Potrà prelevare dal proprio conto bancario solo il denaro che gli serve per pagare affitto e vitto. Di viaggiare non se ne parla.

Come ricorderete, quasi due mesi fa la Commissione Europea ha inserito l’ex agente dei servizi segreti svizzeri Jacques Baud sulla lista nera delle sanzioni. Non è stato chiamato a rispondere delle accuse e tanto meno incriminato. L’ex colonnello dell’esercito svizzero vive a Bruxelles. Non ha più accesso al suo conto bancario. La sua carta di credito è bloccata. Non può viaggiare.

All´inizio di febbraio le autorità di Bruxelles gli hanno concesso, «per motivi umanitari», di usare i propri soldi per pagarsi l’affitto di casa e il vitto. Lo ha riferito il quotidiano online della Svizzera occidentale «L’impértinent» dopo un colloquio con Jacques Baud.

L’accusa generica della Commissione Europea è che Baud sia un «portavoce della propaganda russa». La rivista «Weltwoche» ha intervistato Baud la scorsa settimana a Bruxelles:

«Da un giorno all’altro non ho più avuto accesso al mio conto bancario belga. Non posso comprare nulla, non posso pagare nulla. Questo è l’effetto più diretto delle sanzioni. Anche il mio conto svizzero non mi è di alcun aiuto. Infatti, i pagamenti dalla Svizzera al Belgio passano attraverso il sistema finanziario dell’UE. E il sistema finanziario dell’UE li blocca […] Non posso prelevare denaro, né pagare le bollette. Non posso acquistare nulla online né nei negozi. Tutte le transazioni elettroniche sono bloccate».

Il giornalista della «Weltwoche» Daniel Ryser ha commentato: «Lo Stato di diritto crea così una nuova categoria: il cittadino formalmente libero, ma di fatto incatenato. La violenza diventa invisibile, ma non si riduce».

La «propaganda russa» di Jacques Baud

Baud ha lavorato nei servizi segreti. È stato funzionario dell’ONU e collaboratore della NATO. Secondo quanto da lui stesso dichiarato, ha impedito pulizie etniche in Romania, ha negoziato in caso di sequestri di ostaggi, ha mediato tra capi ribelli e diplomatici.

Ha scritto cinque articoli per Infosperber, nei quali ha espresso le seguenti opinioni, che nell’UE non dovrebbero venire diffuse in quanto «propaganda russa»:

  • La promessa non mantenuta che la NATO non si sarebbe allargata verso est. La presenza della NATO al confine russo riduce i tempi di reazione in caso di attacco, annullando così l’effetto deterrente.
  • La Russia è sempre stata un fornitore affidabile di energia.
  • In Ucraina ha avuto luogo un colpo di Stato illegale sostenuto dall’Occidente.
  • Uno studio approfondito dell’annessione della Crimea
  • Uno studio approfondito dell’annessione del Donbas

Due punti di vista

È fuori discussione che l’attacco russo all’Ucraina costituisca una grave violazione del diritto internazionale. La Russia, infatti, non era direttamente minacciata. Tuttavia, esistono due punti di vista sulle cause della guerra:

  1. «La Russia di Putin è imperialista. La Russia ha sempre voluto annettere l’intera Ucraina. Se la NATO non la difendesse, i Paesi baltici e la Polonia sarebbero i prossimi».
    Questo è un punto di vista. Ne sentiamo parlare quasi ogni giorno.
  2. «Gli Stati Uniti volevano da tempo indebolire la Russia ed estendere la NATO ai confini russi. L’Europa occidentale dovrebbe staccarsi dalla Russia e dalle sue forniture energetiche a prezzi vantaggiosi. Dopo l’attacco russo, gli Stati Uniti e i grandi Stati dell’UE preferiscono indebolire la Russia con una guerra continua piuttosto che accettare un’Ucraina neutrale».
    Questo è l’altro punto di vista.

La Commissione Europea definisce «propaganda russa» i fatti e gli argomenti del secondo approccio, secondo cui la guerra sarebbe stata evitabile. Chi li diffonde rischia di fare la fine di Jacques Baud.

I due punti di vista contrapposti fanno parte della guerra dell’informazione e influenzano in modo mirato le informazioni diffuse su Maidan, Crimea, Donbas, accordi di Minsk e svolgimento della guerra.

Nathalie Yamb è sotto sanzioni già dal giugno 2025

Nathalie Yamb © cc

Nathalie Yamb ha una madre svizzera e un passaporto svizzero. Suo padre è originario del Camerun. È nata in Svizzera e ha studiato scienze politiche in Germania. Yamb è una social media influencer e gestisce un proprio canale YouTube che conta oltre mezzo milione di iscritti. Sul suo canale si impegna principalmente per i diritti umani nei paesi africani e denuncia le «condizioni neocoloniali» che esisterebbero ancora oggi. Al centro delle sue critiche c’è la Francia.

Per la Commissione Europea, Yamb è un «portavoce di Putin». Non le viene contestata alcuna violazione della legge e non è mai stata denunciata. Tuttavia da giugno 2025 è sotto le sanzioni dell’UE così come lo è Jacques Baud dal mese di dicembre.

Sul sito web dell’UE si legge quanto segue in merito alla natura di queste sanzioni politiche: «Le sanzioni non hanno carattere punitivo, ma mirano a indurre un cambiamento nella politica o nelle azioni dei soggetti contro cui sono dirette, promuovendo così gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune dell’UE».


Traduzione dal tedesco di Anna Sette. Revisione di Thomas Schmid.

L’articolo originale può essere letto qui