Questa mattina, poco prima che iniziasse la seduta del Consiglio Regionale, un presidio di protesta di Extinction Rebellion ha accolto i consiglieri che si recavano a Palazzo Lascaris con una bara e una bombola a ossigeno davanti all’ingresso.
Una decina di persone, vestite di nero e con il viso coperto da mascherine antismog, ha depositato una bara di fronte all’ingresso, srotolando poi uno striscione con la scritta “Piemonte cambia: ci manca l’aria” che allude al caso Chiorino – Del Mastro e allo scandalo della Bisteccherie d’Italia che ha travolto la giunta regionale ma anche alla tragica situazione dell’inquinamento atmosferico e alle migliaia di morti premature che causa.
“Oggi abbiamo due emergenze: una che occupa le prime pagine e una che riempie i nostri polmoni” – afferma Giulia – “Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Una strage silenziosa, costante, di cui non si parla. Sono morti premature, in gran parte evitabili. Questa è la crisi di cui la Regione dovrebbe occuparsi. Invece il Consiglio è bloccato da settimane dai suoi stessi scandali e continua a rimandare politiche strutturali serie per ridurre lo smog” .
Da anni le ricerche sulla qualità dell’aria in Piemonte descrivono una situazione disastrosa, soprattutto per quanto riguarda il particolato atmosferico composto da minuscole particelle solide e liquide, così piccole da entrare nei polmoni e nel sangue. Nel 2025 ARPA Piemonte ha registrato nell’area metropolitana torinese concentrazioni medie annuali di PM2.5 fino a 20 microgrammi per metro cubo e di PM10 fino a 29 microgrammi – oltre a quattro volte superiori ai limiti per la salute umana fissati dall’OMS. Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, principalmente bambini, anziani e persone con fragilità. Il particolato infatti aumenta il rischio di tumore al polmone, di malattie cardiovascolari e di ictus, oltre che di patologie respiratorie croniche.
La risposta a questa emergenza di chi amministra la Regione Piemonte, e in particolare dell’assessore all’ambiente, Matteo Marnati, è riassunta dalle dichiarazioni rilasciate il 9 febbraio: “Le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”. Valutare i limiti del particolato in base alla tossicità, e non solo in base alla concentrazione, sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. Infatti non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.
“Affermare che a Torino gli inquinanti siano meno pericolosi che altrove, senza riferimenti scientifici solidi, confonde le persone e aumenta un clima di sfiducia – dichiara Extinction Rebellion – Domani, 22 aprile, sarà la giornata della Terra ma a noi non manca una ricorrenza: manca l’aria in questa Regione tossica. Fino a quando dovremo contare le nostre morti per la vostra incompetenza?“











