Noi, i familiari delle vittime del massacro di Cutro
Noi, i sopravvissuti della Summer Love
È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari, che sono arrivati morti sulle vostre coste.
Vivere giorno per giorno nella speranza che non accada ad altri; vivere nella paura che altri membri delle nostre
famiglie – bambini, padri, madri, nonni –non siano costretti ad attraversare il mare per piangere sulle tombe dei propri cari.
Ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un anno, poi due e già si avvicina un’altra commemorazione. Alle promesse del vostro Primo Ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta.
Con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante.
Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: Perché vi siete dimenticati di noi?
Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che – ormai per il terzo anno consecutivo – non porteranno a nulla.
Seguono i nomi delle famiglie (Afghanistan)
Oggi a Crotone dovevano riprendere le udienze del processo per il massacro di Cutro. Si procederà invece ad un “mero rinvio ad altra composizione collegiale”. In sostanza una nuova udienza in data da destinarsi. Conseguentemente salta la prevista conferenza stampa delle ONG riconosciute parti civili nel dibattimento.
Ne abbiamo discusso e pensiamo valga la pena dare comunque voce alle famiglie rendendo pubblica la lettera che ci hanno inviato con la speranza di vederla pubblicata. Soprattutto crediamo sia una buona premessa per la costruzione delle iniziative per il prossimo 26 di febbraio. Sarebbe auspicabile raccogliere in calce all’appello le adesioni di quanti credono che la strage non debba essere dimenticata, perché si risponda con verità e giustizia alle domande dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.
Per quanti volessero aderire e supportare l’appello delle famiglie, scrivete a carovanemigranti@gmail.com
Le prime adesioni: Carovane Migranti; Caravana Abriendo Fronteras; ResQ – People saving people; Onborders Aps; Djeluj.ba (Bosnia Herzegovina);Asociación Entre Mares (Fuerteventura); Linea d’Ombra (Trieste); Ermuko komite internaziolista( Vizcaya); Gruppo lavoro rifugiati Bari; Centro Studi Sereno Regis; Mamre Fondazione Onlus; Mimmo Lucano Deputato europeo, Sindaco di Riace; Orlando Amodeo Medico soccorritore; Centro documentazione Cubo di Chieri (To); Mauro Matteucci -Centro ” Lorenzo Milani” di Pistoia; Renato Sibille; Patrizia Del Vecchia; Daniela Balocco; Nicoletta Salvi; Silvia Galiano…










