ProMosaik Poetry è un progetto aperto di ProMosaik Art, convinto dell’importanza della poesia e della terapia della poesia in un’epoca difficile caratterizzata da guerre, militarizzazione, violenza e narrative del potere. Qui di seguito la fondatrice, Milena Rampoldi, presenta il “Manifesto” dei principi fondamentali di ProMosaik Poetry come impulso per posizionare la dimensione della poesia, dell’estetica e dell’impegno per i diritti umani e il dialogo al centro della vita delle persone che aspirano al cambiamento e alla pace.

La poesia non è elitaria

La poesia deve essere resa accessibile a tutti. Siamo tutti poeti. Questo approccio universale alla poesia/poetoterapia è fondamentale per i gruppi emarginati e discriminati. Audre Lorde nel suo saggio “La poesia non è un lusso” afferma:

“Per le donne la poesia non è un lusso. È una necessità vitale della nostra esistenza. È la qualità della luce in cui ancoriamo le nostre speranze e i nostri sogni di sopravvivenza e di cambiamento, che si traducono prima nel linguaggio, poi nelle idee e infine in azioni più concrete”.

La poesia è la voce di chi vuole cambiare il mondo dal basso. Chi considera la poesia come una forza non elitaria, si occupa della poesia dei gruppi emarginati e non la svaluta come poesia sgradevole, ma riconosce il suo sostanziale potenziale di sconvolgimento sociale e politico.

La poesia promuove l’accettazione di sé e il cambiamento sociale

La poesia è un linguaggio creativo ed emotivo che viene dall’anima ed esprime emozioni e sentimenti. Attraverso la poesia si giunge alla conoscenza/accettazione di sé, esprimendo tutto. Nella poesia raccontiamo noi stessi e la nostra storia mediante simboli e immagini.

La poesia influisce sulla società in senso lato e si trasforma nella voce della lotta per i diritti umani, posizionandosi contro guerra, militarismo, oppressione politica, violenza contro le donne e abusi sui bambini. La poesia supera discriminazione e razzismo.

La poesia è allo stesso tempo interdisciplinare, multidisciplinare e transdisciplinare

La poesia crea immagini mentali ancorate alla vita emotiva della persona e della sua cultura e società. Esiste uno stretto legame tra poesia ed espressione artistica generale. La poesia può essere espressa sotto forma di duetti in collegamento con altre correnti artistiche. La poesia è interdisciplinare, multidisciplinare e transdisciplinare. L’interdisciplinarietà rappresenta un’interazione interdisciplinare attraverso la quale si combinano armoniosamente diverse discipline per creare innovazione. La multidisciplinarietà, a differenza dell’interdisciplinarità, non produce l’integrazione, ma l’elaborazione parallela di un argomento in diverse discipline. La transdisciplinarità sostiene la poesia e supera il suo carattere elitario, attribuitole nella storia e dato per scontato in una determinata cultura, senza mai metterlo in discussione. Questo approccio supera il mondo accademico, coinvolgendo i partner sociali nella creazione di conoscenze condivise che combinano competenze scientifiche e pratiche. La poesia trasforma le relazioni interpersonali nella società e nella politica.

La poesia è dialogo

Secondo il concetto di Martin Buber, la poesia è dialogo. La poesia del dialogo, grazie al suo potenziale innovativo, cambia e migliora il mondo locale e globale. La poesia è un luogo di incontro, tra il poeta e se stesso, tra il poeta e il lettore e tra il poeta e la società o il mondo in generale. Il poeta non parla mai con se stesso, ma sempre con un “tu”.

Il dialogo per ProMosaik Poetry significa impegno per la pace e resistenza contro ogni forma di oppressione, discriminazione, esclusione, razzismo e colonialismo.

Ovunque dominano la brutalità e la stupidità, l’indifferenza e la malvagità, la violenza contro le donne, la tratta di esseri umani, l’abuso di bambini e la proliferazione di droghe e prostituzione, l’astuzia e il calcolo del potere. L’autentico socialismo è degenerato e si piega al potere delle lobby delle armi. Gli anarchici sono diventati una forza d’élite. La vita delle persone è priva di senso o svuotata di qualsiasi significato. I gravi problemi economici del mondo capitalista, lacerando sempre più la forbice tra ricchi e poveri, danno un’immagine di un’Europa pericolosa e narcisistica, caratterizzata da declino demografico e passivazione della popolazione, messa a tacere da pane e giochi, digitalizzazione forzata e superficialità.

Questi fenomeni vanno di pari passo con la radicalizzazione del pensiero di destra, diretto contro migranti e richiedenti asilo, e la totale esclusione della dimensione del bello e del vero dalla vita delle persone.

