Venerdì 13 febbraio, è stato presentato a Palermo il programma del secondo anno di attività dell’Officina Siciliana di Nonviolenza, una rete di associazioni siciliane che ha scommesso sulla necessità della formazione alla teoria e alla pratica nonviolenta. Spesso l’area del pacifismo è accusata di un apparato di studi e di pratiche debole e generico. L’accusa non è del tutto infondata ed è proprio attraverso il ricorso pensato e organizzato alla nonviolenza che le lotte per la Pace potranno in futuro non solo tornare ad avere credibilità e rispetto nell’opinione pubblica, ma al contempo accogliere tanti cittadini che, pur sentendo nel loro intimo una radicale opposizione alla violenza e alle guerre, restano a volte impotenti, senza strumenti operativi di impegno, specialmente in un tempo in cui la diffusione della cultura bellicista a tutti i livelli, impone una visione di ineluttabilità dell’uso della violenza per la risoluzione dei conflitti.
È necessario – sostengono i fondatori di Officina – ritornare ai maestri della nonviolenza del ‘900, ai tanti casi di risoluzione di conflitti che sono stati risolti – più volte nella storia – senza l’uso di armi. Come ha dimostrato la ricerca di Erica Chenoweth, il più delle volte i conflitti affrontati senza l’uso delle armi, si sono dimostrati più efficaci di quelli gestiti in forma armata e militare. La recente iniziativa della Sumud Flotilla, la cui forza nonviolenta di fronte all’estrema violenza dell’esercito israeliano ha generato larga empatia, è la dimostrazione che questo percorso è possibile.
È proprio a partire da queste riflessioni che è nata l’Officina Siciliana di Nonviolenza che conta al momento varie adesioni individuali e quella di dieci associazioni: Associazione Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto, Associazione Culturale Femminile Le Rose Bianche, Centro palermitano del Movimento Nonviolento, Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, Extinction Rebellion Palermo, Fondazione Emanuele Parrino, Movimento dei Focolari – Sicilia, Associazione I Ricostruttori – Modica, Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) Palermo, Emmaus Palermo.
L’altra sfida di cui i promotori non hanno fatto segreto è quella di un progetto comune e condiviso: “Ci siamo chiesti, durante questo cammino: saremo capaci, tra nonviolenti di costruire un progetto comune? Sembra una frase paradossale, ma molto spesso proprio nelle aree del pacifismo e della nonviolenza si fa fatica a lavorare insieme”.
Come in tutte le grandi sfide ci si è resi conto che il cammino è lungo e a volte incerto, ma nessuno si è pentito di averlo intrapreso e la buona riuscita dei seminari del 2025 ha aumentato l’entusiasmo. Dopo vari momenti, di riunione dopo riunione, il progetto di Officina ha preso corpo: dalla scelta del nome avvenuta a marzo 2024 in uno dei primi incontri fondativi fino all’assemblea del 3 e 4 ottobre 2025 a Bruca (TP) presso la Fattoria Sociale “Martina e Sara”, dove circa 30 persone hanno dato vita alla prima struttura organizzativa con tre gruppi di lavoro: Formazione, Comunicazione e Mappatura. Ciascun gruppo ha individuato un portavoce e i portavoce costituiscono il gruppo di Coordinamento che al momento si riunisce una volta al mese.
Si è arrivati così al programma 2026, molto articolato, che affronterà i seguenti argomenti: Conflitti, Strumenti base per l’analisi e la gestione; Trasformazione nonviolenta dei conflitti; Geopolitica tra guerra e pace; Fondamenti per una difesa non armata e nonviolenta; Casi storici di risoluzione nonviolenta dei conflitti; Il teatro dell’oppresso e la gestione dei conflitti; Il metodo maieutico di Danilo Dolci; Metodi e tecniche nonviolente nella presa di decisioni; Pensiero e prassi gandhiana nel ‘900; Pratiche di nonviolenza oggi; Azione diretta nonviolenta, come prepararsi ad azioni di disobbedienza civile; Aldo Capitini, liberazione dalla violenza e metodo della nonviolenza; Nonviolenza ed Ecologia.
I seminari avranno la durata di otto ore ciascuno. Alcuni avranno una struttura di “primo livello”, altri di approfondimento.
Tra i formatori anche esperti provenienti da altre regioni: Erika Degortes di Transcend International, Giammarco Pisa, di IPRI – CCP, Istituto Italiano di Ricerca per la Pace – Corpi Civili di Pace, Pasquale Pugliese del Movimento Nonviolento di Reggio Emilia, Rocco Altieri del Centro Gandhi di Pisa, Dario Cevoli di Extinction Rebellion. Alcuni di loro erano collegati durante la riunione. L’incontro con questi esperti, oltre ad arricchire il programma consentirà un confronto per i tanti aspetti dello sviluppo organizzativo di Officina.
Nei mesi di marzo e aprile su iniziativa di Officina Siciliana di Nonviolenza anche l’Ateneo di Palermo ha organizzato un Corso di competenze trasversali su Teoria e pratica della gestione nonviolenta dei conflitti. Di questa iniziativa, che vedrà il coinvolgimento di molti dei formatori dei seminari di Officina, ha parlato alla riunione la Prof.ssa Giovanna Minardi, responsabile di questo corso, al termine del quale studenti afferenti a Corsi di laurea umanistici e scientifici riceveranno dei crediti formativi.
Durante la riunione di presentazione delle attività 2026 si è parlato della prossima trasformazione da gruppo sperimentale in associazione con una struttura giuridica, immaginando una collaborazione con qualche realtà già strutturata e con la quale collaborare anche in vista di reperire risorse per le attività future magari attraverso la progettazione europea. Officina ha iniziato per questo a confrontarsi con il Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, che aderisce già dallo scorso anno all’esperienza.
Quest’anno, prima dell’estate, sarà organizzata una seconda assemblea per procedere sempre in forma condivisa e partecipata ad ogni scelta. Officina di Nonviolenza sta cercando di estendere la propria presenza ad altre provincie siciliane e di migliorare le forme comunicative: sarà realizzato un sito internet e si cercherà di migliorare la presenza sui social.
Durante l’incontro si è anche discusso di possibili forme didattiche e divulgative “di piazza” come una possibile “cittadella della nonviolenza” da allestire in una piazza o in un luogo pubblico di Palermo. Anche questo progetto, nato dalla collaborazione tra Comunità dell’Arca di Palermo e il Centro palermitano del Movimento Nonviolento vorrebbe sperimentare una presenza attiva e creativa nella città di Palermo dove recentemente la principale piazza, Piazza Politeama, è stata utilizzata dall’esercito per la promozione delle attività e delle carriere militari anche tra giovanissimi.
per contatti e info: officinadinonviolenza.sicilia@gmail.com












