Incontriamo Mimmo Lucano, che ci racconta di Riace, del naufragio di Cutro, della missione a Cuba, dell’essere sindaco e parlamentare al servizio della gente e per l’umanità.
Mimmo Lucano, sindaco di Riace, tutti ti conoscono. Sei stato una guida, un’emozione, un’utopia nell’accoglienza ai migranti al di là degli Sprar, dei Cas, delle varie forme burocratiche dell’accoglienza nel nostro Paese. Hai costruito un’accoglienza che per molti di noi della sinistra italiana, e per tutto il mondo della solidarietà che seguiva Riace, è stata una forma poetica di relazione con l’essere umano. Cosa sta succedendo in Calabria sull’accoglienza? In particolare, ieri sei stato al processo per la strage di Cutro, cosa hai sentito, quali sono le emozioni che ti hanno più colpito di quella di quella strage e dell’atteggiamento del Governo?
Sono tante domande che forse sono riconducibili comunque ad una storia, ad uno stato d’animo, quello che sto vivendo in questo momento sullo sfondo di un mondo sconvolto.
Oggi hanno arrestato in Francia Rima San che è una mia collega euro parlamentare, lei è una francese di origine palestinese; hanno detto che è stata arrestata per apologia di reato in concorso con il “compagno di merenda” Mimmo Lucano. E hanno tirato in ballo anche Ilaria Salis, pare che ci sia un’indagine in corso in Italia.
Mi sono leggermente preoccupato, anche se condivido totalmente il messaggio politico di Rima Hassan; però non è vero che io sia un suo compagno di Merenda Mi hanno tirato in ballo i giornali della destra e sono leggermente preoccupato perché il sedici c’è la sentenza per la mia eventuale decadenza da sindaco presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria.
Questa procedimento ha avuto origine dal processo che ho subito dal 2018; il quattro ottobre 2018 mi hanno arrestato con un dispiego di macchine della Guardia di Finanza vicino dove abito; sono venuti all’alba come si usa per le persone a cui vengono imputati reati di mafia e poi piano piano c’è stata una copertura mediatica molto forte e un’indignazione che è arrivata praticamente in tutto il mondo.
Questo mi ha portato ad essere una persona nota, ma io nella mia vita avevo fatto solo politica di base, mi ero interessato, come parte di un collettivo, del mio paese, e ho frequentato gli ambienti dell’utopia sociale e politica della sinistra.
Ecco, la presentazione di Manfredo rispecchia con poche parole questa cosa qui. Solo i compagni possono capire quello che abbiamo vissuto, quel sogno, quell’utopia, come dici tu, che è una fase di innamoramento, come quando ti innamori di una donna.
Io in quel periodo ho avuto sempre la sensazione di fare una scelta, di comprendere il senso più profondo della politica che è collegato a ciò che ti fa stare bene nell’anima, perchè prendi la parte di chi subisce i torti, prendi la parte delle persone a cui vengono negati i diritti, prendi la parte di un ideale di uguaglianza, di rispetto, di diritti umani.
Queste sono cose che ti fanno stare bene con l’anima e me le vado trovando, probabilmente il senso più profondo della Carovana Migranti è questo.
Conoscere persone che hanno le stesse motivazioni ti dà una gratificazione forte dell’anima.
Il 27 febbraio 2026 la Carovane Migranti ha fatto tappa a Riace ed ho conosciuto i familiari delle vittime del naufragio di Cutro, ho partecipato con una intenzionalità e anche con empatia e non è stata una cosa formale.
Ecco, questo rientra nell’impegno da sindaco, perché essere sindaco significa occuparsi della routine, della quotidianità.
Io sono sindaco, però il mio pensiero mi ricollega all’impegno del passato, mi ricollega a quel sogno infranto, ma mai abbandonato e quindi sono cose che mi danno emozione. Qualcuno definisce questa cosa come un municipalismo democratico, un municipalismo alternativo, un municipalismo libertario, inaccettabile per la destra.
Oggi, dopo tanti anni, devo dire inaccettabile perché entra proprio come messaggio a mettere sullo sfondo due ideologie che poi sono sempre riconducibili quello che accade oggi nel mondo quello che accade a livello globale planetario, poi se vai a guardare sono le stesse cose che accadono nelle realtà territoriali, nelle relazioni tra di noi a volte di potere e di verticismi.
