Lavina Oduor è un’attivista sociale umanista keniota, cofondatrice e attuale direttrice di Heart to Heart Smile, un’organizzazione gestita da volontari la cui missione è prevenire le disabilità, difendere i diritti delle persone con disabilità e dei loro caregiver e contribuire a creare un Kenya più inclusivo.
Abbiamo parlato con lei in qualità di membro del Tavolo Tematico sulla Violenza di Genere del Forum Umanista Mondiale per comprendere meglio il lavoro umanitario che stanno svolgendo e per dare voce alla proposta di istituire un nuovo Tavolo Tematico all’interno del Forum che affronti la questione delle persone con disabilità in coordinamento con altre organizzazioni e attivisti a livello internazionale.
Ciao Lavina, innanzitutto complimenti per l’enorme lavoro che stai svolgendo con l’organizzazione Heart to Heart Smile, difendendo i diritti dei bambini, dei giovani e degli adolescenti con disabilità, oltre a sostenere i diritti degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità in Kenya. Ti va di presentarti?
Sono Lavina Achieng Oduor, fondatrice e direttrice esecutiva dell’organizzazione Heart to Heart Smile, difensora dei diritti umani, assistente sociale di professione, responsabile dello sviluppo comunitario e difensora dei diritti delle persone con disabilità in Kenya.
Sono felice di poter dire di essere una delle socie fondatrici della Rete Nazionale degli Assistenti e dei Genitori di Bambini con Disabilità del Kenya (NCP-CDK). Ricopro la carica di vicepresidente nel consiglio di amministrazione della Joyland Special School e sono anche membro del consiglio di amministrazione della Tinada Youth African Organization.

Raccontaci di Heart to Heart Smile. Cosa ti ha spinto a fondarla?
La comunità Heart to Heart Smile è un’organizzazione sociale registrata ufficialmente nel 2018 con l’obiettivo di difendere i diritti dei bambini, dei giovani, degli adolescenti, dei caregiver e dei genitori di bambini con disabilità in Kenya.
Ho avviato questo programma per via di mio fratello, che ha lottato con questa condizione per molti anni. Ho visto mia madre lottare per crescerci, affrontando molte sfide e lo stigma della nostra comunità. Un altro motivo importante è la mia passione per il lavoro con i bambini come assistente sociale professionista, avendo lavorato in diverse istituzioni con bambini con bisogni speciali.
Il compito è ampio e diversificato, ma potresti fornirci qualche dettaglio sugli aspetti più importanti?
L’organizzazione Heart to Heart Smile si concentra su diverse aree tematiche con l’obiettivo di intervenire per trovare soluzioni e tracciare percorsi per rispondere alle esigenze specifiche con cui ogni bambino nasce. Le nostre aree principali sono la difesa dei diritti delle persone con disabilità, la riabilitazione, l’emancipazione economica, la salute materna e neonatale e la sensibilizzazione sull’educazione inclusiva.
Poniamo un forte accento sulla sensibilizzazione alla disabilità inclusiva, rivolgendoci alle donne in età fertile per prevenire determinati tipi di disabilità, ai bambini, ai giovani e agli adolescenti con disabilità, senza dimenticare di affrontare le questioni che riguardano gli assistenti e i genitori di bambini con disabilità in Kenya, in linea con la nuova Legge Nazionale sulla Disabilità del 2025.
Abbiamo un gruppo di sostegno molto attivo che opera in modo indipendente in collaborazione con l’organizzazione comunitaria. Questo gruppo di sostegno è in grado di svolgere le sue attività e di cercare risorse per favorire la propria emancipazione economica; si tratta di un contributo modesto, ma sufficiente a consentire loro di compiere un passo avanti.
I nostri programmi sostengono un’ampia gamma di persone vulnerabili con disabilità, assistenti e genitori di bambini con disabilità. La nostra sede si trova a Kisumu, in un insediamento informale noto come Manyatta Gonda. Il nostro ufficio è un container accanto all’ufficio amministrativo del villaggio.
I principali obiettivi che intendiamo perseguire come difensori dei diritti delle persone con disabilità sono:
1. Disporre di un centro di riabilitazione per bambini, ragazzi e adolescenti con disabilità.
2. Disporre di fondi per favorire l’accesso dei bambini con disabilità all’istruzione inclusiva, sia formale che informale.
3. Disporre di fondi per sostenere l’emancipazione economica degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità.
Chi vi sostiene in questa missione?
A causa della mancanza di fondi, contiamo sull’aiuto di amici e sostenitori che fanno donazioni per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.
