La comunità dei sinti piemontesi, di cui faceva parte Adamo Massa morto il 14 gennaio, aveva organizzato per la giornata di domani 24 gennaio i tradizionali rituali funebri: alle 13.30 si sarebbero riuniti presso il campo Torino in Corso Unione Sovietica per dare l’ultimo saluto al parente deceduto, in seguito si sarebbero recati presso la chiesa nel comune di Nichelino per la celebrazione dell’Eucarestia e la benedizione del Feretro, con l’accompagnamento finale della salma da parte di tutti, parenti e amici, presso il cimitero di Nichelino.

Verso le 13.00 di oggi, venerdì 23 gennaio, abbiamo saputo che la Procura di Torino ha inviato .una comunicazione in cui si proibisce l’entrata nel campo di corso Unione Sovietica, nella chiesa e al cimitero da parte di chi non possa essere riconosciuto come parente stretto della vittima, escludendo così tutte le persone che si sono riunite in solidarietà alla famiglia.

La comunità sinta non solo è molto addolorata per questa situazione, ma si stanno chiedendo il perché di questa comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è sacra in queste occasioni. La numerosità non determina pericolosità, ma segno di rispetto.

Questa comunicato lo mandiamo sia ai giornali sia alla Procura di Torino per far capire che non è pensabile negare alla comunità di osservare le proprie usanze, i vigili e le forze dell’ordine possono monitorare l’evento. Anche noi dell’associazione A.I.Z.O. rom e sinti che conosciamo da parecchi anni le famiglie, con cui siamo a stretto contatto e comunicazione, saremo presenti alle celebrazioni e daremo il nostro contributo.

 

Ufficio stampa AIZO