Sabato 17 gennaio 2026,  New York City si è svegliata sotto uno spesso strato di manifesti affissi lungo le sue principali arterie, a riferito l’Agencia Venezolana de Noticias (AVN).

L’obiettivo principale dell’azione è chiedere l’immediato rilascio del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores.

Dall’epicentro di Times Square fino alle vicinanze del tribunale situato nella Lower Manhattan, vari gruppi di attivisti hanno installato striscioni di grande formato.

In questi testi espliciti, i manifestanti denunciano quello che descrivono come un rapimento imperialista e chiedono formalmente il rientro del presidente Maduro in Venezuela.

La campagna visiva utilizza slogan bilingue, in inglese e spagnolo, per sottolineare la difesa della sovranità del Venezuela ed esprimere un netto rifiuto dell’ingerenza dell’amministrazione statunitense.

Questo dispiegamento avviene in un contesto di elevata sensibilità politica, derivante dalla recente comparizione di Maduro davanti ai tribunali statunitensi, dove il leader ha cercato protezione ai sensi delle Convenzioni di Ginevra.

Le organizzazioni sociali e i settori correlati hanno avvertito che questo tipo di interventi negli spazi pubblici non cesseranno finché i leader venezuelani non torneranno nella loro nazione.

I portavoce di questi gruppi hanno sottolineato con forza che l’attuale procedimento legale costituisce una chiara violazione delle norme che regolano il diritto internazionale.