Un attacco a tradimento. Trump ha rovesciato i principi della diplomazia: trattare non per raggiungere un accordo condiviso, ma per ingannare l’avversario. La decisione dell’attacco era stata presa da tempo e il momento dell’inizio è stato determinato dal completamento dei preparativi in mare e a terra.

È una guerra che cancella il diritto internazionale e condanna l’Onu ad essere una piazza di dibattito inutile e inascoltato.

In risposta all’aggressione israeliana, l’Iran ha stupidamente attaccato i suoi vicini arabi, alleati impotenti di Washington. Anche se la guerra finirà, i suoi effetti negativi rimarranno a lungo. Sono stati attaccati l’Iraq, gli Emirati, Bahrein, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania e Siria.

I “pericolosissimi” missili iraniani dopo 200 lanci non hanno ucciso nessuno. Dove sono caduti, hanno ferito e rotto un po’ di vetri delle finestre. Le bombe israeliane e statunitensi, invece, oltre a decimare il vertice politico e militare iraniano, hanno assassinato 128 bambine nella  scuola femminile “Minab”, nel sud dell’Iran.

Il fatto grave che ha superato tutti i limiti è stato l’assassinio della guida spirituale iraniana Alì Khaminei. Trump e Netanyahu mirano al cambio di regime a Teheran. Non crediamo che lo otterranno. Hanno soltanto acceso ulteriormente il nazionalismo e aumentato le sofferenze della popolazione dell’Iran e di tutta la regione.

Patetica la posizione dell’Ue e delle potenze europee: non hanno espresso nessuna condanna dell’aggressione, ma si sono affrettate a condannare la reazione, strategicamente sbagliata, di Teheran contro i paesi arabi.

Come nel 2003, i paesi colonialisti hanno creato un nemico, demonizzandolo, e poi hanno distrutto un paese. Una volta in nome della lotta al terrorismo (Afghanistan), poi per esportare la democrazia (Iraq) e adesso nel nome della sicurezza di Israele (unico paese in M.O. a possedere testate nucleari).

E intanto proseguono e si intensificano gli attacchi israeliani a Gaza, Cisgiordania e Libano.

È la politica del dominio, che non porterà alla pace, ma spiana la strada alla legge della giungla e a guerre permanenti.