E allora quel giorno è stata l’occasione per me per riavvicinarmi con la mente al giorno del naufragio del 26 febbraio 2023 ed ho partecipato con una militante politica che si trovava a Riace che si chiama Carla Kirstner che è venuta a Riace per aiutare me quando mi avevano arrestato, perché lei si è presentata così: Io vengo da Berlino e faccio parte dei movimenti internazionali della sinistra e per noi è come se si fossero annullati i contesti e, le distanze.
E me la sono trovata a Cutro durante le ricorrenze per ricordare la strage, a dormire sulla spiaggia, ad essere là, a portare la croce sull’indicazione degli abitanti di Steccato di Cutro, che è la parte marinara di Cutro, perché il comune di Cutro si trova verso l’entroterra, quella spiaggia si chiama Steccato di Cutro, dove ancora il mare racconta una storia incredibile, una delle più drammatiche che sono accadute in Calabria.
Ho conosciuto tante persone con Carla che è venuta a Riace per aiutarmi e poi abbiamo continuato ad essere militanti ad andare in giro per il sud Italia nei CPR, nella baraccopoli di San Ferdinando e poi mi è stata vicina quando ho vissuto tutto il periodo della questione giudiziaria dal 4 ottobre 2018 al 30 settembre 2021; nel primo grado mi avevano condannato a tredici anni di detenzione; la gente si è indignata, ma l’indignazione è nata soprattutto nella realtà locale, poi ha contaminato gradualmente, perché è li dove ci conosciamo vite e miracoli.
In questo periodo ho avuto la possibilità di confrontarmi, di parlare a lungo con Manfredo; ci siamo conosciuti quel giorno a Crotone, lui faceva da interprete ai familiari d Cutro, però ho incontrato il suo sguardo, i suoi occhi, poi anche Gianfranco (Gianfranco Crua animatore di Carovane Migranti, ndr) le due persone che mi sono rimaste memorizzate quel giorno che ci siamo incontrati a Crotone coi familiari di Cutro presenti al Processo (La Famiglia Afghana Maleki ndr).
Mi piace di aver conosciuto queste due persone, mi piace perché parto dal presupposto che è la vera dimensione di un essere umano, se no che nasci a fare sulla Terra, se è una realtà di egoismo? Ed allora dopo quell’incontro stavo dicendo, si è riaccesa quella voglia di volere giustizia.
Voglio condividere una riflessione perché hanno scritto su una rivista locale che il sindaco adesso si mette in mezzo perché non sono stati rispettati gli impegni da parte del Governo per quanto riguarda la concessione dei visti per i familiari delle vittime della strage, allora questa cosa mi fa rabbia perchè rispetto alla morte di 94 persone, più altri 60 dispersi, la cosa più importante alla fine diventano i visti; è come se Meloni, Salvini, Piantedosi e Tajani, con la concessione di quei visti, pensassero di aver risolto tutto, no, non è così.
A parte che mi sembra evidente che la vita di un solo essere umano vale quanto il mondo; quindi, non è che adesso prendiamo i visti, portiamo i fiori, no, no, perché il senso più profondo che proviamo dentro è l’ideale della giustizia, non del giustizialismo, non di andare a cercare la vendetta, no!
Immaginare un altro mondo possibile non significa augurare vendette o cercare vendette o rancori, no. Però giustizia sì, giustizia sì!
Omissione di soccorso, questa è la colpa del governo dei decreti sicurezza.
Il soccorso viene prima della sicurezza. C’è un’ossessione della sicurezza. C’è stata un’ossessione delle frontiere chiuse. C’è stata un’ossessione di proteggere i confini
Io non voglio proteggerli e personalmente, sono felice se i confini non esistono, se arriviamo in un mondo dove non c’è bisogno di questa cazzo di burocrazia, dei passaporti. Allora, quando nel mondo si potrà viaggiare senza controllo, allora vuol dire che l’umanità avrà fatto un passo in avanti molto importante.
