Macerie in mare
Il numero totale delle vittime a Gaza ha superato i 72 mila uccisi: 72.027 e i feriti sono 171.651. Le cifre riguardano soltanto coloro che sono giunti negli ospedali. Almeno 10 mila sono i corpi dei dispersi sotto le macerie.
Adesso i piani degli investitori immobiliaristi statunitensi ed europei vorrebbero nascondere questo crimine sotto le acque del mare, con il pretesto dell’economicità per lo smaltimento dei 70 milioni di tonnellate di macerie e l’allargamento dei terreni edificabili. Crimine contro l’umanità, business e inquinamento in un colpo solo.
Strade
Uno dei problemi che la popolazione della Striscia vive in ogni momento è quello dei trasporti. Mancanza di carburanti e distruzione sistematica di tutte le strade, da parte dell’esercito israeliano, rendono lo spostamento da un posto all’alto una missione impossibile.
Oltre ai bombardamenti, l’esercito israeliano ha divelto con i bulldozer tutte le strade, trasformando le vie asfaltate in un cumulo di fango e detriti, che con le piogge si sono trasformati in laghi impraticabili.
Per impedire ogni intervento di riparazione, Israele ha distrutto tutte i macchinari di movimento terra delle amministrazioni comunali e ne ha impedito l’ingresso di nuovi.
In Cisgiordania, il piano di espansionismo coloniale e annessione dei territori palestinesi allo stato israeliano si esplica maggiormente nella costruzione della strada denominata col numero “45”, che si estende per 6 km a nord di Gerusalemme, con l’obbiettivo di collegare le colonie ebraiche e separare la città dal suo hinterland palestinese.
La strada viene costruita su terreni agricoli di villaggi palestinesi e demolendo case ed edifici di proprietà palestinese. Secondo un’inchiesta di un giornale israeliano, sono 70 le costruzioni di proprietà palestinese demolite per permettere la realizzazione di questa arteria segregazionista. Oltre 150 i donum di terreni agricoli confiscati ai contadini palestinesi.
Il Grande Inganno
In modo surrettizio, tramite le veline ai media statunitensi, Trump ha annunciato che il prossimo 19 febbraio si riunirà il suo privatissimo Board of Peace. Non è stato definito ancora il luogo, che probabilmente sarà Washington, ma la data coincide con l’inizio del mese di Ramadan, il mese del digiuno islamico che nella tradizione religiosa musulmana rappresenta il mese di pace per eccellenza.
Quello di Trump è un messaggio subliminale, per vendere una merce avariata. Infatti la data del 19 coincide con la presenza di Netanyahu alla Casa Bianca, per un vertice con Trump sull’Iran.
In Iran, infatti, gli Stati Uniti hanno completato l’installazione dello scudo anti-missilistico in tutte le basi militari Usa della regione. Nella base giordana Al-Burj 22, al confine con Siria e Iraq, sono arrivati anche i grandi bombardieri con gli aerei per il rifornimento in cielo.
La Gran Bretagna ha spostato nella sua base militare a Cipro sei F-35.
I movimenti militari di quelli che furono i due alleati nella guerra contro l’Iraq del 2003 non promettono nulla di buono. Sono preparativi di guerra imminente e si teme che la trattativa svoltasi venerdì a Muscat sia soltanto una tattica temporanea per guadagnare tempo.










