L’“oro blu” è prezioso non solo per le sue funzioni essenziali alla vita sulla Terra, ma anche perché non è illimitato né infinito. All’inizio di quest’anno il mondo è entrato nell’era della bancarotta idrica, e allora una gestione sostenibile di questa risorsa diventa ancora più fondamentale. Infatti, dove scarseggia, oltre alla condizioni di vita delle persone si aggravano le diseguaglianze.

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, le Nazioni Unite richiamano l’attenzione globale sul legame tra le risorse idriche e la parità di genere con il messaggio “dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza”. interris.it ha chiesto a Flavio Accaino dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale come possiamo gestirla e utilizzarla per soddisfare i bisogni di tutti, nel rispetto dei diritti e della sostenibilità ambientale.

Perché è importante una giornata mondiale dell’acqua?

“Per ricordarci l’importanza di questa risorsa, la necessità di non sprecarla e di renderla accessibile a tutti. A livello globale è evidente come esistano aree del pianeta in cui l’acqua viene utilizzata in modo poco sostenibile, mentre in altre la sua scarsità costringe le persone a percorrere molti chilometri per poterla reperire. Nelle regioni più povere questa attività è svolta soprattutto da donne e bambini e ha un forte impatto sulla loro vita quotidiana, limitando il tempo dedicato allo studio e al lavoro, oltre a incidere sulla loro sicurezza”.

Quali sono gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai?

“Lo scioglimento dei ghiacciai, principalmente legato all’aumento globale delle temperature, comporta la perdita di importanti riserve di acqua dolce. Questi serbatoi naturali durante l’estate rilasciano lentamente acqua nei fiumi, contribuendo a compensare la scarsità idrica nei periodi più secchi e a mantenere in equilibrio il sistema idrico. Su scala globale, inoltre, contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con effetti quali l’erosione delle coste e l’intrusione di acqua salata nelle falde acquifere”.

L’acqua è una risorsa preziosa, ma l’effetto dei cambiamenti climatici aggrava il problema dello stress idrico. Come gestire la risorsa idrica in maniera sostenibile?

“E’ necessario innanzitutto rendere più efficienti le reti di distribuzione dell’acqua, riducendo le perdite che in molte aree sono ancora molto elevate. È inoltre importante favorire la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana attraverso bacini e sistemi di accumulo. Infine, è indispensabile proteggere e conservare fiumi e falde acquifere, evitando fenomeni come l’inquinamento e il sovrasfruttamento delle risorse idriche. Per questo motivo un bilancio idrico lungo tutto il bacino di un fiume è sempre più indispensabile per una corretta gestione della risorsa acqua”.

L’Italia è sempre più colpita da eventi estremi. Come prevenire disastri naturali quali alluvioni, esondazioni e allagamenti?

“Il cambiamento climatico sta aumentando la frequenza e l’intensità degli eventi estremi anche da noi e per ridurre il rischio di disastri naturali è necessario intervenire con una pianificazione attenta del territorio e con opere di prevenzione, ad esempio rafforzando gli argini o intervenendo nei punti più vulnerabili dei corsi d’acqua. Allo stesso tempo è fondamentale evitare di urbanizzare aree che dovrebbero rimanere libere per consentire il naturale deflusso delle acque durante piogge intense. Le cosiddette soluzioni basate sulla natura, come il ripristino di zone umide o di aree di esondazione naturale dei fiumi, possono contribuire in modo efficace alla riduzione del rischio idraulico”.

Negli ultimi anni si è parlato del cuneo salino in relazione alla crisi idrica del Po. Che problema rappresentano le ingressioni marine?

“Portano acqua salata all’interno delle falde acquifere costiere, talvolta anche a diversi chilometri dalla linea di costa, e questo rende l’acqua non più utilizzabile né per il consumo umano né per l’agricoltura. Il fenomeno può essere causato sia dall’innalzamento del livello del mare, legato al cambiamento climatico, sia dal sovrasfruttamento delle falde, che riduce la pressione dell’acqua dolce sotterranea e facilita l’avanzata dell’acqua marina. Anche periodi di siccità intensa, che fanno diminuire l’apporto d’acqua dolce in mare, favoriscono le ingressioni di acqua salata, che trovano terreno favorevole lungo i letti dei fiumi”.

In tempi recenti si stanno scoprendo falde d’acqua dolce sotto il mare. Possono aiutare a contrastare la crisi idrica?

“Si tratta di risorse finora per niente o scarsamente sfruttate che, se gestite in maniera corretta, potrebbero contribuire ad aumentare la disponibilità di acqua dolce. Tuttavia è fondamentale adottare un approccio prudente e sostenibile: un eccessivo sfruttamento potrebbe favorire l’intrusione del cuneo salino e compromettere la qualità dell’acqua, mentre una gestione attenta permetterebbe di valorizzare queste risorse senza metterne a rischio l’equilibrio consentendo il loro sfruttamento a tempo indefinito”.

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