E adesso vogliamo andare a Bruxelles con altri deputati europei della sinistra con i movimenti per i migranti come Carovane, voglio dare voce a tanti per andare a Bruxelles per parlare della morte dei migranti, di questo scandalo europeo, utilizzatemi sono felice di servire a una causa tanto importante.
Mimmo, hai detto una cosa molto importante, cioè che sono proprio le relazioni e i territori che possono fare il cambiamento, io stando vicino a quella famiglia che ha perso metà famigliari nel naufragio di Cutro, vedendo la mamma che piange quando ricorda i volti del fratello dei nipotini e della cognata tutti annegati quella notte del 26 febbraio 2023, ho sentito che la militanza sull’immigrazione non è una cosa teorica, è una cosa che ti prende lo stomaco, le viscere, e quando siamo venuti a Riace, sono stato contento perché un conto è conoscere un compagno, un deputato, un eurodeputato, un conto è conoscere il territorio a Riace con tutti i problemi che ci sono stati, con tutta la cattiveria che ti hanno scatenato, comunque si sente che è un territorio liberato, quello che Ernesto Che Guevara raccontava, i territori liberati dell’ America, che rendono il senso del buttare il cuore oltre l’ostacolo, di rompere quella grigia noiosità della burocrazia dei visti, dei passaporti, anche dei permessi di soggiorno e degli Sprar che durano tot o e poi buttano gli immigrati in strada perché cosi dettano la legge e le Prefetture e una volta finito il progetto il migrante si trova per strada e a volte non trova un posto dove vivere. A Riace si intuisce che tu voi, non solo tu, ma diciamo i compagni e le compagne che hanno lavorato, hanno dato il loro tempo, hanno scardinato la tristezza della quotidianità, che è appunto quella della burocrazia, di rispettare le scadenze, le regole eccetera, eccetera. E molto grave quello che raccontavi della tua compagna franco palestinese di Rima Hassan, ma tu pensi che ci sia un progetto anche europeo per togliervi di mezzo perché siete troppo scomodi in un’Europa di yes men voi, comunque, tu Ilaria lei siete comunque una voce dissonante…
Sei entrato in un argomento secondo me molto importante che io ho vissuto, quello che sta alla base: chi è stato il mandante della questione Riace, chi ha ostacolato e tentato di distruggere? che cosa? Non Domenico Lucano, ma un messaggio politico e il messaggio politico era proprio legato a quello che stavi dicendo; Riace non ha voluto fare un modello, un progetto, una gestione, quando parlano del modello Riace, non è questo l’elemento che è stato più importante, ma è stato quello di lasciare da parte la questione dei visti, così come vi sto dicendo che anche oggi! Non è l’aspetto più importante quello dei visti. Certo, per i familiari delle vittime è importantissimo, ma non si deve limitare a quello.
Non è un fatto solo burocratico. Il progetto di Riace non è stato burocrazia, è stato prendere parte, è stato essere a Cutro, è stato essere nei CPR, è stato denunciare quello che avviene nelle baraccopoli, come a San Ferdinando denunciare con la presenza, non nel senso di una denuncia di tipo tradizionale, ma di essere presenti e di dire attenzione c’è un’altra possibilità e secondo me questa è all’origine della differenza che c’è stata con tutti i cosiddetti programmi dello Sprar, del SAI e questa è la discriminante, io tante volte non sono stato in grado di spiegarlo bene questo aspetto, ma credo che sia all’origine della volontà di eliminare il villaggio globale di Riace, perché politicamente è inaccettabile perché è normale che io certe volte penso, ma come si può essere dalla parte di chi propone le frontiere chiuse, i confini chiusi, dalla parte di chi schiuma odio?
Come si può essere dalla parte politica di chi propone l’odio come soluzione, di chi propone le deportazioni in Albania, di chi propone le deportazioni nei lager libici, di chi prende la parte dei torturatori, di migranti?
Come si può essere così feroci?
Ecco, la bellezza anche è stata per me tutti questi anni di venire a conoscenza anche di persone come Luca Casarini, che da compagno addirittura è stato vicino a Papa Francesco.
