La barca a vela Safira di Mediterranea Saving Humans – partita il 13 marzo per la 24esima missione di salvataggio – ha salvato 40 migranti a circa 60 miglia a Sud Ovest di Lampedusa, grazie alla segnalazione dell’aereo Seabird 1 di Sea-Watch. Si trovavano a bordo di un gommone partito nella giornata di ieri dalla Libia. Sette di loro sono donne e minori. Un giovane ha avuto necessità dell’intervento del medico di bordo perché aveva riportato delle ustioni, cinque persone invece erano in stato di ipotermia. La barca sta facendo rotta verso Lampedusa per lo sbarco delle persone soccorse. Safira era partita nelle ore precedenti proprio da Lampedusa. (ANSA)
Accade anche questo.
In mezzo all’odio che trionfa, alla guerra che fa a pezzi i corpi di una umanità disperata, in mezzo all’orrore, accade anche di prestare soccorso, di praticare cura e fraternità. Madleine Debrel diceva che il male è assenza di bene. Come il buio è assenza di luce. Il freddo assenza di calore.
Opporsi a questa “assenza” significa riempire il vuoto di senso delle nostre vite in un mondo che odia e uccide. Che calpesta e tortura. Riempire di gesti concreti, di azioni, di un modo diverso di stare al mondo senza essere di questo mondo. Senza appartenere alle sue miserie e alle sue logiche, piccole e insignificanti dinnanzi all’universo, di potere di soldi di sopraffazione.
E accade facendo questo che oggi, anniversario della elezione di un papa scomodo come Francesco, di un “irregolare”, di un eretico da mettere in croce come lui, abbiamo il privilegio di aver soccorso 40 fratelli e sorelle in mezzo al mare, fuggiti dai lager libici di cui si vanta il governo. Stavano affondando, e invece ora sono al sicuro sopra una barca, la nostra, che adesso è anche la loro.
Francesco, che è membro del nostro equipaggio era con noi.
E’ sempre con noi.
Ciao Francesco!












