Lo scorso venerdì 6 febbraio una delegazione internazionale di giovani da tutta Europa, che si trova nel nord-est della Siria, ha rilasciato una dichiarazione a proposito delle condizioni della popolazione civile e dell’assedio della città di Kobane. La dichiarazione è stata rilasciata nella città di Qamishlo assieme alla Mezzaluna Rossa Kurda (Who we are? – Kurdish Red Crescent), un’organizzazione sanitaria indipendente della regione.

Siamo un gruppo di giovani provenienti da diversi paesi europei che si è recato nel nord-est della Siria, una regione attualmente teatro di una guerra brutale, minacciata dal genocidio e da una grave crisi umanitaria.

Lo scopo della nostra visita era valutare la situazione umanitaria e verificare i resoconti di violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione civile. Ciò che abbiamo visto contraddice gran parte delle notizie riportate dai media internazionali, che sono state fuorvianti o incomplete.

Il nord-est della Siria ospita un progetto democratico unico nel suo genere, basato sui diritti delle donne, sull’ecologia e sulla coesistenza pacifica tra comunità e popoli differenti. Dal 6 gennaio, questo progetto è sotto attacco da parte del governo di transizione siriano e dei gruppi armati affiliati all’ISIS e all’Esercito Nazionale Siriano, sostenuto dalla Turchia. Questi attacchi hanno comportato il rilascio di miliziani dell’ISIS dalle prigioni in cui erano detenuti e efferati crimini di guerra, tra cui violenze contro le donne, uccisioni di civili e bombardamenti di strutture sanitarie civili.

La situazione umanitaria è critica. Kobanê è sotto assedio, i civili devono affrontare una grave carenza di cibo e forniture mediche, i bambini muoiono di freddo, acqua ed elettricità sono state interrotte. La situazione è aggravata dal fatto che decina di migliaia di persone sfollate durante le settimane e i mesi precedenti hanno cercato riparo a Kobanê, che ora accoglie oltre 200 mila persone.

La crescente influenza dell’ISIS e di altri gruppi islamisti rappresenta una grave minaccia per la regione e per il mondo intero.

Chiediamo alla comunità internazionale di sostenere con urgenza la popolazione della Siria del Nord-Est, di ritenere responsabile il governo di transizione siriano e di sospendere ogni sostegno finanziario e politico a esso, fino a quando non saranno garantiti i diritti e la sicurezza di tutti i popoli e gruppi etnici in Siria.

Chiediamo l’immediata attuazione del cessate il fuoco e la piena applicazione dell’accordo del 29 gennaio, comprese le garanzie per i diritti dei civili e il ritorno degli sfollati.

La delegazione internazionale in Siria del Nord-Est