È iniziata ieri sera la rilevazione nazionale sulle persone senza dimora. “Tutti Contano” è la nuova rilevazione nazionale promossa dall’ISTAT e coordinata da fio.PSD ETS, la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora. Un’operazione su larga scala che ha coinvolto istituzioni locali, enti del terzo settore, operatori sociali e centinaia di volontari.

Un monitoraggio simultaneo in 14 città metropolitane

La rilevazione si è svolta contemporaneamente in 14 città: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. L’obiettivo è costruire una fotografia aggiornata e realistica delle condizioni di chi vive in strada o in sistemazioni precarie, fornendo dati utili alla programmazione di politiche e servizi sociali.

C’è stata una grande risposta da parte di centinaia di volontari che hanno aderito al primo momento della rilevazione: la conta notturna. A Torino 600 volontari divisi in 125 squadre hanno mappato in modo capillare la città. Di particolare interesse l’eterogeneità dei volontari, l’intreccio di professionalità e la conoscenza dei singoli territori che ha consentito una verifica approfondita fin nelle zone più periferiche.

Una fotografia scattata al buio

Ha preso forma nelle mappe dei volontari una Torino diversa, dove le persone non sono solo state contate, ma viste. C’è chi partecipa perché spinto dal desiderio di capire. Chi vuole restituire qualcosa alla propria città. Chi studia fenomeni sociali e cerca un contatto diretto con la realtà. Camminare nelle parti della città che di solito si attraversano di fretta; guardare negli occhi chi vive ai margini; sentirsi parte di un’azione collettiva – tutto questo produce un effetto semplice e potente: trasforma lo sguardo.

Un supporto indispensabile per il welfare locale

La nuova rilevazione arriva a oltre un decennio di distanza dall’ultima grande indagine nazionale. In un contesto segnato da crisi economiche, aumento dei prezzi delle abitazioni e precarizzazione del lavoro, i promotori ritengono indispensabile aggiornare gli strumenti di conoscenza del fenomeno.

I dati raccolti serviranno a orientare politiche pubbliche più efficaci, migliorare la pianificazione dei servizi territoriali e supportare la distribuzione delle risorse, comprese quelle europee. «Per costruire politiche adeguate – ricordano gli organizzatori – è necessario partire dalla realtà. E la realtà, spesso, non è quella che immaginiamo». Come Whitman «non ascoltiamo per sentire, ma per comprendere il mondo».