Sono veramente stupito del fatto che le recenti affermazioni del ministro Tajani non abbiano avuto l’attenzione che avrebbero meritato.

Il capo di Forza Italia ha avanzato l’idea che a seguito del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati (che evidentemente considera già vinto) si possa ipotizzare la possibilità di sottrarre alla magistratura il controllo della azione di polizia giudiziaria.

Si tratta di un fatto gravissimo e di enorme portata che porterebbe alla modifica o addirittura alla abrogazione dell’Art. 109 della nostra Costituzione che in modo perentorio recita: “L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”. 

L’intento dei padri costituenti era chiaro: sottrare alla politica, soprattutto al governo, la possibilità di usare le forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza) per potere indagare e di fatto spiare la vita dei cittadini. In fondo quando i sostenitori del NO alla riforma della magistratura paventano la possibilità che i Pubblici Ministeri, una volta separati dalla magistratura giudicante, possano finire con l’essere controllati dal governo, si riferiscono proprio alla possibilità che in questo modo si possa andare verso qualcosa di simile ad uno Stato di polizia. 

Ma ora Tajani (a quanto pare in pieno accordo col ministro Nordio) spiazza tutti e fa un grande salto di qualità. Non si tratta più di subordinare e controllare i pubblici ministeri perché questi orientino l’azione di polizia giudiziaria, si tratta piuttosto di affidare direttamente al ministero degli interni la possibilità di potere disporre a proprio piacimento degli indirizzi e delle indagini di polizia giudiziaria. Anche se, per la verità, il ministro non dice le cose così chiaramente come io le immagino, non vedo quale altro esito concreto possa avere l’ipotesi di privare la magistratura requirente di quella che è una sua fondamentale prerogativa costituzionale. In sostanza una sorta di passaggio dal pubblico ministero controllato, come si paventava nella peggiore delle ipotesi, ad un semplice burocrate passacarte (o quasi).

L’attuale riforma della magistratura (sulla quale molto si è detto e sulla quale non mi dilungo) non sarebbe dunque che un primo passo di un progetto più ampio. Svilire il ruolo della magistratura, anche privando di fatto i pubblici ministeri del loro status di magistrati, deontologicamente portati  innanzitutto alla ricerca della verità, per trasformarli in semplici “accusatori”, per poi privarli di ogni reale autonomia decisionale.

Ciò che si  vede all’orizzonte non può che avere un solo nome: Stato di polizia! Un motivo in più per votare NO al prossimo referendum.