Il Cancelliere Friedrich Merz ha infranto un tabù storico dichiarando insostenibile l’attuale stato sociale. La Germania, un tempo locomotiva d’Europa grazie alla Soziale Marktwirtschaft (economia sociale di mercato), si trova oggi in un “pantano” economico causato da un welfare diventato ipertrofico.

I Punti Chiave della Crisi:

    • Insostenibilità Finanziaria: La spesa sociale assorbe il 31% del PIL (circa 1,3 trilioni di euro). Il sistema pensionistico è sotto pressione: nel 1962 c’erano sei lavoratori per ogni pensionato, oggi il rapporto è sceso a due a uno.
    • Perdita di Competitività: I costi del lavoro non salariali (contributi previdenziali) sono saliti al 42,5% degli stipendi, frenando assunzioni e investimenti.
    • Crisi Industriale: Il settore automobilistico (VW, Mercedes, BMW) è in difficoltà a causa di costi energetici elevatissimi (elettricità fino a 5 volte più cara rispetto agli USA), regolamentazioni pesanti e la concorrenza asiatica nell’elettrico.
  • Indicatori Allarmanti:
    • Crescita del PIL quasi nulla o negativa dal 2017.
    • Disoccupazione ai massimi da 12 anni (oltre 3 milioni di persone a gennaio 2026).
    • Debito pubblico in forte ascesa per finanziare i sussidi (previsione di 174 miliardi di prestito nel 2026).

La Radice del Problema

La Germania è vittima di un’illusione: credere che la redistribuzione della ricchezza possa superare la sua creazione. Il “freno al debito” costituzionale è stato aggirato e la resistenza politica alle riforme (dovuta all’elettorato anziano) impedisce il cambiamento necessario.

Secondo Mertz la Germania deve tornare al “realismo economico” che permise il miracolo del dopoguerra. Secono il cancelliere se il Paese non riuscirà a riformare il proprio welfare in linea con la produttività reale, rischia di trascinare con sé l’intera credibilità fiscale e stabilità dell’Europa. Il modello sociale tedesco è diventato un peso che l’economia non riesce più a sorreggere, trasformando l’ex locomotiva d’Europa in un sistema stagnante e indebitato che necessita di riforme radicali.

Quello che Mertz non dice è che l’impatto del riarmo sullo stato sociale tedesco rappresenta oggi il “dilemma del burro o dei cannoni” più drammatico della storia europea recente. In Germania, questo scontro non è solo economico, ma è diventato una vera e propria crisi di identità politica.

Ecco un’analisi dettagliata di come la spesa militare stia drenando risorse e ridisegnando le priorità del welfare:

Il Sorpasso nei Bilanci: Numeri a Confronto

Per decenni, la Germania ha mantenuto la spesa per la difesa ben al di sotto del 2% del PIL, destinando il grosso della sua ricchezza alla protezione sociale. Oggi la situazione è invertita:

  • Budget Difesa 2026: È previsto un investimento record di 108,2 miliardi di euro, una cifra colossale che combina il bilancio ordinario (82,7 miliardi) e il fondo speciale Sondervermögen.
  • Obiettivo 2029: Il governo punta a spendere il 3,5% del PIL per la difesa, una quota che metterebbe la Germania ai vertici mondiali, ma che richiede lo spostamento di enormi flussi di denaro pubblico.

La “Deroga Militare” vs il Rigore Sociale

La svolta politica più significativa riguarda il “Freno al Debito” (Schuldenbremse). Mentre per sanità, scuole e sussidi vige un rigore ferreo, la Germania ha chiesto e ottenuto deroghe per la spesa militare:

  • Trattamento Speciale: La difesa è stata definita un’emergenza di sicurezza nazionale, permettendo di finanziare il riarmo a debito.
  • Il Taglio al Welfare: Friedrich Merz e le correnti conservatrici sostengono apertamente che, poiché la difesa è prioritaria, il welfare deve essere ridimensionato. L’idea è che la Germania non possa più permettersi un sistema di protezione così generoso se deve contemporaneamente diventare la prima potenza militare d’Europa.

Effetti Diretti sui Cittadini

Il riarmo non è a costo zero per il cittadino comune:

  • Pressione sui sussidi: Programmi come il Bürgergeld (reddito di cittadinanza tedesco) sono sotto attacco. Si discute di riduzioni per spingere più persone al lavoro e risparmiare fondi da dirottare sulla Bundeswehr.
  • Investimenti mancati: Mentre si spendono miliardi per i caccia F-35 o i carri armati Leopard, infrastrutture civili come le ferrovie (Deutsche Bahn) e la digitalizzazione delle scuole subiscono rallentamenti per mancanza di fondi ordinari.
  • Opinione Pubblica: Un recente sondaggio (inizio 2026) indica un cambiamento epocale: circa l’83% dei tedeschi ritiene ora che la spesa sociale sia troppo alta, mentre la maggioranza è favorevole all’aumento dei fondi militari per timore di conflitti internazionali.

La sfida per la Germania è evitare che il riarmo distrugga il contratto sociale che ha garantito la pace interna per 80 anni. Friedrich Merz sta scommettendo su una Germania “pronta alla guerra” (Kriegstüchtigkeit), anche a costo di un welfare molto più magro.

La crisi dello stato sociale in Germania: l’analisi del Cancelliere Merz

Questo video approfondisce le dichiarazioni di Friedrich Merz sulla non sostenibilità dello stato sociale, fornendo il contesto politico necessario per capire perché la spesa militare sia diventata la nuova priorità di bilancio.

Ecco il declino e la rovina della Germania, guerra ed armi invece di democrazia e stato sociale. Come credete finirà? Quanti giovani donne anziani e bambini moriranno per uan guerra fatta solo per ego e potere?

E come opererà Mertz per frenare le proteste di massa? Imprigionando? Usando lì’esercito o l’ICE come Trump?

Povera Germania, tutto uguale all’Italia.