Il 23 maggio 2026 il Mudec – Museo delle Culture – si farà casa della parola poetica. Non una semplice rassegna, ma un attraversamento: il Festival Internazionale di Poesia di Milano torna con un titolo che è già una dichiarazione di poetica, Elogio della fragilità. In un tempo che ostenta forza e semplificazione, la poesia sceglie la crepa, la soglia, l’esitazione.

La direzione artistica è affidata a Milton Fernández, editore e fondatore di Rayuela Edizioni, realtà che nel nome richiama l’antiromanzo di Cortázar e la sua idea di letteratura come esperienza da costruire, saltando da una casella all’altra del mondo. «Il festival è intimamente legato alla realtà con la quale viviamo», osserva Fernández. «La poesia non è un ornamento: è uno strumento di conoscenza, una forma di resistenza civile».

Fu il Comune di Milano a chiedergli, anni fa, di immaginare un progetto dedicato alla poesia. Da quell’invito è nato un appuntamento che oggi intreccia editoria, scuole, dimensione internazionale. Rayuela – che pubblica, tra gli altri, volumi come Il cielo sopra Gaza e un’antologia dedicata a Gabriela Mistral – è anche sponsor del festival e promotrice del Premio Internazionale di Poesia Città di Milano, assegnato ogni due anni: al vincitore la pubblicazione di un libro e l’invito ufficiale al Festival Internacional de Arte y Literatura di Santa Ana, in El Salvador, come rappresentante dell’Italia.

Il tema 2026, la fragilità, non è un cedimento ma un varco. «È ciò che trema e dunque è vivo», suggerisce Fernández. Fragile è l’adolescenza che cerca parole, fragile è la memoria che resiste all’orrore, fragile è l’identità che si muove tra lingue e geografie. E proprio in questa oscillazione il festival trova la propria necessità.

La giornata si apre con i ragazzi del liceo linguistico Severi-Correnti: Lo sguardo e la parola è un laboratorio che insegna a riconoscere le emozioni e a trasformarle in scrittura. Segue l’esperienza trentennale del Laboratorio di lettura e scrittura creativa della Casa di reclusione di Opera: Oltre gli ostacoli, calendario poetico-fotografico ispirato a Olimpiadi e Paralimpiadi, è un gesto contro il pregiudizio, nel solco rieducativo della pena.

Nel pomeriggio, l’omaggio a Stefano Benni – tra ironia, satira e jazz – dialoga con il Poetry Slam, dove la parola si fa performance. La poesia indigena brasiliana al femminile porta al Mudec un femminile ancestrale, mentre l’incontro La lingua in cui vivo riunisce autori provenienti da Palestina, Senegal e Uruguay per interrogare il “dispatrio” creativo. Non mancano la poesia civile – in un libro corale che testimonia l’orrore di un eccidio contemporaneo – e l’omaggio a Gabriela Mistral, Nobel 1945, voce luminosa della maternità e della giustizia sociale.

Alle 17.30, nell’Agorà, l’installazione di Chiharu Shiota (The Moment the Snow Melts) diventa scena per Sonetto d’inverno: neve come lingua antica che attenua e rivela. La serata si chiude con la proclamazione del Premio.

La fragilità, allora, non come resa ma come coscienza. «Riconoscere il limite – insiste Fernández – significa aprirsi alla cura». In un’unica giornata, dalle 11 del mattino alla sera, Milano si lascia attraversare da voci che vengono da lontano e da vicino, da celle e aule scolastiche, da continenti diversi.

Per partecipare al Premio Internazionale di Poesia Città di Milano 2026 occorre inviare entro il 28 febbraio una poesia inedita in lingua italiana, non oltre i cinquanta versi. Nessuna quota d’iscrizione: la cultura, qui, è servizio. Il testo vincitore sarà annunciato al Mudec e pubblicato in antologia da Rayuela.

In un’epoca che teme ciò che vacilla, il festival sceglie di sostare proprio lì, dove la parola è più esposta. Perché è nella fenditura che entra la luce, e la poesia – ancora una volta – si fa atto necessario.

Programma – 23 maggio 2026, Mudec (Museo delle Culture)

Ore 11 – Spazio delle Culture
Lo sguardo e la Parola – con IIS Severi-Correnti (a cura di Rossana Bartolo)

Ore 12.30 – Spazio delle Culture
Oltre gli ostacoli – Laboratorio Casa di reclusione di Milano Opera

Ore 13.30 – Spazio delle Culture
Comici Spaventati Lettori – Omaggio a Stefano Benni

Ore 14 – Bistrot
Fragile Poetry Slam – conduce Paolo Agrati

Ore 15 – Spazio delle Culture
La madre del Brasile è indigena – con Sheila Maués Autiello e Marianna Scaramucci, Ilenia Corradin.
TarotPoesia – esperienza partecipativa – con Lucia Bellonese

Ore 15.30 – Spazio delle Culture
La lingua in cui vivo. Letteratura & Identità – con Khaled Soliman Al Nassiri, Modou Gueye, Angel Galzerano

Ore 16 – Spazio delle Culture
Fragilità – con Simone Fanti, Luis Portilla, Antonio Paiola, Carlo Marconi

Ore 16 – Bistrot
Microfono aperto (a cura di Serena Rossi)

Ore 17 – Spazio delle Culture
Era quello il tempo del ferry-boat – con Francesco Iarrera
Presentazione antologia poetica civile
Omaggio a Gabriela Mistral

Ore 17.30 –Spazio delle Culture

Il cielo sopra Gazza – Antologia

18.30 –Spazio delle Culture

Gabriela Mistral. Antologia –con Claudia Sanchez Azua Lorella De Luca

Partecipazione di Christian von Loebenstein – Console Generale del Cile a Milano Amb, Juan Carlos Castrillòn – Console Generale dell’Ecuador a Milano.

Ore 19.30 – Agorà
Sonetto d’inverno – con Lorella De Luca, Elisabetta Cagni, Kristján Hreinsson

A seguire
Premiazione del Premio Internazionale di Poesia Città di Milano 2026.

 

Per saperne di più: https://rayuelaedizioni.it/blogs/notizie/premio-internazionale-di-poesia-citta-di-milano-antonio-giuseppe-malafarina