Dalle 12:00 di domenica 26 aprile, al porto Xiphonio di Augusta le imbarcazioni italiane e spagnole della Global Sumud Flotilla lasceranno gli ormeggi siciliani con l’obiettivo di sfidare l’assedio illegale, aprire un corridoio umanitario in Palestina e costruire un fronte globale di azioni coordinate per spingere i governi ad imporre l’embargo e le sanzioni a Israele: “Insistiamo con boicottaggio, pressione interna, scioperi e mobilitazioni”.
Le oltre 60 imbarcazioni italiane e spagnole presenti al porto di Augusta salperanno nella mattinata del 26 aprile con un obiettivo chiaro: spezzare l’assedio, riaffermare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e creare le condizioni per una mobilitazione internazionale permanente che si rinvigorisca con la partenza, come atto politico integrale concreto che mira a sfidare il blocco illegale imposto a Gaza, forzare l’apertura di un corridoio umanitario permanente e denunciare congiuntamente la complicità della comunità internazionale.
La Dichiarazione di Bruxelles, adottata il 22 aprile 2026 al primo Congresso parlamentare della Global Sumud Flotilla, ha sancito un principio ormai ineludibile: di fronte al reiterato inadempimento delle misure della giustizia internazionale, al finto cessate il fuoco, alla consistenza dell’occupazione dei territori palestinesi, all’aggressione nel sud del Libano, alla persistente chiusura delle vie di terra e alla continua negazione dell’accesso umanitario a Gaza, non è più sufficiente la sola denuncia dello Stato di Israele e dei suoi alleati. È necessario agire in modo integrale e differenziato, costruendo un fronte internazionale capace di colpire il sistema di complicità che tiene in vita l’assedio: boicottaggio, pressione politica interna, mobilitazione sindacale, scioperi generali e azioni di disobbedienza civile nonviolenta – tutti questi strumenti sono oggi messi in campo come parte di una strategia comune, affinché venga rispettato il diritto all’autodeterminazione dei popoli.











