E’ in libreria “Nata contro”, edito da Mimesis Edizioni, il nuovo libro di Francesca Nodari, filosofa morale, allieva di Bernhard Casper, e direttrice scientifica del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (2008); Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (2011); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro (2013); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (2016); Temporalità e umanità (2017); Donne e Shoah (con A. Foa, 2021). Sua è la nuova edizione critica a Il Tempo e l’Altro di Emmanuel Levinas (2022). Dirige, presso Mimesis, le collane “Chicchidoro” e “Tempo della memoria”. Collabora con La Domenica de “Il Sole 24 Ore”.

Nata contro racconta la storia di Antigone che – dopo aver faticosamente elaborato il rifiuto oppostole dal padre, uomo ingombrante e violento, che la chiamava “ex figlia” – si ritrova a dover nuovamente affrontare questo legame impossibile quando viene chiamata dall’ospedale dove l’uomo è stato ricoverato. Sarà la pietas a spingerla, nonostante tutto, a restare accanto a lui in questa circostanza e a non fuggire di fronte al dolore. E saranno la filosofia e il potere salvifico della parola a permetterle di affrontarlo e superarlo.

Dopo un silenzio di oltre vent’anni, dopo la rielaborazione, apparentemente conclusa, del rifiuto di un padre/padrone che ha saputo darle e dirle solo dei “no”, Antigone si ritrova, di nuovo, ad avere a che fare con quella figura ingombrante che in paese chiamano Belzebù. L’ex-figlia – così Ernesto l’apostrofava – corre in ospedale dopo essere stata informata che l’uomo versa in condizioni molto critiche a causa di circostanze avvolte da un fitto alone di mistero. Cosa fare dinnanzi a una situazione simile? Far fronte al destino o andarsene? Antigone – colei che è “nata contro” – sceglie la porta stretta. La via dolorosa. E lo fa, nuovamente, da sola. Come l’Antigone di Sofocle, si sente murata viva. Qui non c’è da rivendicare la giusta sepoltura di Polinice, ma la pietas nei confronti di un uomo abbandonato e ridotto in fin di vita, con l’aggravante che, quell’uomo, incarna il potere disgustoso di Creonte, che quell’uomo, che era suo padre, l’ha rimossa dalla sua vita, come se lei fosse già morta.

Come ha scritto Maria Rita Parsi nell’introduzione del libro – che proprio alla grande psicologa da poco scomparsa è dedicato – si tratta di «una testimonianza che scuote e commuove, ma anche un testo filosofico e antropologico nel senso più alto: interroga la libertà umana, la colpa, la responsabilità, la violenza familiare come paradigma del male che la società ancora perpetua, spesso in silenzio».

Nata contro costituisce il seguito di Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (pubblicato nel 2016 e riedito per l’occasione da Mimesis nella stessa collana Meledoro), in cui Nodari racconta una storia di paternità negata e del viaggio catartico percorso dalla figlia per accettare la propria vulnerabilità con un grande atto di coraggio.

L’autrice incontrerà i lettori in un book tour in giro per l’Italia. Ecco le prime presentazioni del libro:

  • giovedì 5 marzo, Libreria Università Cattolica del Sacro CuoreBrescia, ore 18, con Marina Calloni e Tonino Zana
  • sabato 7 marzo, Libreria del ConvegnoCremona, ore 17:30, con Michela Garatti.
  • mercoledì 11 marzo, Libreria ZabarellaPadova, ore 18:30, con Anna Pellizzari
  • giovedì 12 marzo, Libreria Ubik, Bergamo, ore 18, con Giulio Brotti

 

Per informazioni, materiale stampa, presentazioni:

Chiara Rea • ufficio stampa
chiararea@gmail.com
tel. 3334829791