Sappiamo anche che sei la Coordinatrice a Kisumu della Coalizione Nazionale dei Genitori di Bambini con Disabilità del Kenya (NCP-CDK), che recentemente ha tenuto un incontro nazionale per discutere e organizzare una petizione al governo nazionale volta a migliorare la legislazione per una maggiore protezione sociale delle persone con disabilità e il sostegno al lavoro degli assistenti. Puoi parlarci di questo?
Ci siamo impegnati a fondo per garantire la rappresentanza degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità e, a nome del mio team, esprimiamo la nostra gratitudine al nostro presidente, l’on. William Samoei Ruto, per aver firmato la Legge Nazionale sulla Disabilità 2025, che tiene conto delle esigenze degli assistenti e dei genitori. Insieme ad altre parti interessate, abbiamo presentato una petizione e insistito per una legislazione equa e più efficace, al fine di garantire una maggiore protezione sociale agli assistenti e ai genitori di bambini con disabilità, nell’ambito della recente consultazione pubblica nazionale sulla Legge sulla protezione sociale del 2025.
La rete è ancora in fase di registrazione, ma nel frattempo disponiamo di coordinatori ufficialmente nominati per occuparsi del coordinamento della rete nelle 47 contee del Kenya, sotto la guida del nostro segretario generale, l’ingegnere Ibrahim Adan Abrahim, e del presidente, Jonathan Matete. Sono molto felice di essere stata nominata coordinatrice della rete di assistenti e genitori di bambini con disabilità della contea di Kisumu; questo sarà un modo per promuovere la nostra agenda.
Da alcuni anni fai parte del Movimento Umanista. Raccontaci qualcosa al riguardo.
Sono membro del Movimento Umanista Mondiale, un’organizzazione internazionale che si batte per i diritti dell’umanità.
Il mio ruolo specifico all’interno di questo Movimento consiste nel combattere ogni forma di violenza di genere e nel lottare per i diritti delle persone con disabilità.
A tal fine, hai fatto parte del Tavolo tematico sulla violenza di genere del Forum Umanista Mondiale sin dal suo avvio. Puoi dirci qualcosa al riguardo?
Il Forum è composto da diversi gruppi di interesse, organizzazioni e persone provenienti da vari Paesi di tutto il mondo che lavorano insieme in diverse aree tematiche. Attraverso il Forum, abbiamo organizzato numerose attività comunitarie relative alla violenza di genere.
Personalmente, posso dire di aver imparato davvero molto attraverso il Forum sul mio benessere, grazie all’impegno settimanale e mensile nelle sessioni online, e questo ha anche ampliato la mia rete di contatti.
Avete in programma di avviare un gruppo tematico specifico che metta in relazione diverse esperienze internazionali per affrontare le questioni relative alla disabilità da una prospettiva umanista?
Con l’aiuto di Ragnar, dall’Islanda, abbiamo recentemente costituito un gruppo tematico che si occupa della violenza di genere integrando la dimensione della disabilità, poiché si tratta di tematiche trasversali.
Come ogni anno, il mese scorso in tutto il mondo si è celebrata la Giornata Internazionale della Donna. Quale messaggio vorresti trasmettere a tutte quelle donne, madri, sorelle e nonne che, tra le tante altre cose, si impegnano così tanto per migliorare la qualità della vita di bambini e adulti con disabilità?

Il mio messaggio a tutte le donne del mondo è: alzatevi in piedi, fate sentire la vostra voce e sarete ascoltate. Impegniamoci per ricoprire ruoli di leadership, non vergogniamoci di assumere posizioni e ruoli nei nostri ambiti.
A livello globale, nel 1999 solo l’11,3% delle donne ricopriva posizioni di leadership; nel 2022, la percentuale è leggermente aumentata al 19%. Un caso eccezionale è quello del Ruanda, l’unico paese in cui la rappresentanza femminile nelle posizioni di leadership raggiunge il 60%.
Io mi sento pronta a far sentire la mia voce con forza per essere presa in considerazione in un ruolo di leadership; in quest’ottica, mi candiderò per una carica di alto livello nel nostro Paese. Chiedo a donatori, amici e sostenitori di aiutarmi a realizzare il mio sogno in occasione delle elezioni generali del 2027. Le donne hanno il potere di apportare cambiamenti, ma devono affrontare molte sfide, quali molestie e violenza, norme culturali, barriere partitiche e, soprattutto, difficoltà finanziarie.
Grazie, Lavina, per le tue parole e per la tua azione significativa.











