A distanza di poco meno di sessanta giorni, dopo la morte di Claudio Salamida, per il cedimento del piano di calpestio al convertitore 3 dell’acciaieria 2 a metà gennaio, un’altra vittima della sicurezza si è registrata all’ex Ilva di Taranto.
Lo scorso 2 marzo l’operaio trentaseienne Loris Costantino – impiegato della società Gea Power, ditta appaltatrice a cui è stato esternalizzato il servizio di pulizie nello stabilimento siderurgico – è deceduto dopo essere precipitato da un’altezza di oltre 10 metri nell’area dell’agglomerato industriale, mentre effettuava operazioni di pulizia di un nastro trasportatore.
“In una fabbrica dove le manutenzioni non ci sono dai tempi dei Riva, non si può stare sereni”. Questa la netta presa di posizione delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb, le quali si accingono all’incontro di domani con Acciaierie d’Italia e Ministero del Lavoro con lo scopo di mettere al centro del tavolo di confronto, in merito all’imminente trattativa per la cessione degli impianti al fondo statunitense Flacks, il tema sulla sicurezza nel lavoro come priorità assoluta rispetto ai possibili accordi negoziali di compravendita del sito siderurgico.

“La Città dei lavoratori” di Hans Baluschek (Milwaukee Art Museum)
Anche il giornale digitale di informazione e partecipazione attiva “ItaliaLibera”, oggi , ha voluto prendere posizione con un interessante articolo , commentando la morte di Loris Costantino e il dramma familiare che ne segue, con due figli orfani di padre. Molto incisivo è il sommario del pezzo pubblicato dalla testata, in cui si scrive: “L’aria fetida e mortifera — come nel dipinto la “Città dei lavoratori” del 1920 da Hans Baluschek — trionfa ormai da decenni su questo lembo di terra italica, spacciata, venduta e tradita insieme ai suoi figli, condannati in questo orrore a cercare di sopravvivere… Il suo nome [quello di Loris Costantino] si aggiunge alla lista di quelli che hanno pagato il prezzo più alto e senza alcuno sconto. Resta la disperazione di chi a Taranto aspetta di risalire il piano della vita. E «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» (Primo Levi)”
Nell’articolo succennato – Taranto, la città del disincanto è paralizzata dall’ennesimo morto all’Ilva: “sacrificato alla patria”. Come in guerra, di Annalisa Adamo Aymone – si è voluto dedicare un tributo alle vittime del lavoro. Scrive l’autrice: “La storia delle morti sul lavoro non è solo mera cronaca di fatalità, ma misura del valore attribuito alla vita umana da una società… Nei giorni caldi dell’ultimatum appena dato al compendio ex Ilva dal Tribunale di Milano per adeguare l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) al fine di evitare la chiusura – che scadrà il 24 agosto 2026 – si conferma che dalle piramidi tra le sabbie dell’antico Egitto ai colossi industriali del Novecento la contemporaneità non è riuscita ad archiviare, la storia del lavoro continua ad essere una storia di vite spezzate che relega la sicurezza ad una conquista ancora troppo fragile”.
Quello della sicurezza sul lavoro è una delle tematiche su cui la nostra Agenzia stampa ha dedicato da sempre una particolare attenzione, ed anche per il futuro non smetteremo mai di monitorare la problamatica, vera e propria emergenza sociale da combattere decisamente per difendere il diritto alla vita.











