Ricordo di Michele Di Paolantonio in occasione del saluto a Manlio Giacanelli, martedì 7 aprile ore 10.30 Basilica di S.Saba, a Roma.

Caro Manlio, ci hai lasciato dopo una intensa vita di impegno umano, professionale, scientifico e sociale caratterizzato dalla tua competenza medico specialistica di professore Emerito neurologo e direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, e da quarant’anni di vita ospedaliera spesi per la ricerca clinica e per l’impulso a connettere varie specialità tra loro, ritenendo l’iperspecializzazione contraria alla cultura d’insieme.

Neurologo clinico e miologo istochimico, sei stato per anni ed anni punto di riferimento nella diagnosi delle malattie neuromuscolari, e medico volontario nei campi profughi palestinesi prima che esplodesse la follia distruttiva della guerra che si sta aggravando sempre di più. Ma quello che ti ha appassionato è stato aver condiviso il miracolo che facemmo quarantacinque anni fa, in piena Guerra Fredda, come si chiamava, contribuendo ad evitare già allora la guerra nucleare.

A Palazzo Valentini, nel Comitato Scientifico Italiano “Medicina per la Pace”, organizzammo il I Incontro Scientifico Internazionale per la Prevenzione della Guerra Nucleare che tenemmo l’11, 12 e 13 marzo 1983 all’Accademia Nazionale dei Lincei con gli scienziati, ed al Teatro Argentina con le scuole. Nel Comitato c’erano scienziati medici dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Pontificia delle Scienze, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e medici del Servizio Sanitario Nazionale.

Fosti tu che volesti fondare con atto notarile in Roma dell’ottobre 1982 la Sezione Italiana dell’Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare (IPPNW), fondata dai cardiologo Bernard Lown, americano, docente ad Harvard, e Eugene Chazov, Direttore della Sezione Cardiologica dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica e medico del Cremlino. Significativamente tra i Fondatori includemmo anche il collega Giorgio Valgimigli, allora Presidente dell’Ordine di Brescia, perché proprio nel suo territorio c’era la base militare armata di armi nucleari fin dal febbraio 1963.

Grazie al nostro lavoro, in Italia e all’estero, il 10 dicembre 1985 ci conferirono ad Oslo il Premio Nobel per la Pace per essere riusciti a catalizzare con grandissima efficacia pratica ed esecutiva la ripresa dei colloqui USA/URSS che, iniziati a Ginevra il 7 novembre 1985, portarono Reagan e Gorbaciov il 31 maggio 1987 a firmare al Cremlino il Trattato INF, Intermediate Nuclear Forces Treaty, sulle Forze Nucleari Intermedie, che smantellò gli euromissili dall’Europa scongiurando la guerra nucleare quarant’anni fa. L’attualità e la forza della tua presenza e del tuo esempio vivono nel dolore dei tuoi figli Giulia e David e di tua moglie Raffaella, ma anche nel manifesto “Medici e Pace” che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha recentemente pubblicato, chiedendo ai medici di esporlo nei propri ambulatori.

Permettimi infine di dirti, anche ricordando il tuo volontariato nei campi profughi palestinesi e nel contempo la tua amicizia con il Presidente della sezione israeliana dell’IPPNW, prof. Ernesto Kahan, che il portale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici pubblica la condanna da parte dell’Associazione Medica Mondiale per la grave escalation di violenza che ha colpito il personale Sanitario, le strutture mediche ed i soccorritori in Libano e in tutto il Medio Oriente, con chiusura forzata degli ospedali, in violazione delle disposizioni della Convenzione di Ginevra.

Carissimo Manlio, ricorderemo sempre quando, da Socio Fondatore, primo Segretario Nazionale e Presidente Onorario dell’Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare, rivendicasti molto giustamente e prontamente, essendo stata fondata ICAN dalla nostra Internazionale Medici nel 2007, anche il nostro secondo Premio Nobel per la Pace, conferito ad ICAN, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari, il 10 dicembre 2017 ad Oslo, per essere riusciti a raggiungere all’ONU il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, firmato per primo dallo Stato Città del Vaticano, ma non dal nostro Paese.

Ciao, carissimo Presidente, continuerai a darci insegnamenti e speranze per la vita. Grazie per sempre per la tua umanità e nobiltà.