Mastodon Vai al contenuto
Pressenza
Newsletter | Donazione
  • Italiano
    • English
    • Español
    • Deutsch
    • Français
    • العربية
    • Català
    • Ελληνικα
    • Português
    • Русский
    • বাংলা
×
  • Pressenza
    • Chi siamo
    • Partners
    • Contatti
    • Impressum
  • Eventi
  • Internazionale
  • Regione
    • Africa
    • Asia
    • America Centrale
    • Europa
    • Medio Oriente
    • Nord America
    • Oceania
    • Sud America
  • Argomento
    • Cultura e Media
    • Non discriminazione
    • Ecologia ed Ambiente
    • Economia
    • Educazione
    • Genere e femminismi
    • Salute
    • Diritti Umani
    • Umanesimo e Spiritualità
    • Popoli originari
    • Questioni internazionali
    • Migranti
    • Nonviolenza
    • Pace e Disarmo
    • Politica
    • Scienza e Tecnologia
    • Giovani
  • Cronaca
  • Interviste
  • Opinioni
  • Comunicati Stampa
  • Fotoreportages
  • Radio
  • Video

Cerca

×
Pressenza
  • English
  • Español
  • Deutsch
  • Français
  • العربية
  • Català
  • Ελληνικα
  • Italiano
  • Português
  • Русский
  • বাংলা

La rete del dissenso

11.02.26 - Roma - Ray Man
(Foto di Redazione Roma)
Sabato ci siamo visti a Roma su invito di Ginevra Bompiani in un convegno per creare la rete del dissenso. Emerge dai monologhi di Moni Ovadia, Ugo Mattei e tanti altri una visione frammentata. Non sarà facile la convergenza per tanti gruppi, ognuno con la sua specifica identità. Come mai?
Il 70% dei cittadini non conta un cazzo nelle scelte della politica. Il 50%dei cittadini ha capito che il proprio voto non conta un cazzo, perché sono 30 anni che ci fottono. E non va a votare. Quindi oggi si vincono le elezioni con il 25% del consenso reale di tutti i cittadini maggiorenni, anche il 24% con questa legge elettorale. E infatti il 25% dei cittadini apprezza il lavoro del governo Meloni su tasse, salari e pensioni. Questa è ingegneria del consenso. La borghesia domina, gli altri soffrono, ma non importa, perché la destra vince con il consenso dei suoi protetti, i borghesi. Non dimenticate, basta il 24% dei cittadini per vincere.
Esiste anche l’ingegneria del dissenso. Lo ha svelato un saggista tedesco. Dopo il crollo del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica la CIA ha usato il vecchio motto dell’antica Roma, divide et impera.
Le lotte di mille sigle diverse non sono un caso. La balcanizzazione sociale e politica è il risultato di decenni di lavoro dei servizi segreti per incentivare e promuovere l’auto ghettizzazione di mille lotte giustissime ma divise in mille gruppi, mentre prima del 1991 ne esisteva una sola: il Partito Comunista, che riusciva a raccogliere tutte le istanze sociali sotto un’unica bandiera.
Oggi abbiamo per ogni battaglia una bandiera, nessuno è più riuscito a far convergere tutte le istanze sotto una sola bandiera. E la sinistra in Parlamento ha perso gran parte della sua credibilità.
Quindi partiamo dalla consapevolezza che siamo inconciliabili, partiamo dalla consapevolezza che da soli non contiamo nulla.
Partiamo da qui per iniziare un percorso in cui ogni realtà abbraccia tutte le altre realtà, con la propria peculiare identità, rinunciando al fanatismo per guardare insieme verso un orizzonte comune di sogno, di utopia, di speranza e di nonviolenza, con la concretezza pragmatica che solo un’ autentica e forte volontà di mescolarsi accettando le diversità potrebbe creare una vera rete capace di pescare nell’impossibile, nell’inaudito, nel territorio non esplorato, dove si può costruire l’orizzonte Comune.
Categorie: Opinioni, Politica
Tag: dissenso, Ginevra Bompiani, lotte

Ray Man
Poeta ribelle

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.


Acconsento a che Pressenza IPA mi informi via e-mail sulle notizie che vengono pubblicate e anche su altre interessanti informazioni e attività. I miei dati saranno utilizzati solo per tale scopo. I dati saranno passati a terze parti solo se necessario per la realizzazione del suddetto scopo. Posso revocare il mio consenso in qualsiasi momento via e-mail all'indirizzo info@pressenza.com o utilizzando il link contenuto nelle e-mail inviatemi da Pressenza IPA. E' possibile avere ulteriori informazioni consultando le informazioni sulla protezione dei dati.

Donazione

Sostieni il giornalismo per la pace e la nonviolenza con una donazione.

Fare una donazione
Articoli raccomandati
Display recommended
Category: 162
Exclude ID: 2675504
Produzioni di Pressenza
         

Cessate il fuoco

Presidi per la Pace

Storie africane

Catalogo dei Documentari

Canale di YouTube

Racconti della Resistenza

Campagne

Pressenza
Agenzia stampa internazionale per la pace, la nonviolenza, l'umanesimo e la nondiscriminazione con sedi a Atene, Barcellona, Berlino, Bogotà, Bordeaux, Bruxelles, Budapest, Buenos Aires, Città del Messico, Córdoba (Argentina), Firenze, Lima, Londra, Madrid, Manila, Mar del Plata, Milano, Monaco di Baviera, Mosca, New York, Nuova Delhi, Palermo, Parigi, Porto, Quito, Roma, San José de Costa Rica, Santiago del Cile, San Paolo del Brasile, Torino, Valencia e Vienna.

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Protezione dei dati
  • Impressum
  • Alcune delle immagini di repertorio sono fornite da Depositphotos

Abbiamo a cuore la tua privacy

Utilizziamo i cookie per analizzare il nostro traffico e per incorporare contenuti di terze parti. Facendo clic su "Accetto", si accetta l'uso dei cookie.