Riprendiamo la dichiarazione dell’avvocato Francesco Rossi di Padova.
A partire dal momento in cui è stata indetta la consultazione referendaria è in corso una campagna di delegittimazione della magistratura, dai toni ogni giorno più pesanti. Dalla “casa nel bosco”, all’Iman di Torino, dal pestaggio del poliziotto fino alla sentenza civile di condanna dello Stato italiano nei confronti della Sea Wach, il messaggio che viene dalla politica è uno e inequivocabile . Se volete mettere fine a questi che vengono definiti scempi od ostacoli all’azione di governo e delle forze dell’ordine, dovete approvare la riforma della magistratura. È ora di finirla, si dice, con questi giudici politicizzati, è vergognoso che dopo tutta l’attività che svolge la polizia questi vengano messi fuori, è scandaloso che li assolvano, così come che lo Stato sia condannato a risarcire.
Sono affermazioni inaccettabili, che non solo delegittimano la magistratura, ma vogliono demolire il sistema dei diritti e di tutela delle libertà fondamentali.
Il diritto di ogni cittadino ad essere a essere privato delle libertà personali solo in presenza di presupposti previsti dalla legge, il diritto di ogni cittadino di essere giudicato sulla base di quanto emerge nel processo davanti al giudice e non nella gogna mediatica, il diritto di ogni cittadino a essere risarcito di un danno che abbia subito.
Contro questa degenerazione deve levarsi forte e chiara la voce dell’Avvocatura. Non possiamo consentire che la campagna referendaria, a prescindere dall’opinione di ciascuno, sia l’occasione per la demolizione dello stato di diritto. E per essere credibile questa voce deve levarsi ora e adesso, non dopo il referendum, al termine del quale, di questo passo, raccoglieremo solo i resti dello Stato di diritto. Perché i cittadini devono sapere da che parte trovano gli avvocati. E quella parte deve essere sempre la stessa, a prescindere da chi comanda o da chi vorrebbe comandare. La parte della tutela dei diritti, del rispetto delle garanzie fondamentali, dell’osservanza delle regole che ci siamo dati. Diciamo sempre che siamo i custodi dei diritti, le sentinelle delle regole, che l’unica sentenza giusta è quella pronunciata in conformità ai principi di diritto. È ora di ribadirlo. Forte e Chiaro. A tutti.










