Nell’Italia repubblicana fondata sul lavoro si muore nei con-tratti negati e affidati a caporali di giornata, pre-datori di lavoro che arruolano fattorini-migranti senza tempo con servizi sottopagati e gettati nelle strade ciclabili e nel caos di una città stra-fottuta, amata e affondata nei consumi.

Nell’Italia repubblicana si ripudiano le guerre e la propaganda fallace di una banda larga appende le croci uncinate nelle remigrazioni da tra-montare nei centri albanesi e nei processi mediatici che infangano la magistratura e la tengono appesa al potere esecutivo super-protetto dalle piatte-forme digitali e satellitari.

Nell’Italia repubblicana si protegge il suolo e gli Stati nazionalisti giurano blocchi navali sul van-gelo di un Consiglio di pace che rompe gli argini della sicurezza ambientale e ri-edifica palazzi, piscine e giardini pensili in una Striscia di terra spianata e colonizzata senza la ri-nascita del popolo palestinese.

Nella Carta repubblicana tutti hanno il diritto di manifestare ed essere protetti e non aggrediti da chi esegue ordini accecati dall’ira e calpesta la democrazia e lo stato di diritto, solido nel man-tenere in vita l’energia pulita dei valori, dove non c’è spazio per i comandi illeciti e per le azioni di pancia… allo sbaraglio.