Il Bulletin of the Atomic Scientists ha annunciato oggi il nuovo posizionamento del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, che è un simbolo internazionale che rappresenta il livello di rischio globale legato a minacce generate dall’uomo, tra cui armi nucleari, crisi climatica, instabilità geopolitica e tecnologie emergenti.

Con l’aggiornamento di oggi, il Doomsday Clock si posiziona ancora più vicino alla eliminazione dell’Umanità rispetto allo scorso anno, quando era stato fissato a 89 secondi dalla mezzanotte.

Secondo quanto comunicato dal Bulletin of the Atomic Scientists la decisione è motivata dall’aumento di tutte le minacce (armi nucleare, cambiamento climatico, nuove tecnologie emergenti con impatti negativi) che hanno caratterizzato gli ultimi anni, senza che ci sia stata una reale presa di coscienza e attivazione dei decisori politici verso una soluzione di questi problemi.

La mobilitazione Italia ripensaci (promossa nel nostro Paese da Senzatomica – la campagna coordinata dalla Fondazione Be The Hope – e dalla Rete Italiana Pace Disarmo) ricorda che il Doomsday Clock non va letto come una previsione “del tempo che resta”, ma come un indicatore del livello di pericolo e soprattutto della qualità della risposta collettiva: scelte politiche, cooperazione internazionale, prevenzione, riduzione dei rischi.

L’avvicinamento delle lancette dell’Orologio dell’Apocalisse alla ‘mezzanotte’ è un segnale preoccupante che evidenzia l’aggravarsi dei rischi globali e l’urgenza di azioni concrete per la sicurezza internazionale.

“È indispensabile promuovere un cambiamento nella percezione delle armi nucleari, riconoscendole non come strumenti di sicurezza, ma come una grave minaccia per l’umanità – afferma Alessja Trama, rappresentante di Senzatomica / Fondazione Be the Hope –  Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) risponde a questa esigenza, individuando nel disarmo il fondamento di una sicurezza duratura e condivisa”.

“A portarci in una situazione di pericolo esistenziale per l’Umanità – come evidenziato dal lavoro del Bulletin – sono vari fattori, ma tra i più problematici e negativi vi è di certo la corsa agli armamenti, anche nucleari, causata da una falsa idea di sicurezza basata sulla deterrenza – dichiara Francesco Vignarca, coordinatore campagne della Rete Italiana Pace Disarmo – Una teoria fondamentalmente errata e pericolosa che ci tiene tutti sotto la minaccia nucleare con i suoi falsi miti: la deterrenza infatti non garantisce sicurezza e pace, non è puramente difensiva, e non è il modo normale di affrontare le relazioni internazionali. Bisogna invece mettere al centro la cura e la protezione di comunità e persone, eliminando quelle minacce armate che ci avvicinano all’Apocalisse”.

A rendere ancora più urgente questo appello è anche una data imminente: il prossimo 5 febbraio scade il trattato New START, l’ultimo grande strumento bilaterale rimasto per la limitazione e la trasparenza sugli arsenali nucleari strategici tra Stati Uniti e Russia.

Esistono misure immediate e concrete per ridurre il rischio, come l’adozione di politiche di Non Primo Uso (No First Use), per escludere l’impiego iniziale dell’arma nucleare come opzione militare.

Senzatomica ribadisce il valore dell’educazione e della partecipazione attiva della cittadinanza.

Prossimamente la mostra Senzatomica sarà esposta a Grugliasco (TO), offrendo uno spazio di informazione e riflessione sul tema delle armi nucleari, sulle loro conseguenze umanitarie e sulla responsabilità collettiva nel costruire un futuro libero dalla minaccia nucleare.