accordo con i termini precedentemente negoziati, ma solo dopo la ratifica ne è effettivamente vincolato e il trattato acquisisce valore legale. Il TPNW dichiara le armi nucleari illegali. È entrato in vigore nel 2021 dopo aver raggiunto 50 ratifiche, il che significa che prima del 2021 le armi atomiche fossero dunque, legali. Un sillogismo base, ma insomma di una semplicità abbastanza annientante. Auspico sia anche disarmante.

Parlando di advocacy, il punto principale è sicuramente la partnership con un gigante del settore come ICAN, Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari, coalizione di diverse associazioni non governative per l’adesione e l’implementazione del TPNW[3]. ICAN ha partecipato ai negoziati del Trattato – approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 7 luglio 2017 – ed è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2017. Senzatomica porta avanti le iniziative di: Italia, ripensaci con la Rete Italiana Pace e Disarmo; Appello delle Città di ICAN; ICAN Parliamentary Pledge. In ogni caso vi invito a fare un giro sul loro sito dove troverete descrizioni minuziose di tutti i loro progetti.

Geopop ci ha recentemente illuminati sulla questione che bomba atomica e bomba nucleare non siano sinonimi[4]. Definiamo bomba nucleare come termine ombrello nel quale rientrano “tutti i dispositivi esplosivi che sfruttano reazioni nucleari controllate” (ivi). Quindi una bomba atomica è una tipologia, di preciso di reazione a fissione nucleare. L’unità di misura è il chilotone, tradizionalmente utilizzata per valutarne la potenza e, quindi, la distruzione provocata.

La mostra si concentra sulle storie degli hibakusha, i sopravvissuti ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, partendo dal presupposto che siano le uniche due bombe atomiche mai sganciate contro esseri umani. Le loro potenze esplosive ammontavano rispettivamente a circa 15 e 21 chilotoni e furono denominate “Little Boy” e “Fat Man”. La nostra guida ci fa riflettere su due questioni: in primis, in un mare di ragioni storico-politiche per cui furono selezionate H. e N. figura il fatto che, rispetto ad altre città, non fossero così tanto martoriate dalla guerra, quindi gli effetti sarebbero stati limpidi, evitando confusione con macerie preesistenti. In secundis, soprannomi così frivoli affibbiati ai due ordigni bombe (e anche quello del primo test nucleare della storia: “Trinity”) veicolano un malvagio sarcasmo.

È fondamentale ascoltare le testimonianze dirette degli hibakusha perché possediamo un’idea concreta di quello che producono le armi nucleari. Le fotografie esposte e le storie raccontate[5] come Il Bambino ai piedi del crematorio, Il triciclo di Shinichi e La Storia di Sadako sono davvero annichilenti.

Offrono anche un’attività con i visori a realtà virtuale per un’esperienza walk-through immersiva.

La libreria delle voci è l’installazione posta a metà della mostra e ci fornisce dati. La riflessione che spesso faccio quando vado in questi posti è che ti offrono un attendibile bignami sull’argomento. L’aspetto che ci ferma, mi rendo conto, è la complessità di tali questioni, quindi eventi come questo li percepisco come isole di un’informazione stabile.

La Libreria ci offre dati come: Cosa succederebbe oggi a Torino se si sganciasse Little Boy (15 chilotoni) o una W-76 (100 chilotoni)? Con tanto di grafico animato sui livelli delle varie distruzioni per quartiere, dove arriverebbe la palla di fuoco dell’ordigno (raggio di 385 m), fin dove si spingerebbero i danni gravi, le radiazioni, il calore. Le stime[6] approssimano 257.560 vittime nel caso di una W-76.

Un altro grafico risponde alla domanda “Quanto spendono gli Stati per le armi nucleari?”[7]. Attualmente nove Paesi sono ritenuti possessori di armi nucleari: i cinque membri del Consiglio di Sicurezza ONU ovvero USA, Russia, UK, Francia, Cina; tre Paesi che ne hanno dichiarato il possesso ovvero India, Pakistan e Corea del Nord; e Israele che adotta una politica di “ambiguità strategica” per cui sostanzialmente non si ritiene tenuto a dichiarare proprio nulla. Sottolineando che al primo posto troviamo gli Stati Uniti con 51,5 mld$ e al 2° il Regno Unito col notevole distacco di 8,1 mld$, il totale 2023 ammonta a 91,4 mld$ il che significa, ci suggerisce il grafico, 173.884$ al minuto[8].