Per me ho vissuto la stessa sensazione con Monsignor Bregantini, il Vescovo di Locri, con il padre Alex Zanotelli, il missionario Comboniano, con un mio con un padre che è stato a Riace, che è un missionario scalabriniano, Salvatore Monti, che aveva fatto dell’altare di Riace un altare di mille colori, bellissimo.
Queste persone mi hanno riempito il vuoto come se abbiamo vissuto anche da Riace, la storia della teologia della liberazione, del Vangelo di Cristo e utopia sociale laica sono uguali.
Meloni, quando parla con quell’odio, deve portare le persone in Albania Meloni, dico Meloni, ma la destra in generale, si dovrebbero vergognare di parlare di valori cristiani. Sono cristiana? Assolutamente no. Non è quello
Ha gridato, sono una donna, sono cristiana. Lei non è cristiana. È proprio l’antitesi del cristianesimo
La destra propone una soluzione disumana, criminale e Trump e Netanyahu sono criminali che andrebbero processati per crimini contro l’umanità, che sono stati complici per quello che hanno fatto.
Anche i momenti che ho vissuto a Cuba, ero sempre condizionato da queste parole, ho pensato tante volte, ma non c’è il limite alla cattiveria degli esseri umani?
Io ero andato a Cuba perché durante il Covid ero a Riace e frequentavo il villaggio globale potete immaginare che significa la sanità che è una precarietà sociale per noi, ma potete immaginare che significhi per i migranti, per quelli del villaggio globale che non hanno per nulla diritto e non avevano alcun tipo di assistenza. E poi ho avuto in soccorso i medici cubani. Mamma mia, pure loro, non si facevano problemi. Vengono da Cuba, li manda il governo, una strategia internazionale proprio di mutuo soccorso, sono venuti per aiutarci. Allora ho pensato, se oggi loro stanno male e c’è una missione umanitaria per portare le medicine, io devo andare per riconoscere perché sono in debito perché con la mia coscienza non mi consente di stare neutrale, poi sono andato, poi abbiamo incontrato le varie realtà, ci sono cose negative, certo, ma molte cose positive, ma soprattutto il senso della disponibilità umana, il senso di come si accolgono le persone, non c’è quel senso un po’ freddo, ma proprio c’è una cordialità aperta. E poi ho voluto anche rimarcare, mi hanno dato la parola, ho voluto dire anche grazie alle persone, alle organizzazioni italiane. Mi è rimasto il ricordo di un ragazzo che si chiama Michele, non me lo ricordo adesso in questo momento il suo cognome, sempre mi dimentico, ma a lui non lo dimentico si chiama Michele e praticamente sta dedicando la vita per aiutare Cuba per aiutare è diventato anche la sua attività diciamo, come lavorativa però concepita con lo percepisci subito quando ha preso la parola quel giorno ho capito Michele sta dedicando la sua vita qua per la storia di Cuba per non voler fare morire il sogno che comunque Cuba è stato per il mondo, con Ernesto Che Guevara, con Fidel Castro.
E poi però ho detto una cosa, attenzione, vedete che io sono qua, perché ho pensato, ma qua si sta creando un equivoco, perché io non sono qua in nome del governo italiano e per conto del governo italiano, e non sono nemmeno per conto del Parlamento europeo, sono per conto di una terra che ha visto concretamente come i medici cubani, sono arrivati per aiutarci. Per quello io sono andato a Cuba.
Credo che questa cosa che hai detto dell’utopia sociale da un lato e del Vangelo di Cristo, come uno scandalo per ritornare a essere umani e per riaffermare l’umanità, sia fondamentale. Forse, speriamo, che chi vede questa intervista, chi fa politica, anche nella sinistra nei partiti, si renda conto di come sia importante recuperare la dimensione dell’umanità e qui in America Latina io ora sono in Bolivia come sai, sicuramente a Cuba ancora di più c’è questa come hai detto tu questa dolcezza questa gentilezza, questa umiltà nelle relazioni, che secondo me noi in Europa abbiamo perso.
E’ vero sono d’accordo.
Grazie Mimmo ti auguriamo tutto il bene possibile, la forza per continuare le Lotte, siamo vicini a Riace, penso che venire a Riace sia una esperienza fondamentale che auguro a tutti e a tutte di fare.











