La “legacy” dei Giochi invernali è fatta di cemento, sbancamenti e alberi tagliati. Il progetto di Altreconomia “L’impronta olimpica”, attraverso scatti satellitari, mostra la situazione impressionante nel Cadore, in Valtellina, in Alto Adige e anche a Milano. Le fotografie dei cantieri (integralmente a spese del pubblico) spazzano via la retorica del “grande evento sostenibile”.
di Duccio Facchini (Altreconomia)
Il consumo di suolo e la devastazione dei territori segnano già l’eredità delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Lo conferma l’aggiornamento del progetto “L’impronta olimpica”, realizzato da Altreconomia insieme ai partner di PlaceMarks, che attraverso impressionanti immagini satellitari mostra il “prima” e il “dopo” di alcuni dei siti dov’è in corso la realizzazione di impianti sportivi o di strade per mano soprattutto della Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa (Simico).
Nel febbraio 2025 avevamo mostrato lo stato dell’arte della pista di bob di Cortina d’Ampezzo, della variante di San Vito di Cadore della SS 51 (Belluno), della circonvallazione di Perca o della “Biathlon Arena” di Anterselva (Bolzano), fino alla tangenziale di Tirano in Valtellina e ai parcheggi e sbancamenti per le piste da sci di Livigno (Sondrio). Con questo aggiornamento torniamo a Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Anterselva, Livigno, Tirano, e anche a Milano, per osservare dall’alto la trasformazione urbanistica in corso di due aree al centro di operazioni immobiliari che molto poco hanno a che fare con lo sport, l’area di Porta Romana e quella di Santa Giulia.
Lasceremo parlare le immagini, con brevi commenti. Per chi volesse capire in profondità l’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina invitiamo a leggere il nostro libro “Oro colato”, appena uscito, a cura di chi scrive e di Luigi Casanova, e il numero di gennaio 2026 di Altreconomia, in arrivo tra pochi giorni.
Questa nuova puntata de “L’impronta olimpica” non può non iniziare da Cortina d’Ampezzo, la “perla violata”. L’impatto dei lavori della pista di bob da 131,7 milioni di euro pubblici è evidente (per scorrere da prima a dopo clicca sul cerchio in mezzo e trascina la linea del confronto. Il periodo del prima e del dopo è in sovraimpressione).
Immagine a sinistra Luglio 2019, immagine a destra Ottobre 2025.
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Si nota come il nuovo progetto della pista di bob di Cortina d’Ampezzo si discosti sensibilmente dalla preesistente pista Eugenio Monti, soprattutto nella parte terminale. L’impronta complessiva del cantiere tra manufatto, aree di deposito e sbancamenti è di ben sette ettari.
Alle curve della pista i nostri partner di PlaceMarks hanno affiancato anche un’immagine riepilogativa dei cantieri presenti a fine 2025 a Cortina (evidenziati in colore rosso), così come i lavori di sbancamento e rimodellamento del terreno per la cabinovia Apollonio-Socrepes.


Restiamo nella provincia di Belluno e ci spostiamo a San Vito di Cadore, sfigurata da un progetto invasivo lungo 2,3 chilometri, con gallerie artificiali e viadotti sul torrente Boite.

Il cantiere della “variante” di San Vito di Cadore si sviluppa su una fascia fra il centro abitato e appunto il torrente Boite, dove insistevano coltivazioni e filari. L’impronta si estende per una lunghezza complessiva di quasi 2,5 chilometri e una larghezza variabile superiore ai 50 metri. A valle del paese è ben evidente la prossimità tra l’infrastruttura e l’alveo fluviale.

A San Vito è già posto in opera un ponte a campata metallica di circa 80 metri per superare un affluente del torrente in prossimità del cimitero comunale.
Ci spostiamo poi in Lombardia e in particolare a Livigno (Sondrio), con gli impatti del gigantesco parcheggio al Mottolino, in località Bondi, da 33,8 milioni di euro, in capo a Simico Spa. Cui si aggiunge la sostituzione della cabinovia “Ponte Bondio-Mottolino” con una ad ammorsamento automatico delle cabine.

Al Mottolino, Livigno, gli interventi per il parcheggio e la nuova cabinovia hanno rimodellato l’intero basso versante della vallata interessando una superficie superiore ai 18 ettari e il taglio di oltre due ettari di bosco.
L’opera forse più emblematica delle Olimpiadi piombate su Livigno e di un modello che non ne vuole sapere di cambiare è il “nuovo bacino alpino comprensivo di allaccio e impianto di innevamento per tracciati di gara A e B” sul Monte Sponda da 203 mila metri cubi, a 2.600 metri.
Per 21,7 milioni di euro (sempre e rigorosamente pubblici) sono stati realizzati un nuovo bacino di accumulo e una stazione di pompaggio che secondo Simico Spa “garantiranno un sistema di innevamento all’avanguardia in termini di efficienza energetica e sostenibilità per le piste olimpiche e post-olimpiche”.

