Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino a Reggio Calabria, alla Sicilia e poi a Gaza, le barche della flotilla porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia.
La Global Sumud Flotilla sta già salpando da innumerevoli porti italiani, con una portata mai vista prima: almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 Paesi. L’obiettivo non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano.
Su richiesta della popolazione palestinese, infatti, alla flotilla partecipano medici, costruttori, educatori e altre figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia. È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano “Riviera di Gaza” propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio. In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, sumud ( صمود ) – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla.
Questo viaggio parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della produzione di armamenti venduti a Israele, in particolare tramite Leonardo S.p.A, partecipata statale che collabora producendo droni armati, radar, cyber-sicurezza, sistemi missilistici e infrastrutture digitali di sorveglianza, come rivelato dal dossier di Rossana De Simone per BDS. E mentre il Consiglio dei Ministri riferisce “grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti” della guerra iniziata da Israele e Stati Uniti in Iran e in tutto il Medio Oriente, l’Italia continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio e a consentire il transito illegale del materiale per la guerra di Israele dai suoi porti, come quelli di Gioia Tauro e Cagliari.
La flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo Meloni. Lo dimostrerà con una serie coordinata di partenze da diversi porti italiani, per raggiungere la Sicilia e salpare insieme per Gaza. La partenza delle barche sarà accompagnata da talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche solidali alla causa.
Vieni a salutarci il 10 aprile dalle 16.30
CSOA Angelina Cartella
Via Quarnaro 1, Gallico (RC)
- Conferenza stampa
- Incontro con l’equipaggio della barca SNAP
(La SNAP è stata una delle barche che durante la missione dell’anno scorso era rimasta pesantemente danneggiata dall’attacco subito davanti a Creta e non aveva più potuto continuare la navigazione. https://www.instagram.com/p/DWeQCvrCELw/)
- Interventi e banchetti informativi
- Open Jam Session
In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi.











