Non nasce da un colpo di mano, né da una decisione improvvisa. Il FRAM – Franciacorta Rovato Arte Moderna e Contemporanea – prende forma come accadono le cose destinate a durare: da un sogno coltivato nel tempo, da una fedeltà ai luoghi e da una visione culturale che tiene insieme memoria e futuro.
All’origine c’è un’idea ambiziosa: restituire a Rovato una pinacoteca capace di dialogare con la sua storia profonda. Un sogno che affonda le radici nel desiderio – quasi una dichiarazione d’amore – di riportare idealmente in città il Cristo alla colonna del Moretto, oggi a Capodimonte, ma intimamente legato all’identità rovatese. Rovato come città del Bonvicino, ma anche di Richino, Brunelli, Pezzoli, Barbieri, fino ad arrivare a Gerolamo Calca e, attraverso di lui, alla contemporaneità.
Quel sogno, che sembrava destinato a rimanere tale, trova oggi una forma concreta grazie alla convergenza virtuosa tra amministrazione pubblica, progettazione architettonica e collezionismo illuminato. La nuova sede del FRAM nasce nell’Area Mercatale, in un edificio di recente costruzione voluto dal Comune, e accoglie la collezione della Fondazione Bonetti – Zucchetti: una raccolta che attraversa l’intero Novecento e si spinge nel XXI secolo, testimoniando movimenti, linguaggi e fratture del nostro tempo.
È qui che il progetto assume un valore che va oltre il dato locale. In un’epoca in cui l’arte contemporanea sembra appannaggio esclusivo delle grandi città, FRAM rivendica con forza il ruolo della provincia come luogo di produzione culturale autentica. Non periferia, ma laboratorio. Non margine, ma centro alternativo.

La collezione di Angela Maria Zucchetti e Beppe Bonetti è il frutto di una vita di relazioni, amicizie, scambi intellettuali e umani. Non un accumulo, ma una costellazione coerente: dall’astrattismo geometrico al costruttivismo, dal secondo futurismo all’informale, dalla poesia visiva al concettuale. Nomi internazionali – da Munari a Castellani, da Melotti a Dorazio, da Sonia Delaunay a Hans Richter, fino a Le Parc, Feito, Ferrari – convivono con un nucleo fondamentale dedicato a Gerolamo Calca, artista profondamente legato a Rovato, di cui la Fondazione conserva uno dei più importanti corpus esistenti.
Il progetto di allestimento, curato con rigore e sensibilità critica, assume come chiave di lettura il tema rogersiano della “continuità e contemporaneità”. Non una rottura violenta con il passato, ma una linea che attraversa il trauma del Novecento, la guerra, la ricostruzione, il desiderio di un nuovo inizio. Un percorso che trova riferimenti alti nella tradizione del Razionalismo italiano, nel Bauhaus, nelle esperienze di Terragni, Albini, Scarpa, BBPR. L’allestimento non si impone sulle opere, ma le accompagna, costruendo un dialogo silenzioso e necessario tra spazio, luce e materia.
FRAM è, in definitiva, un progetto culturale prima ancora che museale. È un atto di fiducia nella capacità dei luoghi di custodire e generare senso. È la dimostrazione che l’arte contemporanea può trovare una casa credibile anche lontano dai grandi flussi metropolitani, quando esistono visione, competenza e radicamento.
Rovato, oggi, non ospita semplicemente un museo. Si assume una responsabilità: quella di offrire all’arte del nostro tempo un luogo di privilegio, e alla comunità uno spazio di confronto con la complessità del presente.










