Siamo consapevoli che la nostra Resistenza di oggi, piccola ma ostinata, non basta da sola per fermare la macchina che si è messa in moto a livello mondiale, ma per noi è essenziale continuare a contrastare la convinzione che non si possa fare niente.
Oltre a tanti altri disastri, da più di un secolo il genocidio dei palestinesi ha potuto procedere indisturbato; come mai?
Forse perché siamo abituati e vivere dentro quella versione occidentale secondo cui noi, in quanto razza o civiltà superiore, avremmo il diritto di sterminare esseri inferiori per rubargli la terra e le risorse.
È una versione da cui derivano conseguenze inaccettabili: a livello planetario si sono create insostenibili disuguaglianze e pericolosi squilibri di potere; l’accumulo di capitali esorbitanti nelle mani di pochi ha favorito derive autoritarie che sono sconfinate in autentici deliri di onnipotenza.
Questa consapevolezza ci induce a continuare a lottare per strappare ogni brandello di giustizia e preservare una scintilla di umanità che serva alla rinascita; nessuna follia umana può durare per sempre.
“Dopo” saremo quelli che “avevano ragione”, ma intanto atteniamoci al dovere di chiamare col loro nome le cose che stanno accadendo: genocidio, colonialismo, razzismo, fascismo, aggressione …
Dobbiamo riconoscere il male e opporci ad esso senza smettere di difendere la giustizia, la democrazia e il diritto, a casa nostra come ovunque.
Continuiamo da qui: sabato 18 aprile “Rompiamo il Silenzio” in piazza Garibaldino a Varese dalle 16:30 alle 17:30, battendo sulle pentole vuote della fame dalle 17 alle 17,15.
Comitato Varesino per la Palestina
dal 2002 attivo sul territorio per diffondere consapevolezza sulla condizione del popolo palestinese.












