Pubblichiamo ampi stralci della Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nel nord-est della Siria, le violenze contro i civili e la necessità di mantenere un cessate il fuoco duraturo, approvata a Strasburgo il 12 febbraio 2026

Il Parlamento europeo […]

1.condanna fermamente tutti gli atti di violenza contro i civili, comprese le esecuzioni extragiudiziali, le sparizioni forzate, le detenzioni arbitrarie, gli sfollamenti forzati e i danni alle infrastrutture civili; sottolinea che tali atti possono costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e, in determinate circostanze, crimini di guerra; esprime preoccupazione per le segnalazioni attendibili provenienti dalle Nazioni Unite, da organizzazioni non governative internazionali e da organizzazioni umanitarie relative a violazioni dei diritti umani perpetrate nelle ultime settimane, in particolare nei confronti della popolazione curda, tra cui diversi episodi di profanazione di cadaveri, sia uomini che donne, di vandalismo contro luoghi di sepoltura, nonché il presunto uso in zone civili di munizioni non guidate;

chiede una rapida indagine sui crimini denunciati contro i civili, commessi sia dalle forze governative che dalle milizie; invita le autorità siriane a fornire un accesso pieno e trasparente a tutti gli organi competenti delle Nazioni Unite, compresa la commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sulla Repubblica araba siriana;

2.esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nel nord-est della Siria, nelle zone urbane a maggioranza curda, tra cui Kobane, Manbij e Qamishli, che hanno subito ripetute interruzioni dei servizi essenziali e danni alle infrastrutture civili, nonché sfollamenti di massa, insicurezza alimentare e accesso limitato all’assistenza sanitaria, all’acqua e ai servizi igienico-sanitari;

evidenzia la situazione a Kobane, città sotto assedio dove i civili stanno soffrendo; chiede corridoi umanitari permanenti e sicuri per tutte le zone assediate e colpite del nord-est della Siria, compresa Kobane; chiede che alle organizzazioni umanitarie internazionali della società civile sia concesso un accesso indiscriminato alle zone bisognose; invita l’UE e i suoi Stati membri a rafforzare l’assistenza umanitaria e il sostegno psicosociale alle regioni colpite, anche a favore delle donne e delle ragazze, nonché la protezione delle donne impegnate nella difesa dei diritti umani e delle organizzazioni della società civile guidate da donne in tutta la Siria;

3.accoglie con favore il recente accordo concluso tra le SDF e il governo di transizione siriano; ribadisce il suo costante e fermo sostegno al cessate il fuoco e al riconoscimento dei diritti civili e dei diritti all’istruzione dei curdi; invita tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa portare a una nuova escalation di violenza, a rispettare gli accordi per il cessate il fuoco esistenti e a sostenere i meccanismi volti a monitorare e mantenere gli impegni di cessate il fuoco;

4.invita tutti gli attori regionali, compresa la Turchia, ad astenersi da qualsiasi azione militare o sostegno ai gruppi armati che rischi di compromettere il cessate il fuoco, la protezione dei civili e le prospettive di una soluzione inclusiva; denuncia i continui interventi militari e le continue aggressioni da parte della Turchia nel nord-est della Siria, anche con attacchi mortali contro civili e infrastrutture civili in città e province a maggioranza curda lungo la frontiera tra i due paesi; esorta il governo turco a porre immediatamente fine al suo coinvolgimento militare nel nord-est della Siria e a permettere lo svolgimento di negoziati per una soluzione pacifica tra il governo di transizione siriano e le SDF; invita la Commissione, il SEAE e gli Stati membri ad affrontare il coinvolgimento turco in Siria nell’ambito di scambi bilaterali con il governo turco; sottolinea che qualsiasi accordo in materia di sicurezza deve essere conforme al diritto internazionale e rispettare l’integrità territoriale della Siria, e non deve comportare sfollamenti forzati o operazioni di ingegneria demografica;

5.ribadisce che la stabilità nel nord-est della Siria è di rilevanza cruciale per la riuscita di una transizione politica globale, inclusiva e giusta in Siria; invita le autorità siriane a garantire la protezione e i diritti fondamentali delle comunità etniche e religiose della Siria, tra cui arabi, curdi, sunniti, sciiti, alawiti, cristiani, drusi e yazidi; insiste sul fatto che la protezione della diversità etnica e religiosa della Siria, compresi il pieno riconoscimento della comunità curda, la sua partecipazione politica e la parità dei suoi diritti, è essenziale per salvaguardare la pace civile e garantire una Siria stabile e inclusiva; invita il governo di transizione siriano a sancire tali diritti nella Costituzione siriana, rispettando nel contempo il principio fondamentale dell’integrità territoriale della Siria; […]

