๐™„๐™‡ ๐˜พ๐™Š๐™Š๐™๐˜ฟ๐™„๐™‰๐˜ผ๐™ˆ๐™€๐™‰๐™๐™Š ๐™๐™๐˜ผ๐™‰๐™Ž๐™๐™€๐™ˆ๐™ˆ๐™„๐™‰๐™„๐™Ž๐™๐˜ผ ๐˜พ๐™Š๐™‰๐™๐™๐™Š ๐™„๐™‡ ๐˜พ๐˜ผ๐™๐˜พ๐™€๐™๐™€ย ๐™ค๐™ง๐™œ๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ฏ๐™ฏ๐™– ๐™ช๐™ฃ ๐™˜๐™ž๐™˜๐™ก๐™ค ๐™™๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ž ๐™š ๐™ง๐™ž๐™›๐™ก๐™š๐™จ๐™จ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž ๐™จ๐™ช๐™ก๐™ก’๐˜ผ๐˜ฝ๐™Š๐™‡๐™„๐™•๐™„๐™Š๐™‰๐™„๐™Ž๐™ˆ๐™Š ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ซ๐™š๐™ง๐™จ๐™ค ๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™ง๐™š๐™จ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™–๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™ž ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™‡๐™„๐˜ฝ๐™๐™„_
Il nostro posizionamento รจ chiaro: non riteniamo che lโ€™inasprimento delle pene rappresenti una risposta efficace alla violenza di genere o alla questione della sicurezza.ย Il sistema penale, da solo, non libera. Interviene quando il danno รจ giร  accaduto e troppo spesso riproduce le stesse asimmetrie di potere che dovrebbe contrastare.ย Abbiamo bisogno di costruire una societร  in cui non ci sia piรน bisogno del carcere e della polizia. Non รจ una provocazione, ma un orizzonte politico: significa interrogare le condizioni materiali che rendono la punizione la risposta automatica al conflitto.
La sicurezza non si costruisce con le sbarre, si costruisce con relazioni, responsabilizzazione, cura, solidarietร , reciprocitร .ย Si costruisce investendo in casa, reddito, salute, educazione sessuale, servizi accessibili per tutt3.
๐˜“๐‘Ž ๐‘๐˜ณ๐‘œ๐˜ด๐‘๐˜ฆ๐‘ก๐˜ต๐‘–๐˜ท๐‘Ž ๐‘Ž๐˜ฃ๐‘œ๐˜ญ๐‘–๐˜ป๐‘–๐˜ฐ๐‘›๐˜ช๐‘ ๐˜ต๐‘Ž ๐‘›๐˜ฐ๐‘› ๐‘ ๐˜ช๐‘”๐˜ฏ๐‘–๐˜ง๐‘–๐˜ค๐‘Ž ๐‘Ž๐˜ง๐‘“๐˜ข๐‘ก๐˜ต๐‘œ ๐‘Ž๐˜ด๐‘ ๐˜ฆ๐‘›๐˜ป๐‘Ž, ๐˜ฎ๐‘Ž ๐‘๐˜ณ๐‘’๐˜ด๐‘’๐˜ฏ๐‘ง๐˜ข: รจ costruzione di infrastrutture sociali capaci di affrontare il danno senza tradurlo immediatamente in esclusione.
๐˜š๐‘’ ๐‘™๐˜ข ๐˜จ๐‘–๐˜ถ๐‘ ๐˜ต๐‘–๐˜ป๐‘–๐˜ข ๐˜ท๐‘–๐˜ฆ๐‘›๐˜ฆ ๐˜ณ๐‘–๐˜ฅ๐‘œ๐˜ต๐‘ก๐˜ข ๐˜ข๐‘™๐˜ญ๐‘Ž ๐‘๐˜ถ๐‘›๐˜ช๐‘ง๐˜ช๐‘œ๐˜ฏ๐‘’, rischia di diventare un meccanismo di contenimento. Se invece la pensiamo come ๐˜ต๐‘Ÿ๐˜ข๐‘ ๐˜ง๐‘œ๐˜ณ๐‘š๐˜ข๐‘ง๐˜ช๐‘œ๐˜ฏ๐‘’, dobbiamo avere il coraggio di ridurre il ricorso alle sbarre e di investire in alternative concrete.
