Dopo il decimo articolo sul miglioramento degli accessi al centro storico e alle ZTL, con annesso sermoncino sulla sostenibilità e rigenerazione urbana, mi sono andato a cercare quanto previsto dalle norme vigenti proprio su accessi e vie di fuga dai centri storici, alla luce dei recenti eventi meteorologici. Ricordo che i centri storici devono assolutamente prevedere vie di fuga e centri di raccolta in caso di eventi straordinari (terremoti, alluvioni, incendi, etc.).
La normativa italiana sulla protezione civile, in particolare il Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018), obbliga ogni Comune a dotarsi di un Piano di Emergenza Comunale (PEC), che deve includere specifiche procedure per le aree a maggiore vulnerabilità, spesso rappresentate proprio dai centri storici.
Ecco i punti chiave riguardanti la gestione delle emergenze nei centri storici
– Difficoltà logistiche: I centri storici sono spesso caratterizzati da strade strette e alta densità edilizia, il che rende il passaggio dei mezzi di soccorso non sempre ottimale.
– Pianificazione necessaria: Per sopperire alla conformazione urbanistica, il Piano di Emergenza deve definire con precisione vie di esodo chiare e spazi aperti (piazze, parchi) da utilizzare come aree di raccolta sicure, lontane da edifici a rischio crollo.
– Sicurezza dei beni culturali: La gestione dell’emergenza in queste zone implica la tutela non solo delle persone, ma anche del patrimonio costruito.
Evacuazione a zone: A causa della complessità, nei centri storici può essere prevista un’evacuazione generale a zone o progressiva.
In sintesi, l’assenza di vie di fuga o centri di raccolta in un centro storico costituirebbe una grave carenza nella pianificazione della sicurezza comunale.
Ma ovviamente Palermo ha un piano! Il nostro si chiama Piano di Protezione Civile, ma svolge esattamente la funzione del PEC.
Al 2026, il portale ufficiale della Protezione Civile di Palermo fornisce informazioni aggiornate e mappe interattive per la gestione delle emergenze e permette di leggere o scaricare i relativi file.
Ho dato un ‘occhiata e cito quello che esamina il rischio di alluvione nelle zone che sono state recentemente (l’altro sul rischio sismico è anche peggio):
“Le forze dell’ordine (comando di Polizia Urbana) istituiranno, nelle sotto elencate località, posti di blocco denominati cancelli, allo scopo di regolamentare la circolazione in entrata e in uscita dalle zone a rischio.
I Cancelli sono indicati nella cartografia del modello di intervento con il simbolo di “divieto di accesso”.
Posizionamento dei cancelli Cancello 1 – Via Matteo Bonello all’intersezione con il C.so V. Emanuele Cancello 2 – Corso Alberto Amedeo all’intersezione con la Via E. Lascaris Cancello 3 – Discesa dei Giovenchi all’intersezione con la Via Maqueda Cancello 4 – Via Spirito Santo – P.za Degli Aragonesi Cancello 5 – (da eventualmente aggiungere secondo le indicazioni dal comando di P.M.) Cancello 6 – (da eventualmente aggiungere secondo le indicazioni dal comando di P.M.)
Informazione ai cittadini – L’Ufficio di Protezione Civile, con l’ausilio di automobili provviste di megafoni, avviserà i cittadini residenti nell’area esondabile sulla necessità di allontanarsi rapidamente dai luoghi per recarsi nelle aree di attesa dove verrà fornita loro la necessaria assistenza.
Piano di evacuazione – Oggetto dell’evacuazione è la popolazione residente ai piani terra nelle aree individuate e perimetrate come aree inondabili. Il numero delle persone da evacuare risulta dal censimento effettuato e in fase di aggiornato dalle strutture del C.O.C.
Le autovetture private presenti nell’area a rischio, stimate nel numero di 500 circa dovranno essere rapidamente allontanate e temporaneamente parcheggiate in un luogo sicuro.
Zone di attesa e percorsi –  In attesa della conferma circa l’utilizzabilità come centri di prima accoglienza alcune chiese posizionate intorno all’area, state individuate due aree di attesa rappresentate dalla Piazza Sett’Angeli a ridosso della cattedrale e dalla Piazza Stigmate posta tra la Via A. Amico e il Caserma dei Carabinieri di Piazza Verdi.
Le suddette aree di accoglienza dovranno ospitare:
i conducenti delle auto o dei mezzi fatti allontanare dalle aree a rischio;
gli abitanti dei fabbricati fatti evacuare, i disabili e le altre persone che non abbiano altre possibilità di ricovero od ospitalità presso altre famiglie. (vedi cartografia allegata nel depliant da distribuire alla popolazione).
Presidii forze dell’ordine e del volontariato – Le aree di attesa (e/o i centri di prima accoglienza) saranno presidiati da pattuglie della Polizia Municipale (in caso di necessità il Sindaco potrà richiedere l’intervento di altre Forze dell’Ordine al Prefetto) al fine di assicurare il corretto svolgimento delle operazioni di evacuazione. Inoltre, le stesse forze dell’ordine affiancate dalle Organizzazioni di Volontariato, fatte affluire nelle aree a rischio, presso le aree di attesa e presso i centri di accoglienza, provvederanno a controllare, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, l’effettivo allontanamento dalle zone a rischio della popolazione interessata all’evacuazione.
Centri di accoglienza – La funzione di supporto n° 9 (assistenza alla popolazione) provvederà tramite il proprio Data–base una opportuno numero di edifici scolastici, idonei ad accogliere la popolazione per almeno 48 ore.
Presidii radiomobili – Premesso che la natura dei luoghi presenta delle difficoltà per le comunicazioni via etere a causa della conformazione dei luoghi, allo scopo di assicurare una comunicazione continua e costante da e per il C.O.C., sono stati previsti presidi di radioamatori volontari presso ogni postazione di tecnici, i quali effettuano il monitoraggio della situazione e possono comunicare in tempo reale con il C.O.C., le postazioni di volontariato e centro di accoglienza.”

Insomma impreciso, vago superficiale, inadempiente…

ne abbiamo di aggettivi per descriverlo?