Il brutale genocidio di Israele nella Striscia di Gaza e l’avanzata del sionismo armato con i suoi obiettivi espansionistici-imperialisti, che hanno raggiunto il loro apice con l’attacco allo stato sovrano dell’Iran, la mancanza assoluta di coraggio civile nella vita quotidiana delle persone, capovolgono ogni ideologia.

Gli avversari politici non si combattono più con dialettica ed intelligenza, ma da macchine irrazionali di demonizzazione.

Quello che ci rimane per opporci a questo mondo sono le nostre voci, che possiamo o non possiamo alzare, con tutte le conseguenze possibili e sapendo che possono essere soffocate.

Nel senso di Martin Buber, non vedo il tu come oggetto, ma come soggetto. Per dirlo con le parole di Edward Said, il tu non viene orientalizzato, ma riconosciuto come soggetto autonomo. La lotta contro violenza e brutalità presuppone la promozione di giustizia sociale e diversità. Questo a sua volta presuppone l’esistenza di un contratto sociale diverso da quello capitalista-imperialista. E questo a sua volta presuppone che le persone comunichino e si confrontino con i punti di vista e le idee altrui. Questa comunicazione richiede la rimozione dell’alienazione sociale, controllata dalla demagogia di chi governa. Infine, la lotta contro la violenza e la brutalità presuppone la fine del sistema di dominio, che poggia proprio su questa violenza e brutalità.

L’esclusione e l’emarginazione producono una violenza ancora maggiore. Il silenzio e la rimozione dei problemi favoriscono la violenza. Dove non si pronunciano più parole, dove non ci si impegna più per la diplomazia, parlano le armi sofisticate della nostra era digitale.

La poesia è una forza che cura l’individuo e la società

Per ProMosaik, la poetoterapia è un aspetto importante della poesia e del lavoro con la poesia come forza curativa per l’individuo e la società. La poetoterapia è un approccio innovativo all’arteterapia e presuppone che la scrittura di versi poetici supporti l’autosviluppo. Nel contesto contemporaneo, la poetoterapia si concentra sempre più sull’aspetto biografico della poesia.

Attraverso la poesia, soprattutto per le donne che hanno subito traumi e violenze, è possibile socializzare esperienze di sé e raccontare storie di vita sotto forma di immagini e simboli metaforici. La poetoterapia rafforza l’autostima e la resilienza. Costruisce un ponte tra la psicoterapia e la psicologia sociale e la sociologia psicologica.

Ha un effetto curativo sull’individuo e sulla società

L’aspetto principale della poetoterapia è il suo metodo collaborativo, che può aiutare le persone emarginate e traumatizzate a costruire l’autostima come individui e come gruppo. Il vantaggio della poesia è che è una forma di espressione universale dell’anima umana, che agisce a livello interculturale ed esprime anche il suo potenziale di cambiamento interreligioso.

Nel setting della poetoterapia, la poesia si trasforma in una forza di problem-solving e di elaborazione creativa di soluzioni socio-politiche alternative. La poetoterapia dovrebbe anche superare l’ambito della psicoterapia, affermandosi come socioterapia. Mediante la poetoterapia, le persone rielaborano la propria biografia e ottengono un accesso migliore alle proprie emozioni. L’aumento dell’autostima ha un effetto positivo sulla società come potenziale di cambiamento. Come le soluzioni socio-politiche in una società sono sempre aperte, così lo è anche la poesia. La poesia ci offre l’opportunità di esplorare possibilità alternative e di credere in un cambiamento reale.

La poesia è politica

La poesia è sempre politica, indipendentemente dal fatto che includa un approccio diretto alle questioni politiche o piuttosto consideri la poesia come un ritiro dal campo d’azione politico. Ogni poeta fa parte di una società ed è politicamente coinvolto in essa. La poesia politica autentica si oppone a regimi ingiusti, oppressione, guerra, disuguaglianza o oppressione politica.

La poesia è una forza persuasiva che sprona al cambiamento politico. Possiede potenti mezzi di sconvolgimento e può stimola la lotta per la giustizia sociale e i diritti umani. Anche in campo politico, la poesia non è un “lusso”, perché non è elitaria e abbraccia le idee di tutti, perché siamo tutti poeti. La poesia è la voce degli oppressi.

La poesia è un mezzo per difendere i diritti umani

La poesia per i diritti umani può essere scritta sia da poeti che analizzano e denunciano le violazioni dei diritti umani che dalle vittime a cui danno voce. Una tematica importante della poesia per i diritti umani è la poesia della resistenza contro il colonialismo / neocolonialismo / sionismo.