Nei giorni 22 e 23 marzo 2026 saremo chiamati a dire SI o No, ad approvare o respingere una legge costituzionale che interviene sull’assetto della magistratura. Il quesito è il seguente: “Approvate il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”.
Dirò No per i seguenti motivi.
- Va bene cambiare la Costituzione, ma senza alterarne la natura liberal-democratica e soprattutto senza alterare l’equilibrio dei poteri. Cambiare in una sola volta 7 articoli mi sembra un po’ pericoloso.
- La separazione delle carriere garantisce la terzietà del giudice? I giudici sono condizionati dai pubblici ministeri o dal fatto di essere stati pubblici ministeri? Non mi sembra, in genere ai giudici viene rimproverato di prendere decisioni in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri.
- Lo sdoppiamento del CSM e l’introduzione dell’Alta corte disciplinare mi sembra che anziché semplificare l’autogoverno della magistratura (e quindi la sua indipendenza da altri poteri e la sua subordinazione solo alla legge) aumentino la conflittualità e i costi della macchina giudiziaria.
- L’introduzione del sorteggio al posto dell’elezione mi sembra davvero la morte della democrazia (moderna, non antica). C’è bisogno di scegliere sulla base delle competenze (se fosse possibile, i migliori) non affidarsi al caso!
A ciò si aggiunga la disparità della procedura di sorteggio per i membri togati e per i membri laici (elenco sorteggiabili predisposto in base a criteri condivisi dalle forze parlamentari. Vale a dire la maggioranza di governo. Si potrebbe ridurre forse il peso-influenza delle correnti, ma non si aumenta quello delle forze politiche o della maggioranza di governo?
Condivido quanto scrive l’attrice Monica Guerritore: “La Costituzione è un patto fatto di regole, diritti e doveri a tutela di tutti. È la nostra patria interiore, non si tocca se non con lo spirito costruttivo. In quel patto c’è scritta la separazione dei poteri: giudiziario, legislativo ed esecutivo. Ognuno autonomo e indipendente”.
La Costituzione è un argine all’arbitrio e ogni regressione sul terreno costituzionale è un indebolimento della democrazia.
Per tutte queste ragioni dico: NO.











