Dal pomeriggio di giovedì 9 aprile fino al 16 aprile alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma è in esposizione una mostra che mette in relazione la Passione di Cristo con le ferite aperte dei popoli dell’Amazzonia.
La rassegna, che traccia il persorso della lettura attuale della Croce dentro le ingiustizie e le contraddizioni del nostro tempo, pone al centro la figura di Ezechiele Ramin, missionario comboniano e oggi Servo di Dio, ucciso a soli 32 anni nel 1985 a Cacoal, in Amazzonia, mentre difendeva i diritti degli indios Suruí e dei contadini senza terra. Una vita spezzata, ma non conclusa: la sua storia continua a interrogare la coscienza civile ed ecclesiale, oggi più che mai.
L’iniziativa è promossa dall’associazione Terra e Missione Aps, in collaborazione con l’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, i Missionari Comboniani, il Movimento Laudato Si’ e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, che si conferma luogo di dialogo tra ricerca accademica, fede e impegno nella realtà contemporanea.
Alla sua inaugurazione interverranno padre Giulio Albanese, dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, Carla Rossi Espagnet, direttrice dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, e Veronica Coraddu, coordinatrice italiana Animatori e Circoli del Movimento Laudato Si’.
Il momento più atteso sarà la testimonianza di Antonio e Fabiano Ramin, fratelli di padre Ezechiele, che porteranno il ricordo vivido e capace di restituire il volto umano di una scelta radicale, in cui la vicenda di Lele non appare come un gesto eroico isolato bensì come una provocazione ancora aperta: fino a che punto siamo disposti a lasciarci coinvolgere dalla vita degli altri?
“Passione Amazzonia” nasce proprio da questa ferita che diventa chiamata, i disegni realizzati da padre Ramin durante gli anni di missione in Brasile, accostati alle scene della Passione di Cristo, rivelano una continuità scomoda e reale: quella tra il Vangelo e la storia, tra la Croce e le croci di oggi.
Non si tratta di guardare, ma di lasciarsi guardare. Non di osservare da fuori, ma di entrare dentro una realtà che riguarda tutti. Perché le ingiustizie che attraversano l’Amazzonia non sono lontane, ma parlano anche del nostro modo di abitare il mondo.
Per partecipare all’inaugurazione – in svolgimento giovedì 9 aprile alle 13:45 – è richiesto l’invio di un messaggio email a info@terraemissione.org o via WhatsApp al numero 3470300998.












