Le opere eseguite nelle aree site a Ravenna sono state effettuate in violazione del progetto approvato.
Non c’è pace nemmeno per l’unico tratto di costa di tutto il nord Adriatico risparmiato dall’erosione: il Comune di Ravenna, utilizzando fondi PNRR, va all’assalto della Duna di Porto Corsini, quasi quattro ettari di Riserva Naturale dello Stato – il massimo grado di tutela ambientale esistente in Italia – dal 1982, sottoposta alle stringenti Direttive europee per la conservazione degli habitat e dell’avifauna (Rete Natura 2000), zona di Parco del Delta del Po, e della limitrofa Riserva Naturale dello Stato Pineta di Ravenna – sezione Staggioni, entrambe gestite dai Carabinieri Forestali Biodiversità.
E lo fa a spregio persino dei tempi definiti dallo stesso progetto in esecuzione ed approvati da tutti gli Enti coinvolti tramite Valutazione di Incidenza e Nulla Osta, e contro il principio base per i progetti PNRR, ovvero il DNSH, che tradotto significa di non arrecare danno ambientale significativo.
I lavori infatti debbono fermarsi il 15 marzo, per rispetto del delicatissimo periodo di riproduzione della fauna selvatica: se questi tempi non importa rispettarli nemmeno nelle riserve naturali, dando la precedenza a lavori a sole finalita’ ricreative quali quelli in corso, a cosa servono principi, regole, normative e direttive? Ma il Comune va avanti lo stesso, e li decide lui i tempi della natura.
Italia Nostra sezione di Ravenna e Animal Liberation hanno depositato una denuncia querela per violazione delle tempistiche di progetto, inviando in conoscenza anche al Comando generale dei Carabinieri Biodiversità, a Roma.











