Il 28 marzo la ONG italiana parteciperà alla manifestazione a Roma, in svolgimento contemporaneamente ad analoghe iniziative negli USA e a Londra ed Atene, e comunica:
Parteciperemo per difendere l’articolo 11 “L’Italia ripudia la guerra“, un principio fondamentale della Costituzione italiana che i padri e le madri della nostra Repubblica hanno scritto a tutela del nostro futuro.
Parteciperemo perché da oltre trent’anni, gli ospedali di EMERGENCY curano le vittime dei conflitti: la nostra esperienza ci insegna che la guerra non è mai la soluzione, ma la causa di sofferenza, violenza e ingiustizia che colpiscono per il 90% i civili.
Parteciperemo per portare in piazza la voce dei nostri pazienti di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan, dell’Afghanistan e di tutti i fronti dove i diritti umani vengono quotidianamente sacrificati in nome del potere.
Parteciperemo perché negli ultimi mesi, il governo italiano ha rilanciato l’ipotesi del ritorno alla leva militare.
“Indipendentemente da come il governo deciderà di proporre il reclutamento, rivendichiamo il nostro diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, al servizio militare e alla militarizzazione della società” sottolinea EMERGENCY.
Parteciperemo perché nel 2024, la spesa militare globale ha raggiunto la cifra di 2.718 miliardi di dollari. In Italia, le previsioni per il 2025 indicano una spesa militare record di 32 miliardi di euro (+12,4% rispetto all’anno precedente). Ogni euro investito in armamenti è un euro sottratto alla sanità, all’istruzione e alla protezione sociale.
Destinare 13 miliardi di euro solo all’acquisto di nuovi sistemi d’arma significa ignorare le emergenze sociali del Paese dove, ad esempio, quasi 6 milioni di persone lo scorso anno hanno rinunciato a curarsi anche per ragioni economiche.
“Le guerre appaiono inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle”, diceva Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY.