La questione che resta รจ questa: come possiamo chiedere a una persona di rispondere del danno commesso, mantenendo al contempo uno spazio per la trasformazione?ย E come possiamo costruire sicurezza senza fare della privazione della libertร  la nostra risposta automatica?
Su questa tensione, giuridica e politica insieme, il nostro transfemminismo sceglie di stare.
ย Per approfondire le riflessioni proponiamo tre libri e tre incontri con le autrici:
Martedi 17 marzo “๐™๐’ ๐’ˆ๐™ž๐’๐™ง๐’๐™ค ๐™ฉ๐’“๐™š ๐™–๐’–๐™ฉ๐’–๐™ฃ๐’๐™ž. ๐‘ฐ๐™ก ๐™ฉ๐’†๐™ข๐’‘๐™ค ๐™™๐’†๐™ฃ๐’•๐™ง๐’ ๐’Š๐™ก ๐™˜๐’‚๐™ง๐’„๐™š๐’“๐™š”
scritto dalle donne detenute alle Vallette durante un laboratorio di scrittura creativa durato 9 mesi. La vita in carcere, la famiglia, gli amori, le speranze, le disperazioni, la vergogna, il tempo, il futuro โ€ฆ sono tantissime le suggestioni proposte e sviluppate nei numerosi brani che le donne hanno prodotto mese per mese, 112 i testi che qui sono pubblicati.ย Ne nasce una narrazione corale potente. Potente e struggente, che disvela, a chi ancora vuole chiudere gli occhi, la totale inutilitร  del carcere e la sua aberrante crudeltร .
Martedi 7 aprile ” ๐˜ฟ๐’๐™ฃ๐’๐™š ๐™ค๐’๐™ฉ๐’“๐™š ๐™ž๐’ ๐’„๐™–๐’“๐™˜๐’†๐™ง๐’†. ๐™‹๐’†๐™ง๐’„๐™ค๐’“๐™จ๐’Š ๐’…๐™ž ๐™จ๐’†๐™ก๐’‡ ๐’†๐™ข๐’‘๐™ค๐’˜๐™š๐’“๐™ข๐’†๐™ฃ๐’• ๐’…๐™š๐’๐™ก๐’† ๐’…๐™ค๐’๐™ฃ๐’† ๐’…๐™š๐’•๐™š๐’๐™ช๐’•๐™š”
il testo si propone come guida a una pratica critica e innovativa utile per chi abbia a cuore le doinne recluse, e voglia con loro percorrere una strada in controtendenza : valorazzazione di sรจ. scoperta della propria forza, messa in gioco delle risorse personali e sociali, contro e oltre deficit, colpa e limiti.
martedi 21 aprile “๐‘จ๐™—๐’๐™ก๐’Š๐™ง๐’† ๐’’๐’Š๐™ข๐’‘๐™ค๐’”๐™จ๐’Š๐™—๐’Š๐™ก๐’†. ๐™‡๐’† ๐’‡๐™ค๐’“๐™ข๐’† ๐’…๐™š๐’๐™ก๐’‚ ๐’—๐™ž๐’๐™ก๐’†๐™ฃ๐’›๐™–, ๐’๐™š ๐™ฅ๐’“๐™–๐’•๐™ž๐’„๐™๐’† ๐’…๐™š๐’๐™ก๐’‚ ๐’๐™ž๐’ƒ๐™š๐’“๐™ฉ๐’‚ฬ€”
abolire le prigioni, i confini, le polizie sono gli ambiti da cui il libro parte per allargare il discorso a nuove sfide politiche e sociali.
Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si puรฒ fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: lโ€™ammissione del privilegio e lโ€™impegno per costruire istituzioni altre.
Lโ€™abolizionismo che ci racconta Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali, che sono ormai i due orizzonti indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.