Ma insomma, e in Italia? La loro esaustiva Libreria ci fornisce anche questi dati.

In Italia abbiamo due basi militari ospitanti ordigni statunitensi: Ghedi (BS) e Aviano (PN). Vi riporto direttamente il grafico: dal 2015 a oggi (e si stima per almeno i prossimi dieci anni) l’Italia spende annualmente oltre 350 mln€ in acquisto e gestione della flotta F-35[9] necessaria per il trasporto delle testate B61-12[10]. Inoltre, nel periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria da Covid-19 la spesa annua per il mantenimento della capacità italiana si aggirava tra 120-150 mln€ annui[11].

La mostra si conclude con il Tavolo delle genti: munito di pennarelli colorati è uno spazio per un piccolo laboratorio di ascolto reciproco e condivisione delle emozioni suscitate. L’ultima installazione è un tunnel nero con al centro un microfono (solo registratore) al quale i visitatori possono lasciare un pensiero. I pensieri saranno anonimamente proiettati su un monitor all’entrata in accoglienza ai neo-visitatori.

Al di là di tutte le giuste considerazioni che si devono fare al termine di un percorso simile (ma che ritengo la mostra faccia più che a dovere), vorrei concludere con una riflessione proprio sul fatto che si debbano fare considerazioni in questi casi.

Di recente, una cosa che sto percependo stretta sono le temperature tiepide. Quelle che abbiamo appena definito sanremesi di Conti e Pausini e dei loro “No alla Guerra! Viva la Pace!”. Tutti i sassi lanciati con su scritto pace e poi la mano ritratta senza alcun tipo di esposizione o citazioni di nomi di responsabili. Una retorica da oratorio semplicistica che non dice affatto nulla, e che non credo che nel Nostro-Paese sia tutte le volte vincolata a un senso di paura, quanto più spesso a un senso di fondamentale disinteresse.

Ecco Senzatomica non è tiepida. È sicuramente coraggiosa e degna di essere chiamata parte della società civile. Si espone, dichiara, ti stampa i dati in carattere 96 di Word su un cartellone verde fluo. Urla la Pace.

 

[1] Riportato da: https://senzatomica.it/

[2] Fondazione promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con prospettiva umanista e pacifista per una trasformazione sociale verso la consapevolezza. Sito web: https://bethehope.it/

[3] Riportato da: https://www.icanw.org/

[4]  https://www.geopop.it/bomba-atomica-nucleare-idrogeno-differenze-piu-forte/

[5] Per approfondimento un loro articolo: https://senzatomica.it/approfondimenti/hibakusha-leredita-dei-sopravvissuti/

[6] Simulatore di Alex Wellerstein, storico della scienza e della tecnologia nucleare: https://nuclearsecrecy.com/nukemap/

[7] Fonte: Surge: 2023 Global nuclear weapons spending, ICAN. Full Report PDF: https://assets.nationbuilder.com/ican/pages/4079/attachments/original/1718371132/Spending_Report_2024_Singles_Digital.pdf?1718371132

[8]  Tra il pubblico sento l’aspettato borbottio: “E poi ci chiediamo dove finiscono le nostre tasse!?!

[9] Il sito web di Leonardo S.p.A. ce li definisce: «Caccia multiruolo di quinta generazione, l’F-35 è un sistema adatto all’impiego in scenari tattici complessi e altamente mutevoli, dalle operazioni di close air support, all’interdizione aerea, dal supporto alle forze speciali a terra fino alle operazioni di targeting dinamico. (…)».

[10] Operando una semplificazione estrema, le B61 sono le bombe nucleari all’idrogeno statunitensi.

[11] Il borbottio sulle tasse diventa corale.