Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Ramon La Torre e Barbara Evola, con il quale i cosegretari di Rifondazione Comunista-Palermo sollecitano il Consiglio Comunale affinché si ridiano i fondi alla SISPI per il suo corretto funzionamento, fermando così la manovra di depotenziamento del sindaco Lagalla_
Il consiglio comunale – scrivono i cosegretari – prentenda l’applicazione del contratto di servizio SISPI. e ciò potrà avvenire in occasione della discussione sull’APPROVAZIONE BUDGET ANNO 2025 già all’ordine del giorno. Quindi si può stigmatizzarne la mancata approvazione, chiedendo che sia immediatamente discussa in modo da garantire sia la piena applicazione del contesto servizio ma al contempo introducendo quanto necessario per garantire il ruolo di protagonista alla Sispi
Nei giorni scorsi – dichiarano Barbara Evola e Ramon La Torre – i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu aziendali di Sispi hanno denunciato come l’azione dell’amministrazione Lagalla sia finalizzata a svuotare la propria azienda in house della sua missione strategica relegandola a un ruolo marginale e mettendo a rischio la tenuta occupazionale e il piano industriale.
I numeri evidenziati dai sindacati sono chiari: gli affidamenti dei progetti assegnati a Sispi ammontano soltanto a complessivi 3,5 milioni di euro circa per il 2025, a fronte di un plafond di 24 milioni di euro circa di fondi previsti dal Pn Metro Plus destinati al digitale, e ad oggi addirittura nulla per l’anno 2026.
Siamo – continuano – molto preoccupati per la “Dichiarazione di preliminare interesse pubblico espressa dal Sindaco con D.S. n. 50/1.07.2025” sulla proposta di partenariato pubblico-privato avanzata da una società straniera per la raccolta e gestione dei dati e la vigilanza, a cui verosimilmente si riferiscono le dichiarazioni dell’ambasciatore israeliano rilasciate dopo l’incontro segreto col sindaco Lagalla, nel quale si sarebbe discusso di nuove possibili collaborazioni in diversi settori, innovazione digitale e cybersecurity.
Rifondazione Comunista – aggiungono i segretari – ritiene che l’innovazione tecnologica e la cyber security, sono settori
strategici e strumenti di geopolitica, e quindi solo la gestione pubblica – esercitata tramite Sispi – può garantirne un uso democratico e rispettoso dei principi costituzionali.
Ricordiamo – sottolineano Evola e La Torre- che il governo israeliano ha fatto del controllo dei dati un elemento essenziale della guerra di genocidio ai danni del popolo palestinese e che pare che il condizionamento del governo italiano sulle azioni di Netanyahu sia anche dovuto alla cessione di enormi apparati riguardanti la cybersicurezza, l’intelligence e la sorveglianza proprio a alle agenzie israeliane.
Rifondazione Comunista richiama infine l’attenzione sulle implicazioni etiche, citando l’uso delle tecnologie di controllo nei contesti di conflitto e il rischio di eccessiva dipendenza da apparati di intelligence esteri. “Sosteniamo – affermano – con assoluta convinzione lo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali contro il progetto di mortificazione della Sispi”. Pertanto – ribadiscono i segretari – “auspichiamo che Il consiglio comunale blocchi questo processo dotando la società delle risorse necessarie per garantire a SISPI – a tutela di tutti noi – il ruolo di protagonista nelle attività relative allo sviluppo tecnologico della città”.











