Il Movimento No Muos, nato e cresciuto attorno ai comitati  di Niscemi, Messina, Catania, Caltagirone, Ragusa, Piazza Armerina, Palermo e Alcamo, ha sfilato domenica 8 febbraio per le strade di Niscemi in solidarietà alle tante persone colpite dal disastro della frana. Abbiamo voluto essere vicini alle famiglie rimaste private di tutto: la loro casa, il bene principale.

Da anni abbiamo evidenziato l’alta pericolosità del rischio franoso comprendente tutto il paese. Quindi essere vicino alle famiglie va da sé rimarcando le pesanti ricadute per la mancata tutela del territorio e i conseguenti impatti ambientali sempre gridati e mai attenzionati. Per le strette strade abbiamo sfilato, lanciato slogan cantando e sono stati scanditi diversi interventi sulla mediocre informazione dei media: in particolare qualche testata ha riportato in maniera distorta le dichiarazioni rilasciate da attivisti NOMUOS.

La verità è che nulla è stato fatto per la messa in sicurezza del territorio, mentre percorsi tempestivi hanno dato il via a lavori immediati relativi al consolidamento della base militare. È questa la domanda: cosa si è fatto per stabilizzare il territorio il paese? Ci sono nei fatti due pesi e due misure e certo non è una novità: percorsi ingiusti e la mancata attenzione istituzionale. Non è possibile che il comune, le istituzioni, abbiano approvato in tempi celeri il progetto militare statunitense con la base militare M.U.O.S.  sottraendo un bene (la sughereta di Niscemi) già destinato alla Rete Natura Europea: più di 1.660.000 metri quadri di  terreno alla base americana M.U.O.S. (Mobile User Objective System).

Per la costruzione della base militare M.U.O.S sono state sottratte al territorio aree boschive di antiche sugherete e pozzi d’acqua potabile, mentre famiglie niscemesi soffrono la mancanza di beni essenziali e sono dentro un’antica emergenza idrica; significa che manca l’acqua potabile dentro le case quando il sottosuolo è pieno d’acqua, scorrono fiumi sotto il paese e mai nessun lavoro di canalizzazione delle acque si è realizzato; è così che l’emergenza idrogeologica crea la frana.

Niscemi oggi è devastata. Ecco cosa produce lo sfruttamento capitalistico locale riferito anche agli scenari di competizione globale. È stato imposto il modello di sviluppo militare per interessi di potere; in barba al paese e alla volontà popolare. Noi attivisti NOMUOS da più di 13 anni siamo contro questa presenza invasiva USA a Niscemi, con una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano: con antenne, e tre gigantesche parabole che collegate ad altre in Virginia, Hawaii e Australia potenziano gli attacchi nelle guerre, facendo diventare il territorio siciliano scenario di guerra.

Alla fine il corteo si è aperto in piazza Mascione: per uno spunto di ragionamento ognuno ha invitato gli abitanti del posto a esprimere il loro pensiero sulle difficoltà presenti.

Fuori da ogni fantasiosa promessa: l’emergenza richiede attenzione alle fragilità presenti, alla messa in sicurezza, al sostegno economico alle famiglie. Queste sono solo alcune delle voci che si sono espresse e che sono rimaste ancora senza risposta. Eppure la presenza di associazioni di altri paesi, i tanti contributi di solidarietà sono l’esempio del cambiamento: due ragazzi di un’associazione dei Nebrodi con un camioncino pieno di prodotti sono arrivati lì in piazza. Tante, tanti arrivano con doni per le famiglie di Niscemi. Ciò fa sperare in un futuro migliore. Diverso da questo.