L’esperta delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha dichiarato lunedì 23 marzo 2026 che il mondo ha dato a Israele carta bianca per torturare i palestinesi, descrivendo la vita nei territori occupati come “una serie continua di sofferenze fisiche e psicologiche”.

«La tortura è di fatto diventata politica di Stato in Israele», ha affermato Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. Presentando il suo ultimo rapporto al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha aggiunto: «A Israele è stata di fatto concessa la licenza di torturare i palestinesi perché la maggior parte dei vostri governi e ministri lo ha permesso».

Il rapporto di Albanese afferma che Israele pratica la tortura sistematica dei palestinesi su una scala tale da “indicare una punizione collettiva e un intento distruttivo”.

Il mio rapporto dimostra inoltre che la tortura si estende oltre le mura delle prigioni, in quello che può essere descritto solo come un ambiente di tortura imposto da Israele all’intero territorio palestinese occupato”, ha dichiarato al Consiglio per i Diritti Umani.

Ha aggiunto che la tortura distrugge le fondamenta della vita, priva le persone della loro dignità e lascia dietro di sé solo gusci vuoti.

Le testimonianze che io e molti altri abbiamo documentato non sono solo tragiche storie di sofferenza, ma prove di crimini brutali contro l’intero popolo palestinese, in tutto il territorio occupato, attraverso una serie di atti criminali” ha affermato.

Albanese ha avvertito che la risposta internazionale rappresenterà una prova della responsabilità collettiva, sia giuridica che morale, degli Stati.

“Il disprezzo per il diritto internazionale non si fermerà alla Palestina”, ha aggiunto. “È già evidente dal Libano all’Iran, negli Stati del Golfo e in Venezuela. Se non verrà arginato, si diffonderà ben oltre”.

L’ambasciatore palestinese Ibrahim Khraishi ha dichiarato al Consiglio che le pratiche documentate nel rapporto di Albanese “non sono solo singoli casi di tortura, ma piuttosto torture sistematiche e collettive. Ribadiamo il nostro appello alla comunità internazionale affinché intraprenda azioni urgenti per garantire la responsabilità e porre fine all’impunità”.

Parlando a nome dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica, composta da 57 membri, il Pakistan ha affermato: “L’impunità si è radicata e le garanzie si sono erose… Questi crimini vengono commessi con l’intento di infliggere sofferenze individuali e collettive ai popoli sotto occupazione, con lo scopo di cancellarli dalla loro terra”.

Il delegato del Venezuela ha chiesto: “Dov’è la comunità internazionale? È doloroso e vergognoso vedere i Paesi rimanere in silenzio e persino finanziare questo massacro”.

Il rappresentante del Sudafrica ha dichiarato: “L’inazione di fronte alla brutalità di Israele non è neutralità, è complicità.”

Il testo del rapporto sul sito Onu (in inglese):
https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/ahrc6171-torture-and-genocide-report-special-rapporteur-situation-human