L’impianto del bacino di innevamento artificiale sul Monte Sponda di Livigno è già ben evidente probabilmente a causa della posa delle impermeabilizzazioni. L’intervento ha rimodellato completamente la sagoma naturale del monte e gli sbancamenti hanno interessato un’area di oltre tre ettari.
Da Livigno scendiamo a Tirano, anche lei segnata dalla realizzazione di nuove strade. In questo scatto si notano i pesanti lavori infrastrutturali nello svincolo di imbocco, con un sottopasso per l’attraversamento della ferrovia esistente e successivamente il ponte sull’Adda già in parte realizzato.

L’infrastruttura ha una lunghezza di circa 6,5 chilometri di cui 800 metri in galleria. L’impatto sul tessuto agricolo della zona di Tirano è evidente.
Avvicinandoci a Milano facciamo tappa a Lecco, osservando il presunto “adeguamento a tre corsie del Ponte Manzoni”, che è un nuovo ponte da 35,6 milioni di euro publici (Anas) che avrebbe dovuto secondo i promotori separare il traffico urbano da quello di lunga percorrenza, anche in vista delle Olimpiadi.

Lo scatto più recente risale ad agosto 2025, quando già si notavano chiaramente i nuovi piloni realizzati e la posa delle campate aggiuntive in corso sul Ponte Manzoni di Lecco. Oltre alla distruzione del parco in sponda Ovest, all’altezza di Pescate (LC), temporaneamente occupato dal cantiere, è ben evidente l’interramento artificiale di una porzione di lago in corrispondenza sia del lato Est (Lecco, nei pressi del centro sportivo Bione), che in misura maggiore del lato Ovest (nel complesso circa 2.000 metri quadrati interrati).
Ed ecco Milano, rispetto alla quale ci limitiamo a mostrare dove si inseriscono il Villaggio olimpico a Porta Romana (consegnato il primo ottobre 2025) e l’Arena a Santa Giulia (ancora in fase di realizzazione). Tessere di un mosaico urbanistico molto più ampio, del quale ci siamo occupati e continuiamo a farlo su Altreconomia (rimandiamo su questo al numero di gennaio 2026 della rivista, in uscita a breve).
I lavori strutturali principali del Villaggio olimpico sono conclusi (sono i “frigoriferi” bianchi in basso a sinistra) mentre l’area di cantiere lungo via Lorenzini risulta ancora non ripristinata. Si notano scavi e sbancamenti in corso nella porzione Nord dell’ex scalo prossima a viale Isonzo.

Nello scalo ferroviario di Porta Romana a Milano di proprietà del Gruppo Coima di Manfredi Catella verrà costruito un nuovo quartiere per 105mila metri quadrati di residenze, una parte delle quali (320) di edilizia convenzionata (a 3.800 euro al metro quadrato in media) ed edilizia residenziale pubblica “pura”, per via dell’accordo tra Coima e il Consorzio cooperative lavoratori (Ccl).
A Santa Giulia il cantiere dell’Arena del colosso tedesco Eventim è ancora in pieno svolgimento, al settembre 2025 erano in corso i lavori per la copertura. Nel comparto si notano nuove infrastrutture stradali realizzate a carico del pubblico negli ultimi mesi a beneficio dell’impianto privato e ampi lavori di rimodellazione del terreno con sbancamenti, spianamenti e terrapieni. Intorno all’Arena sorgerà un nuovo quartiere.

La superficie su cui si sta sviluppando l’intervento immobiliare nel quartiere di Santa Giulia, a Sud-Est di Milano, è di 1,2 milioni di metri quadrati.
Chiudiamo questo aggiornamento andando in Alto Adige. Ad Anterselva, ad esempio, per mostrare il nuovo stadio del biathlon, completamente rinnovato, secondo un desiderio di “strafare” che comporterà inevitabilmente problemi per la gestione futura.

Ad ottobre 2025 (data del nostro ultimo scatto) i lavori del nuovo stadio del biathlon ad Anterselva sono in fase avanzata. Nonostante buona parte dell’ammodernamento si sia concentrato all’interno dell’impianto il cantiere ha causato la perdita di circa 2.500 metri quadrati di bosco.
Per finire a Perca (BZ), stravolta dalla circonvallazione i cui costi sono già schizzati oltre i 141 milioni di euro (doveva costarne 78). I lavori verranno consegnati solo nel novembre 2026. L’opera è finita all’attenzione della Corte dei Conti per una presunta mancanza di cautela da parte del Comune nella progettazione, nel finanziamento e nell’appalto.

Al settembre 2025 il cantiere è in pieno svolgimento con un’impronta complessiva di oltre dieci ettari. È ben evidente la galleria artificiale in costruzione adiacente alle abitazioni nel lato Sud dell’abitato.
Crediti: l’elaborazione delle immagini è a cura di Altreconomia e PlaceMarks. La proprietà delle immagini è, a seconda dei luoghi, ESRI, CNES / AIRBUS, Maxar, Google, AIRBUS DS, Maxar Technologies.
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