7.esprime profonda preoccupazione, in particolare, per il rischio rappresentato dall’elevato numero di combattenti e affiliati di Daesh che sono fuggiti dai campi e dai centri di detenzione nel nord-est della Siria; avverte che il graduale spostamento del problema dei detenuti di Daesh in Iraq rischia di creare nuove forme di incertezza e dipendenza dalle capacità e dalla volontà politica di paesi terzi; sottolinea inoltre che qualsiasi trasferimento o rilascio di combattenti e sospetti affiliati adulti di Daesh all’interno della Siria o in paesi terzi, compresi l’Iraq e la Turchia, deve rimanere soggetto a disposizioni efficaci in materia di custodia, monitoraggio e condivisione delle informazioni, anche in caso di trasferimenti transfrontalieri, al fine di evitare fughe o movimenti non monitorati […]; invita la coalizione internazionale, compresi gli Stati Uniti, ad adottare senza ritardo tutte le misure necessarie per attenuare tale rischio per la sicurezza e invita l’UE a fornire il sostegno necessario a tal fine; […]

9.deplora l’annuncio dell’amministrazione statunitense secondo cui porrà fine all’operazione Inherent Resolve e ritirerà le truppe statunitensi dalla Siria e dall’Iraq; invita l’UE, gli Stati membri e i paesi che condividono gli stessi principi a intensificare gli sforzi per combattere qualsiasi recrudescenza di Daesh, che minaccerebbe la sicurezza della Siria, della regione e dell’Europa […]; invita l’UE e i suoi Stati membri a intraprendere azioni concrete per garantire la gestione a lungo termine dei detenuti e dei campi di Daesh;

10.[…] evidenzia la necessità di una maggiore protezione delle donne, compresi un accesso umanitario sicuro e servizi sensibili alla dimensione di genere;

11. ricorda il contributo decisivo delle forze curde nella lotta contro Daesh, compreso il ruolo delle donne combattenti, e plaude alla loro eccellente cooperazione con la coalizione internazionale nella lotta dell’UE contro il terrore seminato da Daesh e la minaccia che lo stesso rappresenta per l’Europa, i suoi cittadini e le sue capitali; ricorda e plaude al coraggio e alla determinazione delle innumerevoli donne curde che hanno coraggiosamente guidato la lotta contro Daesh, da cui sono state costrette a subire brutalità inimmaginabili; invita le autorità siriane a indagare sugli atroci crimini perpetrati da Daesh, in particolare contro la comunità yazida; sottolinea che una stabilità duratura in Siria richiede il riconoscimento dei sacrifici compiuti dalla comunità curda, delle loro legittime preoccupazioni in materia di sicurezza e della loro rappresentanza politica, comprese garanzie per i diritti delle donne e la loro partecipazione significativa alla vita pubblica;

12.esorta le autorità siriane a intensificare gli sforzi per includere tutte le componenti della società siriana nel processo decisionale;[…]

13.invita il SEAE e gli Stati membri a intensificare gli sforzi diplomatici volti ad allentare le tensioni, proteggere i civili e creare un clima di fiducia in Siria e nella regione nord- orientale del paese;

14 […] accoglie con favore il pacchetto di sostegno finanziario della Commissione di circa 620 milioni di euro per il 2026 e il 2027 e invita l’UE e i suoi Stati membri a continuare a fornire assistenza umanitaria e sostegno alla ripresa rapida nel nord-est della Siria, prestando particolare attenzione alla protezione dei civili, alla resilienza delle comunità locali e al sostegno alla società civile siriana, alle organizzazioni indipendenti per i diritti umani e alle iniziative locali di costruzione della pace; […]

16. sottolinea che qualsiasi impegno con le autorità siriane deve rimanere subordinato a progressi tangibili e verificabili in materia di protezione dei civili, nonché al rispetto degli accordi per il cessate il fuoco, dei diritti umani e dei diritti delle minoranze;

17.incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alle Nazioni Unite e agli attori siriani e regionali pertinenti, e chiede che la presente risoluzione sia tradotta in arabo e in curdo.

dal Documento di seduta del Parlamento Europeo (2026/2602RSP) leggibile qui nella versione integrale: https://oeil.europarl.europa.eu/oeil/it/procedure-file?reference=2026/2602(RSP)